Mary McCarthy.
...
.
...
Il gruppo.
Parte 3.
...
.
...
Titolo originale: The Group. 1954, 1963.
Traduzione di: Elena Dal Pra.
2005. Giulio Einaudi Editore, TORINO.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Il gruppo.
...
.
...
Capitolo undicesimo.
...
.
...
Era quasi un anno che Polly Andrews e Gus LeRoy avevano
una relazione. Lei viveva ancora in una stanza ammobiliata con
bagno e andava a lavorare ogni mattina al Centro medico, e lui divideva
un appartamento, giusto dietro l'angolo, con un altro un
grafico editoriale che, come Gus, era separato dalla moglie. Ogni
sera dopo il lavoro Gus veniva da Polly per un drink, a meno che
non dovesse uscire con qualche scrittore, e dopo lei preparava la
cena sul fornelletto. Poi andavano a vedere un film o a un incontro
sulla guerra civile spagnola o sulla silicosi o sui mezzadri, o
ascoltavano il grammofono di Polly, ma ogni sera durante la settimana
lui andava a dormire a casa perch cos era pi semplice l
aveva tutto il necessario per radersi e le pipe e i manoscritti che
stava leggendo; non lo disturbava che il grafico ricevesse delle donne
nell'altra stanza, purch lui potesse mangiare i suoi corn flakes
e bere il suo caff la mattina dopo in vestaglia senza dover fare
conversazione con una persona estranea.
Il sabato lavorava fino a mezzogiorno, ma avevano il pomeriggio
per stare insieme e passeggiare nel quartiere italiano o a Chinatown
o andare al museo ispanico o ai Barnard Cloisters. Tornando
a casa di solito facevano la spesa, se Polly non l'aveva fatta
il sabato mattina: Gus comperava il vino dalle parti dell'universit,
passavano davanti a Wanamaker's coi loro sacchetti di cibarie
e proseguivano fino a St Mark's Place, dove si preparavano
qualcosa nella cucina della padrona di casa di Polly, se lei e il marito
erano andati in New Jersey nel loro cottage dei fine settimana.
Oppure Gus portava Polly in un posticino francese o spagnolo dove si poteva cenare e ballare. Il sabato sera dormiva da Polly,
nel lettino di lei, e la domenica mattina facevano colazione
tardi, insieme, e leggevano i giornali. La domenica pomeriggio la
passava col figlio: lo portava allo zoo del Bronx o a fare un giro sul
traghetto di Staten Island, o in cima alla statua della Libert o sul
ponte George Washington o all'acquario di Battery Park o al rettilario
nel piccolo zoo di Staten Island. Era Polly che pianificava
queste spedizioni, ma non andava con loro. Non prima di essere
sposati, diceva, il che faceva sempre ridere Gus perch la frase
suonava cos antiquata, come se gli stesse rifiutando i suoi favori
finch non avesse avuto la fede al dito. Ma lei la pensava cos.
Quindi la domenica pomeriggio Polly vedeva le sue vecchie
amiche e la domenica sera Gus, quando riaccompagnava a casa il
piccolo Gus, si fermava a bere un bicchiere di birra con la moglie
e poi si preparava un panino nella propria cucina. La domenica sera,
avevano concordato, era la sua serata libera da Polly, che lei
impiegava per fare il bucato e lavarsi i capelli.
Era appunto domenica sera e la biancheria di Polly, le calze e
il busto stavano appesi nel bagno. In stanza la sua edera e il suo
filodendro avevano appena fatto anche loro il bagno settimanale,
e le sue camicette erano appese a una corda resistente che attraversava
la finestra come un festone; si ravviava i lunghi capelli umidi
con una spazzola Ogilvie Sisters e poi li strofinava con un asciugamano.
Su un altro asciugamano c'era un golfino di lana bianco
steso ad asciugare. Fare il bucato, aveva scoperto Polly, per una
ragazza che lavora era una cura contro la depressione, e la domenica
sera lei era depressa. La saponata, il vapore, l'odore di lana
umida, il fruscio dei capelli puliti a poco a poco le fecero per sentire
che in qualche modo tutto si sarebbe risolto. Se avesse stirato
sei camicette bianche nella cucina della padrona di casa, rammendato
le calze, e si fosse messa a dieta per perdere un paio di
chili, Gus avrebbe deciso che non potevano aspettare oltre, per sposarsi.
Cinque pomeriggi la settimana, prima di venire da Polly, lui
aveva una seduta dallo psicoanalista. Il dottore diceva che era un
principio dell'analisi, per il paziente, non cambiare il proprio sistema
di vita durante la terapia: avrebbe disturbato la relazione
analitica. Per questo Gus non aveva fatto nulla per avere il divorzio.
Quando fosse stato pronto questa era l'espressione che
usava l'analista la sua idea era di andare a Reno per sei settimane.
Ma i divorzi a Reno erano costosi, e Polly non sapeva come
avrebbe fatto Gus a pagarselo, visto che i suoi risparmi li spendeva
in psicoanalisi e met dello stipendio lo passava alla moglie per
gli alimenti e il mantenimento del figlio. Polly aveva i suoi dubbi
che la moglie gli avrebbe concesso il divorzio. Aveva promesso di
concederglielo quando avesse concluso l'analisi, ma Polly sospettava
che la moglie e l'analista fossero in combutta nell'intento di
prenderlo per stanchezza. Era in analisi da tre mesi quando aveva
conosciuto Polly alla festa di Libby, in maggio, e l'analista si era
molto stupito sentendo che tra loro era nata una relazione seria
gli sembrava che Gus avesse rotto la promessa. Come se ci si potesse impedire di innamorarsi!
La famiglia di Polly non aveva il minimo sospetto di quello che
stava succedendo, ma gli amici avevano intuito che ci fosse di mezzo
un uomo sposato, da come lei taceva sul suo modo di passare il
tempo. Pensavano fosse uno dei dottori dell'ospedale. Polly era reticente
sul loro amore, non perch se ne vergognasse, ma perch
non tollerava il pensiero di ricevere consigli o espressioni di solidariet.
Le sole persone sicuramente al corrente della storia erano
quelle che non potevano non sapere: il grafico editoriale, la padrona
di casa di Polly e il marito, i suoi due coinquilini, e Ross, la
cameriera della zia Julia, che prima aveva l'abitudine di venire da
lei la sera per darle una mano col lavoro a maglia o col cucito.
Nemmeno Miss Bisbee, la segretaria di Gus, lo sapeva. Polly non
andava ai cocktail letterari con Gus (Quando saremo sposati,
diceva), in parte per il timore di incontrare Libby, ma soprattutto
per quello stesso senso delle convenienze sociali che le impediva
di passare la domenica col piccolo Gus e suo padre, finch il padre
e la madre erano marito e moglie. Polly odiava le domande le
domande che il piccolo Gus avrebbe fatto a lei e quelle che la madre
avrebbe fatto a lui, e quelle che la sua comparsa ai cocktail
avrebbe suscitato da parte dei colleghi di Gus. Quando vi sposate?
era quello che tutti volevano subito sapere quando vedevano
una ragazza e un uomo innamorati. Era quello che avevano
chiesto per prima cosa Ross, e Mr Schneider che non credeva nel
matrimonio, e la padrona di casa che apparteneva a un gruppo nudista
del New Jersey, e Mr Scherbatyeff. E una risposta sincera a
questa domanda portava tutti a porne un'altra, a una sola voce:
perch Gus andava dallo psicoanalista? Cos'aveva?
Era una domanda che, strano a dirsi, nessuno aveva mai fatto
a proposito di suo padre, quando lo avevano messo alla Riggs,
poverino, e dire che la malattia del padre un nome ce l'aveva melanconia
il che avrebbe reso pi semplice rispondere. Se Gus
avesse parlato da solo o si fosse rifiutato di parlare, o si fosse abbandonato
a crisi di pianto o avesse manifestato quello che i dottori
chiamavano comportamento bizzarro, nessuno avrebbe chiesto
cosa c'era che non andava in lui! Ma il problema in quel caso
era proprio l'opposto. Polly non capiva cosa ci fosse che non andava
in Gus: era uno degli uomini pi normali che avesse mai conosciuto,
almeno all'apparenza, e d'altronde lei non aveva altri elementi
per giudicare. Nessuna odiosa melanconia, niente umor
nero o comportamenti stravaganti. Gli piaceva ballare guancia a
guancia e giocare a tennis e guidare aveva una vecchia Hupmobile
che era in riparazione in un'officina di Brooklyn. Come la
maggior parte delle persone originarie del New England, era attento
ai soldi, ma quando comperava dei regali andava sempre nei
negozi migliori aveva regalato a Polly una bellissima borsa, degli
orecchini intagliati in lapislazzuli e un morbido maglione azzurro
Brooks Brothers; ogni settimana, quasi senza eccezione, le
portava dei fiori, e quando andavano a ballare il sabato le regalava
delle violette o una camelia. Peraltro, non si preoccupava di
quello che indossava lui: aveva due completi ormai logori comprati
fatti da Wanamaker's, una giacca di tweed, dei pantaloni di flanella
e svariate cravatte a farfalla. Aveva un'assicurazione medica
con la Blue Cross e andava dal dentista tre volte l'anno per farsi
fare la pulizia. Stava attento alla linea e sovrintendeva alle visite
del piccolo Gus dal pediatra, che era uno dei migliori giovani medici
della citt, come l'analista di Gus, che era stato l'allievo prediletto
di Brill. Nonostante avesse solo trent'anni, Gus era come
un secondo padre per i suoi scrittori, molto paziente nell'ascoltare
i loro problemi e nel procurare loro avvocati, biglietti per il teatro,
libri con lo sconto, un appartamento, una segretaria, una ragazza
tutto ci di cui avevano bisogno. Si era dato un gran daffare
per mettere in piedi nel suo ufficio una sezione del Sindacato
del libro e della rivista, anche se lui non poteva iscriversi perch
era considerato un dirigente. Quando non fumava la pipa fumava
sigarette prodotte dalle cooperative e su tutto quello che comperava
cercava sempre l'etichetta sindacale; a differenza di Priss, credeva
per segretamente nei prodotti di marca, come le camicie Arrow
e gli pneumatici Firestone e la crema Highland della Teacher's
e i rasoi Gillette. Non si lasciava convincere dal movimento dei
consumatori che qualcosa che costava la met potesse essere altrettanto
valido. Lo divertiva vedere come Polly si preparava in
casa la cipria o la crema emolliente, per risparmiare: non calcolava
il costo della manodopera, le faceva notare.
Era stata la sua passione per le marche famose a persuaderlo
anni prima del valore del comunismo, quando lui, laureato alla
Brown, si era ritrovato sbattuto diritto nell'epoca della depressione.
Shaw lo aveva gi convertito al socialismo, ma se dovevi essere
un socialista, sosteneva il suo compagno di stanza, era meglio
rivolgerti alla pi grande e migliore ditta produttrice di socialismo:
cio l'Unione Sovietica. Cos Gus pass al comunismo, ma solo
dopo essere stato a vedere coi propri occhi. Lui e il suo amico avevano
fatto un giro dell'Unione Sovietica l'estate dopo la laurea ed
erano rimasti colpiti dalle dighe e dalle centrali elettriche e dalle
fattorie collettivizzate e dalla ragazza che faceva da guida per
l'Intourist. A questo punto, Norman Thomas sembr loro piuttosto
inconcludente. Gus non aveva mai preso in considerazione i piccoli
gruppi frazionisti, come i trotzkisti, cui apparteneva l'amico
di Polly, Mr Schneider, che viveva dall'altro lato del corridoio, o
i lovestonisti o i mustisti ogni grande movimento, diceva, aveva la sua quota di tipi strambi.
NOTA: Seguaci, rispettivamente, di Jay Lovestone (1897-1990) e di A. J. Muste (1885-1967), entrambi controversi esponenti, tra le due guerre, del movimento comunista statunitense. FINE NOTA.
E tuttavia quando lui e il suo amico erano tornati non si era iscritto al Partito. Non voleva danneggiare
il padre, titolare di una tipografia a Fall River che apparteneva
alla famiglia da quattro generazioni. I LeRoy erano rispettati
dalle famiglie proprietarie delle cartiere, i cui annunci di matrimonio
o di morte, biglietti da visita, programmi per le feste danzanti,
cartelli di vietato l'accesso o avvisi di vendita fallimentare
venivano stampati da loro fin dai tempi della guerra civile; nel
negozio sotto la tipografia, sul corso principale, si vendevano anche
bigliettini di Natale e di San Valentino, cancelleria per la scuola
e carta da regalo. Se Gus fosse diventato un comunista militante,
quei proprietari di cartiere duri come pietre sarebbero stati perfettamente
capaci di boicottare il negozio dei LeRoy. Oltretutto,
i comunisti americani non sembravano a Gus cos responsabili come
quelli russi. Invece, aveva sposato una del Partito una ragazza
ebrea che aveva conosciuto a un appuntamento a quattro in
occasione di un ballo alla Webster Hall; insegnava in prima elementare
alla scuola comunale in centro.
Kay Petersen, Polly lo sapeva, avrebbe detto che la simpatia di
Gus per il comunismo e in particolare per le donne comuniste 
era un segno di instabilit emotiva. Ma Polly non lo credeva: non
vedeva il Partito come la rivale nella vita di Gus. Inoltre, era
piuttosto flemmatico nella sua simpatia. Non prendeva mai parte
alle manifestazioni n marciava nelle parate del primo maggio n
chiamava cosacchi i poliziotti; l'unica parte del Daily Worker
che leggeva erano le pagine sportive. Non discuteva coi miscredenti,
inclusa lei, e in effetti non sembrava gli importasse di
diffondere la fede, diversamente dal povero Mr Schneider, che
cercava sempre di convertirla al trotzkismo e proprio allora era
molto preoccupato per i processi di Mosca, che tirava sempre fuori
ogni volta che incontrava Gus per le scale. Erano troppo lontani,
diceva Gus, per giudicare della ragione e del torto: sarebbe stata
la storia a decidere. A lui sembravano un fatto insignificante in
paragone alla guerra in Spagna, che davvero lo interessava.
Non faceva che commissionare libri sulla Spagna rportage
dal fronte, un'antologia di poesie di guerra lealiste, uno studio sulla
Brigata Internazionale, una nuova traduzione del Don Chisciotte.
Aveva cercato di convincere Hemingway a scrivere un libro su
El Campesino. NOTA. Valentin Gonzlez, detto El Campesino (1909-83), membro del Partito comunista e fedele all'Unione Sovietica, fu uno dei pi celebri comandanti di brigata durante la guerra civile spagnola. FINE NOTA.
Ma purtroppo lui aveva gi firmato un contratto
con Scribner's, e Vincent Sheean, la sua altra idea, non rispondeva
ai cablogrammi. Sperava che un grande romanzo venisse fuori
dal battaglione Abramo Lincoln, e a un certo punto, quell'inverno,
durante la campagna di arruolamento, aveva deciso di partire
lui stesso e un giorno nell'intervallo del pranzo era uscito per fare
la visita medica, senza nemmeno dirlo all'analista. A Polly l'immagine
di Gus volontario coraggioso col basco piaceva: pensava
che sarebbe stato un ottimo ufficiale. Ma quando la moglie era venuta
a saperlo (lui pensava di lasciarle la sua assicurazione sulla vita
per provvedere a Gus IV), si era molto indignata e lo aveva accusato
di essere un irresponsabile. Nel caso di Gus, aveva detto,
arruolarsi era un meccanismo di fuga, e questo avrebbe reso il suo
atto nullo dal punto di vista politico. Secondo lei, la verit era che
non voleva finire l'analisi e invece batteva in ritirata di fronte ai
suoi veri problemi, che riguardavano lei e il figlio, e tra l'altro: chi
avrebbe pensato al mantenimento del bambino mentre Gus combatteva
i fascisti o gironzolava per i caff di Madrid? Sentendo
questo, Polly era dispiaciuta per la moglie, nello stesso modo in
cui era dispiaciuta per una persona come Libby, che mentiva sempre
a se stessa. Ma poi, cercando di essere giusta, si chiedeva se
erano davvero i soldi o se i soldi non fossero piuttosto una scusa
con cui la moglie giustificava la sua preoccupazione che Gus potesse
essere ucciso: forse la moglie a modo suo lo amava pi di lei,
che sarebbe stata ben disposta a lasciargli rischiare la vita per una causa.
Polly era molto solidale coi repubblicani spagnoli e, quando le
chiedevano la ragione per la sua dedizione alla causa, rispondeva
sorridente: Sono basca. Questo si riferiva al fatto che c'era un
ramo cattolico tra i suoi antenati: da parte di madre era una Ayer,
imparentata con Lord Acton. In politica, lei e Gus erano agli antipodi:
il suo cuore batteva per i perdenti di ogni battaglia, e amava
le piccole sette con dottrine strane, come i vecchi cattolici di
Dollinger, che negavano l'infallibilit del papa, i duchoborcy, migrati
in Canada per sfuggire al servizio militare dello Zar, i virtuosi
anabattisti, gli ebrei cassidici, che ballavano e saltavano in
allegria nei villaggi polacchi: era la passionaria delle razze perse
come i baschi, con la loro lingua misteriosa; aveva un debole per
le specie estinte e cancellate, come il piccione migratore, su cui
aveva scritto una tesina per zoologia. Era dalla notte dei tempi che
non si appassionava tanto a una causa come ora a quella dei lealisti
spagnoli. Lei e Gus contribuivano entrambi molto generosamente
allo sforzo militare repubblicano, anche se Gus donava per
gli aeroplani e Polly per le ambulanze e le scorte di medicinali. In
genere ossia in tempo di pace era una pacifista, diceva sorridendo,
ma al posto di Gus sarebbe partita volontaria, ed era sorpresa
che lui avesse dato ascolto all'analista, che gli aveva detto
che sarebbe stato pi utile alla causa spagnola a New York che non
a Madrid. Poteva anche essere vero, ma per Polly era impossibile
accettare di farsi pesare sul bilancino in questo modo, come un lingotto
da accumulare. Era questo aspetto del comunismo che non le andava.
Ma se Polly era sorpresa che Gus avesse dato retta all'analista,
era ancora pi sorpresa che l'analista gli avesse parlato: Pensavo
che non dovessero dare consigli disse accigliandosi. L'analista,
le aveva detto Gus, era del tutto neutrale: ascoltava solo il paziente
e di tanto in tanto poneva una domanda. Era il paziente a dover
rompere il silenzio. In teoria, rispose Gus. Ma anche lui  un
essere umano, spieg. Se vede che un paziente sta per suicidarsi,
naturalmente interviene, come essere umano. Ma dovrebbe
intervenire come dottore, disse Polly con dolcezza. Gus
scosse la testa. A-ha, disse.  a questo che devono stare attenti.
Il paziente cerca sempre di coinvolgere l'analista, in quanto
analista, in una situazione poco ortodossa. Di indurlo a uscire da
dietro la sua barriera. Ma l'analista deve restare dietro quella barriera
regola numero uno. Se non ci riesce, deve porre fine all'analisi.
Ma i pazienti sono furbi come volpi. Il dottor Bijur, per
esempio, poteva immaginare che il mio arruolamento nel battaglione
Lincoln fosse solo una trappola per farlo interessare alle mie
decisioni personali. Una richiesta di attenzione. Aggrott le sopracciglia.
E accidenti, Polly, forse lo era davvero. Forse giocavo
solo a fare il soldato. Ma era cos? esclam Polly. Io ti ho
creduto. Non eri sincero, Gus? Come faccio a saperlo? disse
Gus, allargando le mani. Buon Dio! disse Polly. Eccola di nuovo,
quella cosa curiosa, il fatto di trattare se stesso come un oggetto
denso, opaco. O come se tu non fossi tu ma qualcun altro,
le cui motivazioni si possono solo intuire. Era questa strana, piatta
oggettivit quello che non andava in Gus o era un effetto della terapia?
Non volle approfondire l'argomento. La regola numero due,
sapeva, era che il paziente non doveva discutere la malattia con
amici o familiari, e quella era stata quasi la pi lunga conversazione
che lei e Gus avessero mai avuto a proposito dell'analisi dopo
la primissima, quando lui le aveva rivelato, dopo che avevano
gi fatto l'amore pi volte, la bella notizia che andava dal dottor
Bijur. Polly era una ragazza coscienziosa e non avrebbe indotto
con le sue arti Gus a parlarle della sua analisi pi di quanto avrebbe
costretto un diabetico a prendere dello zucchero, e il risultato
era che si trovava del tutto all'oscuro su quella che per lui, senza
dubbio, costituiva la parte pi importante della sua vita. Se infatti
non fosse stata la parte pi importante, perch sarebbe andato
a parlarne per un'ora al giorno con un estraneo?
Ripensandoci, Polly a volte si chiedeva se avrebbe lasciato salire
Gus nella sua stanza e fare l'amore con lei se le avesse detto
per tempo che era in analisi. Le aveva detto che era sposato e
separato (cosa che lei sapeva comunque gi da Libby), ma non una
parola sulla terapia. Polly poteva capire perch: all'inizio non la
conosceva abbastanza bene per dirglielo, e quando la conosceva
abbastanza bene era perch erano andati a letto e allora era troppo
tardi perch lei avesse scelta. Il dado era tratto, perch, avendogli
permesso di amarla, lei amava lui. Ma se l'avesse saputo prima,
dubitava che avrebbe perso la verginit con uno in analisi: avrebbe avuto paura.
Polly aveva sempre saputo che il sesso avrebbe significato molto
per lei. Per questo era stata cauta con gli uomini. Poteva intuire
dalle conversazioni con le altre ragazze al college che le effusioni
amorose non le scuotevano fino alle fondamenta come era
successo a lei quando era fidanzata. Molte volte allora era andata
vicino al limite, come lo chiamavano, ma qualcosa l'aveva sempre
salvata una volta una guardia del campus, ma soprattutto il ragazzo,
che aveva degli scrupoli. Quando aveva rotto il fidanzamento
ed era finita in infermeria, era soprattutto il sesso a torturarla.
Dopo, aveva fermamente represso i propri desideri, al punto
da evitare i film in cui c'erano scene di baci: non voleva che le
risvegliassero i sensi. Aveva deciso che voleva una vita fredda, austera
e indipendente, con increspature di umorismo come tende
alle finestre. Le dicevano che aveva una natura dolce, e faceva amicizia
con facilit, cos come riusciva a far mangiare gli uccellini nella
sua mano. Avendo considerato con attenzione il proprio caso,
come pure la tara ereditaria, aveva concluso che avrebbe fatto
meglio a vivere per l'amicizia, non per l'amore o il matrimonio. Si
vedeva negli anni pi tardi, grassa e morbida, nelle vesti di una
badessa, incorniciata da un soggolo, o di una diaconessa episcopale
che bada all'altare, spolvera l'organo della chiesa e visita i malati
della parrocchia. A dire il vero, non era credente, ma il tempo,
supponeva, avrebbe potuto porre rimedio. Il pericolo immediato
per lei adesso, lo vedeva, era di diventare un tipo originale,
e faceva resistenza all'idea di essere incollata, a ventisei anni, non
ancora vecchia, in un album. Gi alcune delle amiche la trattavano
come un reperto scovato da un rigattiere una porcellana vecchia appena incrinata.
Era vero, non le piacevano le persone grintose o quelle destinate
con ogni probabilit al successo, e questo aveva fatto di lei
un po' una disadattata al Vassar: l'unico modo in cui riusciva a farsi
stare simpatiche ragazze sicure di s e aggressive come Libby e
Kay era compatirle. Libby le faceva una pena terribile, al punto
che quasi non sopportava di vederla: la sua bocca rossa, sempre
aperta in uno starnazzo infinito, era come una ferita sanguinolenta
in mezzo al vuoto della faccia. Ma, naturalmente, Libby non sospettava
affatto che ci fosse qualcosa da commiserare in lei; ed era
proprio questo che la rendeva degna di piet: lei pensava di provare
pena per Polly e di farle un piacere ogni volta che le assegnava
qualche compito. Se Polly avesse smesso di vederla, la povera
Libby non avrebbe avuto nessuno con cui immaginare di essere caritatevole,
perch Libby non riusciva a essere caritatevole con qualcuno
che fosse davvero infelice, ma solo con qualcuno come Polly,
che era perfettamente felice cos com'era. Ma proprio il fatto
di essere perfettamente felice cos com'era, ahim, era ci che faceva
di lei un tipo originale agli occhi delle incredule amiche: la
famiglia Andrews veniva considerata eccentrica perch aveva perso
tutto ed era sopravvissuta. Polly riusciva a ridere di questo concetto,
ma per la maggior parte delle persone, evidentemente, era
eccentrico, se non una posa, essere allegro quando i tuoi soldi se
n'erano andati. E portare i vecchi vestiti parigini della zia, rammodernati,
con un luccichio negli occhi, era originale, anche se
Polly non sapeva come si aspettassero che li indossasse forse
con la pi profonda mestizia? Se Polly era giunta a preferire la compagnia
dei tipi strambi, era forse perch non avevano un concetto
della stranezza, o meglio perch pensavano che fossi strambo se
non lo eri. Mr Scherbatyeff, per esempio, considerava Libby un
fenomeno incredibile e continuava a chiedere a Polly di spiegargli il suo caso.
C'era solo un punto su cui tutti i conoscenti di Polly, stravaganti
o no, erano d'accordo, ed era che dovesse sposarsi. Tu bella
ragazza. Perch non sposata? aveva detto l'uomo del ghiaccio
aggiungendo la sua voce al coro. Sto aspettando l'uomo giusto, 
aveva risposto Polly. E in segreto le cose stavano proprio cos, nonostante
la saggezza che cercava di imporsi. Se gli rendeva difficile
trovarla, quella sarebbe stata per l'uomo giusto parte della
prova che doveva superare. Come pensi di incontrare qualcuno,
Polly? esclamavano le sue compagne. Con la vita che fai e senza
mai uscire con anima viva? Le erano ben noti questi argomenti:
che il modo di conoscere un uomo era attraverso altri uomini,
che non era necessario amare un uomo e neanche che ti piacesse
molto per accettare di uscire a cena o a teatro con lui, che
voleva solo la tua compagnia, che era cos poco da poterla concedere.
Ma i suoi forti desideri la facevano dubitare di questo, e non
pensava fosse giusto avviare una relazione in cui non si era pronte
ad andare oltre: non le sembrava onesto usare un uomo per conoscerne
altri. Cos aveva testardamente rifiutato tutti i tentativi
di procurarle delle amicizie maschili l'uomo in pi invitato a cena
che doveva giocoforza dimostrarsi galante. Dick ti porta a casa,
Polly. Vero, Dick? No, grazie, interrompeva Polly. Prendo
l'autobus della Prima Avenue. Abito proprio vicino alla fermata
Perfino Mr Schneider e Mr Scherbatyeff si erano macchiati
di simili sforzi: Mr Schneider aveva esibito a Polly una serie di giovani
trotzkisti coi quali bere un bicchierino di schnapps insieme
in camera sua, mentre Mr Scherbatyeff aveva sfoderato un
nipote che stava facendo tirocinio nel settore alberghiero a Chicago.
Ma soprattutto, Polly aveva rifiutato di fare coppia col terrificante
fratello di Libby, noto come il fratellino, che era sempre ansioso di portarla fuori.
 il suo orgoglio, bambina, a farla agire cos, aveva detto
Mr Schneider una sera quando lei l'aveva rimproverato perch cercava
di trovarle un uomo. Pu darsi, aveva detto Polly. Ma
non pensa, Mr Schneider, che l'amore dovrebbe arrivare di sorpresa? 
La profonda fossetta nel suo mento si incresp. Sa com'
nei gialli. L'assassino  il meno sospettabile, la persona che mai
avresti pensato.  cos che mi sento rispetto all'amore. L'uomo
giusto per me non sar mai l'uomo in pi invitato apposta per
me. Sar la persona che la padrona di casa non avrebbe mai scelto
in vita sua. Se arriver. Mr Schneider sembr triste. Tu vuoi
dire, disse annuendo, che ti innamorerai di un uomo sposato.
Tutti gli altri sono facilmente sospettabili.
Manco a dirlo era andata cos, con Gus. Voi due siete le ultime
persone, Libby aveva detto il giorno dopo, che mi sarei
mai aspettata legassero. Ti ha chiesto di uscire ancora? Polly aveva
risposto di no, ed era vero aveva solo preso il suo numero di
telefono e Libby non se n'era stupita. Parlarci insieme  un'impresa, 
osserv. Non fa proprio al caso tuo. Ci ho pensato, Polly:
tu sei il genere di donna che attrae uomini pi vecchi. Gli uomini
pi vecchi e le altre ragazze. Ma un tipo come Gus LeRoy 
cieco alla tua bellezza.  per questo che sono rimasta secca quando
sei uscita di qui con lui ieri sera. Forse non d questa impressione
quando gli parli,  cos tranquillo, ma  il dernier cri nell'editoria;
dovresti vedere gli scrittori che ha nel suo carnet. Scrittori
che gli sono personalmente devoti e che un domani potrebbero
seguirlo, se lasciasse Ferris. Ovviamente molti di loro sono comunisti;
dicono sia segretamente iscritto al Partito e abbia ordini per
operare dall'interno della casa editrice. Ma, piaccia o non piaccia,
alcuni dei nostri migliori autori quest'anno sono comunisti. Sospir.
Polly stava zitta. Ha parlato di me? chiese Libby all'improvviso.
Un po', disse Polly. Oh, che cosa ha detto?
Dimmi tutto. Ha detto che stai andando fortissimo come agente.
Mi sembra che abbia usato la parola fuoriclasse. Libby era
delusa. Deve aver detto anche dell'altro. Mi trova carina? Deve
trovarmi carina, o non sarebbe venuto alla mia festa. Temo di
averlo un po' trascurato. Te lo ha detto? Avevo occhi solo per Nils.
Sai, il barone. Sospir di nuovo. Ieri sera mi ha chiesto di sposarlo.
Oh Libby, disse Polly, ridendo, non puoi sposare il
campione di salto con gli sci dell'Altman! Spero tu abbia rifiutato.
Libby annu. Era furioso. Fuori di s. Prometti di non dirlo in giro se ti racconto cos' successo? Prometto, Quando l'ho
rifiutato ha cercato di violentarmi! Il mio vestito nuovo di Bendel
 in brandelli ti piaceva? E sono coperta di lividi. Ti faccio
vedere. Apr la camicetta. Ma  terribile! disse Polly, fissando
i segni bluastri sul petto e sulle braccia magre di Libby.
Libby si riabbotton la blusa. Ovviamente dopo si  scusato ed
era dispiaciuto oltre ogni dire. Ma come hai fatto a fermarlo? 
disse Polly. Gli ho detto che ero vergine. Quello lo ha fatto
tornare in s all'istante. Dopotutto,  un uomo d'onore. Ma che vichingo!
Beata te, che sei uscita con Gus il malinconico. Scommetto
che non ha nemmeno tentato di baciarti? No, disse Polly.
Mi chiamava Miss Andrews una frase si e una no. Sorrise.
Poveretto, aggiunse. Poveretto! esclam Libby. Cos'ha
di povero?  solo, disse Polly. Me lo ha detto quando mi ha
chiesto di cenare con lui.  una brava persona, solida, e gli mancano
la moglie e il figlio. Mi ha fatto pensare a un vedovo. Libby alz gli occhi al cielo.
Polly diceva la verit. All'inizio era dispiaciuta per Gus. E il
modo in cui l'aveva chiamata Miss Andrews durante tutta la cena
l'aveva divertita come se fossero separati da una scrivania anzich
da un tavolo di ristorante. Quella scrivania, aveva pensato,
era parte di lui, come un arto in pi o un sostegno: aveva una voce
speciale da scrivania, giudiziosa, e l'abitudine di inclinarsi
all'indietro sulla sedia glielo aveva fatto subito immaginare in ufficio.
Le aveva raccontato, prendendosi in giro, la storia di quando
Libby era svenuta sul suo tappeto. Pensavo che quella ragazza
stesse morendo di fame, Miss Andrews, pensi un po'. Aveva
guardato con aria afflitta Polly da sotto le sopracciglia, e lei era
scoppiata a ridere. Quando ha scoperto che non era cos? chiese
alla fine. Solo dopo un po'. Me lo ha detto il suo capo, a dire
il vero. Pare che i MacAusland siano un'autorit, a Pittsfield. 
vero? S, disse Polly. Sono proprietari di una delle cartiere
pi importanti.  stato cos che ho conosciuto Libby. La mia famiglia
vive a Stockbridge. Proprietari di una cartiera? Polly
scosse la testa. Mio padre faceva l'architetto ma non ha mai costruito
niente salvo per i suoi parenti. Viveva dei suoi investimenti
fino al crollo. E adesso? Mia madre ha una piccola rendita, e
abbiamo una fattoria in cui lavoriamo. In cui loro lavorano, si
corresse. E lei che lavoro fa, Miss Andrews? Sono tecnica all'ospedale.
Dev'essere interessante. E dare soddisfazione. Dove
lavora? E cos via. Esattamente, pens Polly, come un colloquio
di lavoro. Proprio questo aspetto da scrivania di Gus, che impressionava
tanto Libby, aveva toccato il cuore di Polly. A volte
pensava di essersi innamorata di una scrivania, di una sedia girevole
e di un paio di baffetti pungenti.
Tuttavia, innamorarsi di una scrivania e poi trovarsi di fronte
a un lettino era sconfortante. Adesso spesso provava a immaginarselo
sul lettino dell'analista e non ci riusciva. Fumava la pipa e
incrociava le braccia dietro la testa? O fumava una sigaretta dietro
l'altra, facendo cadere la cenere in un posacenere appoggiato
sul petto, come certe volte a letto? Che voce usava? La voce da
scrivania, che cigolava come la sedia girevole, o una voce pi dolce,
pi leggera, che si armonizzava col suo sorriso da ragazzo, le
caviglie snelle, le labbra rosse e morbide, e col modo ingenuo che
aveva di arricciare il naso, come un coniglietto, in segno di tenero affetto?
La prima volta che le aveva detto dell'analista, la sua voce aveva
tremato, e aveva le lacrime agli occhi. Era sceso dal letto, indossando
il kimono giapponese di Polly, una reliquia dei viaggi in
oriente di zia Julia, che gli arrivava appena alle ginocchia; teso, si
era acceso una sigaretta e si era gettato sulla poltrona. C' una
cosa che devo confessarti: sono in analisi. Polly si era messa a sedere
sul letto, tenendosi strette le lenzuola intorno al corpo con
un movimento istintivo, come se nella stanza fosse entrato un
estraneo. Perch? chiese. Oh, Gus, perch? La voce le
usciva come un gemito. Non le spieg il perch, anche se forse pensava
di averlo fatto. Quello che le disse era come aveva iniziato ad andare dal dottore.
Era stata tutta un'idea della moglie. Dopo che Gus l'aveva lasciata
perch lei se la faceva con un attivista del Partito. Esther 
si chiamava cos aveva deciso di riconquistarlo. Era ricorsa a
tutti i soliti sistemi lacrime, minacce, promesse senza scalfire
la determinazione di Gus di non tornare a casa. Poi un giorno era
venuta a trovarlo in ufficio in condizioni di spirito pi tranquille
e con una proposta del tutto nuova, cio che entrambi andassero
in analisi, per vedere se il loro matrimonio si poteva salvare. A
Gus, dopo le scene a cui aveva assistito, era sembrata un'offerta
ragionevole, e fu colpito, soprattutto, dal mutato atteggiamento
della moglie. Lei gli aveva fatto notare che l'analisi l'avrebbe aiutata
nel lavoro coi bambini: non poche colleghe insegnanti erano
in terapia solo per questo scopo, e il preside la raccomandava caldamente
a tutto il personale. Avrebbe con ogni probabilit aiutato
anche Gus, nel lavoro con gli scrittori, lo avrebbe reso in grado
di gestire meglio i loro conflitti, e cos anche se una volta finita
quell'esperienza avessero deciso di divorziare, ne avrebbero
comunque ricavato entrambi un grande beneficio professionale.
Gus le aveva detto che ci avrebbe pensato su, ma prima che lei
avesse lasciato l'ufficio aveva gi deciso di fare il tentativo. Anche
a lui sarebbe piaciuto salvare il matrimonio, per via del piccolo
Gus, e la sua sfiducia in proposito si basava sull'idea che n lui
n Esther potessero cambiare. Se non fosse stato privo di speranze,
sarebbe tornato molto prima, perch Esther gli mancava e non
c'era nessun'altra nella sua vita. L'idea di acquisire capacit di
penetrazione espressione di cui Esther faceva scialo attirava
anche lui, Polly lo vedeva bene; era grato per la capacit di penetrazione
che gli aveva dato il marxismo e, come uomo, sarebbe stato
felice di aggiungere una nuova risorsa ai propri strumenti intellettuali.
Tutto questo Polly lo capiva. Quello che non capiva era perch
continuasse ad andare dal dottore adesso, che c'era qualcun'altra
nella sua vita. Adesso che non aveva pi dubbi se divorziare da
Esther, perch non smetteva? Era per la promessa che aveva fatto?
Ma se era cos, questo nella mente di Polly implicava che ci
fosse ancora una possibilit che l'analisi lo restituisse a Esther, rimesso
a nuovo, come un aggeggio mandato a riparare. O continuava
ad andare, come lei a volte pensava, per pura inerzia? O
perch l'analista aveva scoperto qualcosa di davvero grave in lui,
come quando vai per farti otturare un dente e ti dicono che hai un ascesso enorme?
Gus le aveva chiesto se la cosa le dava fastidio, la sera che se
ne era uscito con la bella notizia. Certo che no, aveva risposto,
intendendo che lo amava lo stesso e lo avrebbe sempre amato.
Ma in effetti le dava fastidio, aveva scoperto. Le dava una sensazione
molto spiacevole che Gus arrivasse da lei ogni giorno fresco
fresco dal lettino. Avrebbe voluto che facesse la sua seduta
al mattino, prima del lavoro, o nella pausa di mezzogiorno. Cos
invece, non poteva fare a meno di chiedersi di cosa avevano parlato,
se di lei, pensiero terribile, o di Esther, anche quello pensiero
terribile. Sperava fosse dell'infanzia: se avevano parlato dell'infanzia
andava bene. Il fatto strano era che non sembrava mai
scosso o turbato quando arrivava dall'analista: era sempre assolutamente
normale, come se venisse dal barbiere. Era molto pi eccitato
certi venerd quando era esentato dall'analisi per presenziare
a qualche incontro del Sindacato del libro e della rivista. Al
posto suo, Polly era sicura che sarebbe stata in tumulto se avesse
appena passato un'ora a frugare nel proprio inconscio.
O magari nella propria coscienza. A Gus non era permesso leggere
Freud mentre era in analisi (altra regola), ma Polly nell'intervallo
per il pranzo consultava i testi disponibili nel settore psichiatria
della biblioteca del Centro medico. Bench gli psichiatri
dell'ospedale fossero violentemente antianalitici, perlomeno avevano
i libri di Freud e dei suoi principali seguaci. Stava cercando
un po' furtivamente, pensava di scoprire di quali nevrosi o psiconevrosi
potesse soffrire Gus. Ma Gus non sembrava corrispondere
a nessuna delle descrizioni dell'isteria, dell'isteria d'angoscia,
della nevrosi compulsiva, della nevrosi d'angoscia, della nevrosi
caratteriale. Pi di tutto si avvicinava a un nevrotico compulsivo,
perch era molto abitudinario, puntuale e affidabile, ma not che
non faceva nessuna delle cose che dovrebbero fare i nevrotici compulsivi,
come cercare di calpestare gli interstizi dei marciapiedi o
di non calpestarli, secondo i casi. D'altro canto, i pazienti afflitti
da nevrosi d'angoscia avevano difficolt a prendere decisioni, ed
era vero che Gus si era mostrato diviso sulla questione di arruolarsi
per la Spagna, come era stato molto titubante nel lasciare la
moglie. Ma un vero paziente ansioso, stando ai libri, era uno che
non riusciva a decidersi se prendere una linea o l'altra della metropolitana
per andare al lavoro, per esempio, ma Gus prendeva
sempre l'autobus. Per di pi, con tutte le nevrosi, la vita sessuale
del paziente doveva essere disturbata. Polly non aveva termini di
paragone, ma la vita sessuale di Gus, per quello che poteva vedere
lei, era del tutto serena: aveva sempre voglia di fare l'amore e
sembrava avere alle spalle molta pratica, perch lo faceva con molta
sicurezza e si era dimostrato con Polly un maestro molto tenero,
come un uomo che insegni a un bambino come si fa volare un
aquilone o girare una trottola o come si allacciano i bottoni chiaramente,
era un buon padre. Era bellissimo, pensava Polly, fare l'amore con lui.
Pi Polly leggeva e studiava Gus, pi si convinceva che l'unica
cosa che non andava in lui era che spendeva 25 dollari la settimana
per andare dallo psicoanalista. E si chiese se non fosse questa
la malattia, una forma di ipocondria, e se si dovesse andare da un analista per guarirne.
Ma se non riusciva a far combaciare il caro Gus, come un campione
di vernice o un pezzetto di tessuto, con nessuna delle nevrosi
descritte, il contrario, scopr con sgomento, era vero di lei.
Le sembrava di averle tutte: era compulsiva, ossessiva, orale, anale,
isterica e ansiosa. Se la sua vita sessuale non era disturbata ora,
lo era stata di certo in passato. Dal suo rituale del bucato della domenica
sera trapelava un senso di colpa, e con la magia propiziatoria
degli atti di stirare e rammendare placava l'angoscia. Le piante
sui davanzali erano i bambini che non poteva avere. Aveva la
mania dei conti; collezionava bottoni, spille da balia, spago, ciottoli,
spilloni da cappello, turaccioli, nastri e ritagli di giornale; faceva
liste, inclusa questa, e stava sviluppando un forte impulso a
bere. Il fatto stesso di vedere questo quadro allarmante e nel medesimo
tempo di essere affascinata dal suo lato umoristico era un
pessimo segno, che rivelava una personalit dissociata, la fuga da
una realt insopportabile verso la fantasia e l'affabulazione.
L'intera famiglia Andrews, direbbe Freud, viveva in un mondo mitico.
Scherzi a parte e c'erano volte in cui, suo malgrado, doveva
mettere da parte gli scherzi Polly era conscia di essere in condizioni
miserevoli. Qualunque fosse la definizione clinica. Ogni domenica
sera sapeva di essere di un'infelicit abissale. Di nuovo.
L'amore le aveva fatto questo, per la seconda volta. L'amore le faceva
male. Dovevano esserci persone allergiche all'amore, e lei era
una di queste. Non solo le faceva male, ma la rendeva cattiva, la
avvelenava. Prima di conoscere Gus, non solo era molto pi felice,
ma anche migliore. Amare Gus la stava trasformando in una
persona orribile, una persona che odiava.
Quella persona veniva a suppurazione, come una pustola, la domenica,
perch la domenica Gus vedeva il piccolo Gus e la moglie.
Lei era perfettamente consapevole del nesso, a differenza dei pazienti
di cui leggeva, che non riuscivano a fare due pi due. Era
gelosa. Inoltre, era preda del rimorso, perch, a dire il vero, non
approvava il divorzio quando c'erano figli. A meno che i genitori
non si accapigliassero di fronte a loro o uno dei due esercitasse
un'influenza nefasta. Bastava pensare a quel che aveva sofferto
sua madre da parte di suo padre. Eppure erano rimasti insieme.
Esther aveva commesso adulterio pi volte e non sembrava una
donna piacevole, ma Gus l'aveva amata abbastanza da fare con lei
un figlio. Se Polly non fosse stata l'altra avrebbe consigliato a
Gus di tornare dalla moglie. Almeno a titolo di prova. No, anzi,
questo sarebbe stato giocare sull'equivoco: per sempre.
A quella parola, a Polly si gel il sangue nelle vene. Si avvolse
un asciugamano asciutto intorno alla testa bagnata e inizi a rammendare
un buco sulla punta di una calza. Non era lei che aveva
chiesto a Gus di sposarla, ma il contrario. E tuttavia non era una
scusa. Si stava comportando come Caino nella Bibbia, fingendo
che il divorzio fosse un affare di Gus e di non averci niente a che fare:
non era la guardiana di Gus. Ma lo era. Si disse che l'idea che
Gus tornasse non era mai passata per la mente di nessuno tranne
quella di Esther. Per non era vero. Era passata per la mente di
Polly. Non tutto a un tratto, ma per gradi. Durante la settimana
se ne dimenticava, la domenica per, quando Gus non c'era, il pensiero
tornava a insinuarsi in lei. Come se, una volta che l'aveva
concepito, non potesse pi liberarsene. Agiva esattamente come
una tentazione. Polly desiderava parlarne con Gus, ma aveva paura
che avrebbe riso di lei, o magari temeva che non lo avrebbe fatto.
Questo pensiero era il suo segreto domenicale. E la voce della
coscienza (se di quella si trattava), anzich suggerirle buoni propositi,
la rendeva ancor pi gelosa fin quasi al punto da trucidare
nella fantasia il piccolo Gus. Qui qualcosa le fermava la mano,
sempre, e invece trucidava Esther e viveva per sempre felice e contenta
col piccolo Gus e suo padre.
Polly pos l'uovo da rammendo. And alla finestra e tast le
sue camicette per sentire se erano gi abbastanza asciutte per poterle
stirare. Lo erano. Le avvolse in un asciugamano, si raccolse i
capelli e li punt con due spilloni. Se avesse stirato, si disse, Gus
avrebbe chiamato per augurarle la buonanotte, come qualche volta
faceva. Era arrivata a pensare che quella telefonata fosse una ricompensa
che lei si guadagnava, visto che se si deprimeva e non stirava
o non rammendava le calze e le mutandine, spesso lui non
chiamava, come se lo sapesse.
Aveva scoperto una piccola triste legge: un uomo non chiamava
mai quando avevi bisogno di lui ma solo quando non ne avevi
bisogno. Se ti concentravi veramente nello stirare o nel riordinare
i cassetti del com tanto da non voler essere interrotta, quello
era il momento in cui il telefono si decideva a squillare. Dovevi fare
sul serio; dovevi dimenticarti davvero di lui e godere della compagnia
di te stessa perch funzionasse. In altre parole, ottenevi ci
che volevi non appena capivi che potevi farne a meno, il che poi
significava, se Polly ragionava bene, che non ottenevi mai quello
che volevi. Pi o meno una domenica si e una no, Polly scopriva
allegramente di poter fare a meno di Gus se proprio doveva: salendo
le scale con una pila di camicette ancora calde del ferro da
stiro si sentiva proprio felice, e aveva l'impressione di bastare a se
stessa e pensava che sposarsi sarebbe stata quasi una privazione.
E si chiedeva se Gus, un isolato pi in l, mentre si gingillava in
cucina, fumando la pipa e ascoltando le notizie alla radio, non stesse
pensando la stessa cosa. E se non fossero, in realt, uno scapolo e
una vecchia zitella che ingannavano se stessi e il proprio partner
sul loro effettivo desiderio di unirsi in matrimonio.
Ma questa era l'altra domenica. Quella sera aveva bisogno di
lui e cos probabilmente lui non avrebbe chiamato. Era tardi, e la
casa era silenziosa. Riflett se bussare alla porta di Mr Schneider,
per chiedergli di farle compagnia in cucina mentre stirava. Sebbene
per il momento avesse scacciato i fantasmi, la prospettiva
della cucina solitaria, nel seminterrato della casa, e della fatica
di tirare fuori il pesante asse da stiro le sembrava immensamente
gravosa. E aveva paura di ritrovarsi da sola coi propri pensieri
laggi, lontana dalla protezione delle quattro pareti della sua stanza.
Tuttavia, se avesse chiamato Mr Schneider, lui avrebbe di sicuro
incominciato a parlarle di politica e questo, pensava, sarebbe
stato sleale nei confronti di Gus. Se non fossero stati i processi
di Mosca, sarebbe stata la guerra di Spagna. Mr Schneider era
entusiasta di un gruppo chiamato Poum ma parteggiava anche
per gli anarchici, forze che entrambe, secondo Gus, sabotavano la
guerra. Ma secondo Mr Schneider erano i commissari russi a sabotare
la rivoluzione e quindi a regalare la vittoria a Franco. Mr
Schneider diceva che i comunisti stavano assassinando gli anarchici
e quelli del Poum, e Gus diceva che non era vero e se lo
facevano era perch gli altri erano traditori e si meritavano abbondantemente
il loro destino. Polly capiva per quale logica Gus,
da uomo pratico qual era, stava dalla parte dei russi, che erano gli
unici a mandare aiuti alla Spagna, ma non riusciva a contrastare il
suo istinto che propendeva pericolosamente per le posizioni di Mr
Schneider. Inoltre, Mr Schneider a discutere era pi abile di lei,
che sapeva solo ripetere in maniera inefficace quello che Gus le diceva,
e quindi Gus era sconfitto per procura ogni volta che lei permetteva
a Mr Schneider di incominciare. Gus non vedeva alcun
male nel lasciare che Mr Schneider sfogasse i suoi bollori, ma
Polly pensava fosse pi saggio evitare le occasioni di peccato, perch
la realt era che quasi le piaceva ascoltare Mr Schneider che
si infervorava. Era come origliare, scoprire ci che il Partito non
voleva che persone come lei scoprissero. Sentire prima Gus e poi
Mr Schneider descrivere la stessa serie di eventi era come guardare
la guerra in Spagna attraverso uno stereoscopio vedendola da
due punti di vista, si guadagnava una dimensione. Cos lei giustificava
la sua curiosit, e pensava che se qualcuno come Mr Schneider
fosse riuscito a farsi ascoltare da Roosevelt, il presidente si sarebbe
persuaso a ritirare l'embargo, perch se gli americani avessero
mandato armi, i russi non avrebbero pi avuto il controllo della
situazione. Ma in realt non era cos interessata alle sottigliezze della
guerra civile spagnola quanto lo era Gus, ed era appunto un'altra
prospettiva su di lui quella che le offriva Mr Schneider, senza
volerlo. In questa prospettiva, Gus appariva un credulone gli
stalinisti e i loro polli, Mr Schneider amava dire. Ma se Gus era
un pollo, lei non doveva desiderare di saperlo.
Eppure il desiderio di sapere la consumava. Ne dava la colpa
allo psicoanalista: era lui che aveva reso Gus un uomo misterioso,
almeno per lei, e spesso, sospettava, per lui stesso. L'idea che ci
fosse un altro Gus che ogni pomeriggio alle cinque emergeva come
un roditore terricolo dalla sua tana stava diventando ogni giorno
pi intollerabile. All'inizio lo psicoanalista le dava fastidio perch
era un ostacolo al loro matrimonio; adesso lo odiava perch,
pi Gus ci andava, pi lei speculava su quello che succedeva tra
loro due. Era sicura che Gus dicesse al dottore cose che non diceva
a lei. Forse gli diceva che non aveva pi cos tanta voglia di sposarla
o che sognava Esther ogni notte come poteva saperlo? O
forse il dottore gli diceva che lui pensava di amare Polly Andrews
ma i suoi sogni provavano che non era vero. Non era possibile che
andasse da un analista per tutto quel tempo se non aveva un conflitto,
ma tra cos'era il conflitto?
Pi di tutto, tuttavia, odiava il dottore perch, grazie a lui, aveva
visto cose di se stessa che odiava. Se c'era un altro Gus, c'era
anche un'altra Polly. Non solo una Polly gelosa che si lasciava prendere
da fantasie omicide, ma una Polly sospettosa, spiona. La cosa
peggiore era quella smania di sapere. Quando nella sua mente
uccideva Esther, non era troppo sconvolta, perch la vera Polly
non avrebbe ucciso Esther anche se avesse potuto farlo coi raggi
cosmici o schiacciando un bottone. Ma la vera Polly avrebbe dato
qualsiasi cosa per essere presente, sotto un mantello invisibile, nello
studio del dottor Bijur. Perch doveva sapere? Curiosit femminile.
Il vaso di Pandora, la fonte, stando ai greci, di tutti i mali del mondo. La stanza segreta di Barbabl. Tuttavia il vaso di
Pandora almeno era ricolmo di mali autentici, piccole diaboliche
creature alate che lei aveva lasciato si liberassero in mezzo all'umanit,
e la stanza di Barbabl era piena di cadaveri insanguinati;
la morale di quelle storie era che era meglio restare nell'ignoranza.
Polly non approvava quella morale: nessun laureato in materie
scientifiche avrebbe potuto. La favola che si adattava al suo
caso, temeva, era un'altra: la storia di Psiche e Cupido. Gus sul
lettino dell'analista, tutto fiducia innocente, era Cupido addormentato,
e lei era Psiche, con la sua candela, che cercava di dare
un'occhiata furtiva al suo viso, pur sapendo che era proibito. Cosa
si aspettava Psiche un orribile mostro? Invece, vide un bellissimo
dio. Ma quando la cera bollente della sua curiosit lo scott,
Cupido si svegli e tristemente vol via. La morale della storia era
che l'amore  un dono che non si deve discutere, perch viene dagli
di. Quello che Polly stava facendo, provocando la propria infelicit,
era come cercare l'etichetta col prezzo su un prezioso regalo.
Il castigo era che l'amore l'avrebbe abbandonata. Ma non
riusciva a fermarsi: era quello il guaio coi peccati di pensiero. Una
volta sentito l'impulso di vedere com'era Cupido, Psiche fu spacciata,
povera ragazza: per lei era diventato impossibile non farsi
domande e non fare congetture tra una visita notturna del dio e
l'altra Cupido giungeva alla fine di una giornata di lavoro, proprio
come Gus. Segno di coraggio, pens Polly, da parte di Psiche,
prendere una candela e farla finita.
Quanto a lei, avrebbe voluto saper dire: Scegli tra me e l'analista.
Ma non poteva. Era troppo tenera e arrendevole. Inoltre,
aveva continuato a sperare che l'analisi finisse presto. Ma ultimamente,
in una sorta di serendipit a rovescio, aveva sentito
delle storie che gettavano sulla faccenda una nuova luce. Kay Petersen
conosceva una donna che era in terapia da otto anni. Accidenti,
di questo passo, quando fossero suonate le campane a nozze,
Polly sarebbe stata ormai troppo vecchia per avere figli, e Gus
sarebbe stato in pensione. L'unica speranza che Polly vedeva era
che i risparmi di Gus di li a poco si esaurissero. Gli analisti, a quanto
pareva, non facevano credito: erano peggio della compagnia dei
telefoni e della Edison messe insieme.
Consolata da questo pensiero, Polly scese senza fare rumore in
cucina e mont l'asse da stiro. Nella sua stanza, Mr Schneider si
era messo a suonare il violino. Stava stirando la terza camicetta
quando sul pianerottolo squill il telefono: era Gus. Voleva sapere
se poteva vederla per un minuto quella sera. Polly stacc il ferro
e corse in camera per darsi un po' di rossetto e di cipria. Prima
che avesse finito di pettinarsi a dovere suon il campanello. Lui la
baci, e salirono insieme le scale.
Sembra una lavanderia, comment, entrando. Ti sei lavata
i capelli. Si avvicin, annusando, e le diede un bacio sullo
chignon. Che profumo delizioso, disse. Buono questo shampoo.
Balsamo alla camomilla, disse Polly. Vers a entrambi dello
sherry New York State. Lui si guard intorno. Era la prima volta
che veniva li la domenica sera. Lei aspett, chiedendosi perch
fosse venuto; lui non si tolse il soprabito di tweed ma si avvicin
col bicchiere alle finestre che davano sulla strada, guard oziosamente fuori, e abbass le tapparelle.
Ho fatto una chiacchierata con Esther stasera. Ah! Abbiamo
parlato della mia analisi. Ah! Il secondo ah fu pi cauto.
Era venuto a dirle che lui ed Esther avevano deciso di terminare
l'analisi? Mi ha chiesto come stava andando. La sua sta andando
alla grande. Ha sognato che andava al funerale del suo
analista. Lei mi sta dicendo, ha osservato il dottore, che l'analisi  finita. La settimana prossima ha l'ultima seduta.
Bene! 
disse Polly allegramente. Gus toss. Le mie notizie non erano
altrettanto buone, Polly. Le ho dovuto dire che sono bloccato
Tocc la pianta di avocado che Polly aveva fatto attecchire da un
seme. Oh, disse Polly. Bloccato? Lui annu. Cosa significa,
esattamente? Non sogno, disse, arrossendo.  buffo,
ma ho smesso di sognare. Del tutto.  cos grave?  un gran
brutto segno, disse Gus. Ma perch? Ci sono un sacco di persone
che non sognano. Mi ricordo una ragazza al college che mi
implorava di svegliarla la mattina urlando Fuoco! per farla sognare
perch stava scrivendo una tesina su Freud. Faceva parte del
mutuo soccorso studentesco. Sorrise. Gus si accigli. Il punto
, Polly, che se non sogno non ho niente da dire a Bjiur. Niente?
Niente. Letteralmente. Non una dannata parola.
Butt gi lo sherry con aria demoralizzata. Ogni giorno  la
stessa solfa: entro, Buonasera, dottore. Mi sdraio sul lettino.
Qualche sogno? dice Bijur, prendendo il taccuino. No. Lui
mette gi il taccuino. Silenzio. Dopo cinquanta minuti, mi dice
che la seduta  finita. Gli do i cinque dollari. Arrivederla, dottore, e me ne vado.
Ogni giorno? esclam Polly. Quasi. Ma non puoi parlare
di qualcos'altro? Del tempo. O di un film che hai visto. Non
puoi startene l seduto senza dire una parola! Ma lo faccio. Non 
un incontro di societ, tesoro.  che dovresti scavare nel tuo inconscio.
Se non ho un sogno per scaldare il motore, sono bloccato.
Non posso incominciare a fare libere associazioni nel vuoto.
Cos me ne sto li sdraiato e basta. Una volta, la settimana scorsa
mi sono addormentato. Avevo avuto una giornata pesante in ufficio.
Ha dovuto battermi sulla spalla per avvisarmi che la seduta era finita.
Ma puoi fare libere associazioni partendo da qualsiasi cosa, 
disse Polly. La parola fuoco per esempio. A cosa ti fa pensare?
Acqua E acqua? Fuoco, Lei non pot trattenersi dal ridere.
Oh Dio. Vedi? disse lui mesto.  questo che voglio
dire: sono bloccato. Hai provato a parlare del fatto che non riesci
a parlare? Anche Bijur lo ha suggerito: Quale pensa sia il
motivo per cui si rifiuta di parlare? mi ha chiesto. Non lo so,
ho risposto. Fine del discorso. Fece una smorfia. Non mi  mai
piaciuta l'idea di parlare a qualcuno che non risponde, che se ne
sta solo l seduto dietro di te, a pensare.
E questa storia da quanto tempo dura? Da circa un mese.
Anzi di pi, a fasi alterne. Il viso di Polly fece una smorfia che
intendeva essere un sorriso. Se solo sapessi cosa mi ero immaginata!
Della mia analisi? Lei annu. Non avrei mai pensato
di dirtelo: temevo che parlassi di me. Perch avrei dovuto parlare
di te? Be', voglio dire, il sesso... disse Polly. Sciocchina, 
disse Gus con voce tenera. Il paziente non parla di sesso
vero: parla di fantasie sessuali. Se ne ha. Io non ne ho da quando
ero ragazzo. Passeggi per la stanza. Lo sai, Polly, cosa c' che
non va in me? Non sono interessato a me stesso. Ma, Gus, disse
lei con dolcezza, Penso che sia una cosa ammirevole. Non lottano
forse tutti per diventare altruisti? Stava per dire: Guarda
i santi, ma si corresse. Guarda Lenin, disse invece. Pensava
a se stesso? Pensava alle masse, rispose Gus. Ma francamente
io non penso neanche tanto alle masse. Non in quei termini.
A cosa pensi? chiese con curiosit. Riunioni commerciali.
Sovracoperte. Rendiconti dalle librerie. Agenti. Una conferenza
che devo tenere alla Lega degli scrittori americani. Assunse un'aria meditabonda.
Non penso che il tuo dottore dovrebbe prendere i soldi, 
disse compunta. Non  etico. Gus scosse la testa. A sentir
lui, tutto fa brodo. Cos mi ha detto quando chiedevo se lasciare
se smettere di sprecare il suo tempo. Ha detto che la maggior
parte dei pazienti esprime la propria resistenza parlando; io esprimo
la mia col silenzio. Ma il mio silenzio, asserisce lui,  prezioso:
mostra che la terapia sta funzionando e io oppongo resistenza.
Polly perse la pazienza. Vedere Gus cos scosso e cos umile la
fece arrabbiare. Fece la domanda che aveva deciso di non fare mai.
Dimmi, disse, cercando di assumere un tono casuale, per cosa
ti stai facendo curare? Cosa c' che non va in te? Come si chiama?
Come si chiama? Sembr sorpreso. S, incalz Polly.
Nevrosi compulsiva, nevrosi ossessiva, nevrosi ansiosa 
una di quelle Gus si gratt la testa. Non me l'ha mai detto.
Mai detto? No. Penso che forse sia contro le regole dire al paziente
il nome di quello che ha. Ma non sei curioso? No. E poi
cos' un nome? Polly cerc di controllarsi. Se vai da un dottore
per un eritema, disse, non pensi di avere il diritto di sapere
se pensa che sia morbillo o sudorina? E diverso. Polly prov
un'altra strada. Che sintomi hai, allora? Se io stessi stendendo la
tua cartella, che cosa ci scriverei? Il paziente lamenta...? Gus
d'un tratto sembr irritato. Levati di testa l'ospedale, Polly. Sono
andato, te l'ho detto, perch lo abbiamo deciso con Esther. Perch
il nostro matrimonio era finito, per la mia gelosia. Esther voleva
una relazione libera; io non ce la facevo.
Un senso di allarme si impossess di Polly. Oh, disse. Ma
questo  naturale, no? Lui aggrott le sopracciglia. Solo nella
nostra cultura, Polly. Capisci, vero, che c' un conflitto in me tra
Fall River e Union Square? Quello c' quasi in tutti, no? Nella
nostra generazione, voglio dire. Forse non proprio Union Square
Esit. E se non ci fosse niente che non va in te, Gus? Se fossi
solo normale? Se non ci fosse niente che non va, non sarei bloccato,
ti pare? Si sedette, stanco. Polly gli tocc la spalla. Cos'ha
detto Esther? Lui chiuse gli occhi. Ha detto che stavo sabotando
l'analisi. A causa tua. Cos sa di me. Gliel'ha detto
Jacoby. Era il grafico editoriale. Gus apr gli occhi. Esther pensa
che mi sbloccherei se smettessi di vederti, per ora.
Polly si irrigid. Il suo primo impulso fu di ridere; invece, aspett,
guardando stancamente Gus. Per come la vede Esther, continu
lui, arrossendo, sto sabotando l'analisi per evitare di stare
meglio. Perch la parte di me che  debole e sfugge ai problemi si
aggrappa a te per avere sostegno o protezione. Il fatto che tu lavori
in un ospedale fa s che io ti veda come un'infermiera. Se guarissi,
dovrei lasciare la mia infermiera. La guard interrogativamente.
Che ne pensi? Penso, disse Polly con un nodo alla
gola, che Esther non dovrebbe esercitare la professione medica
senza una laurea. Non spetta al dottor Bijur dirti queste cose, se
sono vere? Dovrebbe essere lui a consigliarti di smettere di vedermi per ora.
Non pu, Polly.  il mio analista. Ne abbiamo gi parlato.
Non pu darmi consigli sulle mie decisioni di vita. Pu solo ascoltare
quando gliele riferisco. Almeno, osserv Polly, questo
ti dar qualcosa di cui parlare nella prossima seduta. Questo 
una cattiveria, disse Gus. Me la sono meritata, Polly? Arricci
il naso in modo accattivante. Ti amo. Per hai gi deciso,
vero? disse lei con risolutezza. Farai quello che dice Esther.
 per questo che sei venuto stasera. Volevo parlartene prima di
vedere Bijur. E domani devo andare a pranzo con uno scrittore.
Ma non ho deciso nulla. Dobbiamo deciderlo insieme. Polly congiunse
le mani e le fiss. Diavolo, disse Gus. Non voglio dire
che credo a quello che ha detto Esther. Ma pu valere la pena
fare un esperimento. Dopotutto, mi conosce piuttosto bene. E sa
quel che fa. Se ci mettessimo d'accordo di non vederci per una settimana
o gi di l e io mi sbloccassi, questo potrebbe provare qualcosa.
E se non mi sbloccassi, questo proverebbe che si  sbagliata,
no? Sorrise impaziente. Ti conosce molto bene, osserv Polly.
Ehi! disse lui. Non  da te. Poli. Hai un tono maligno,
come le altre donne. Io sono come le altre donne. No. Lui
scosse la testa. Non  vero. Sei come la fanciulla di un libro di
favole. Si guard in giro.  cos che ti ho sempre immaginato,
come la fanciulla di un libro di favole o di una storia di fate. Una
ragazza coi lunghi capelli biondi che vive in una stanza speciale
circondata da nani gentili. Per qualche motivo, questa allusione
amichevole ai pensionanti fu quello che le fece perdere il controllo.
Dai suoi occhi presero a sgorgare le lacrime: non aveva mai pensato
che gli piacessero i due nani. Ed  per quello che mi lascerai
andare, disse lei. Perch faccio parte di una favola. Sono
irreale. Si asciug le lacrime e si vers un altro bicchiere di sherry.
Ma cosa dici! disse lui. Non ho intenzione di lasciarti.
 solo una tattica temporanea. Nell'interesse della strategia generale.
Cerca di capirmi, Polly: ho fatto un patto con Esther, e
lei me lo far rispettare. Se non finisco l'analisi, niente divorzio.
Potremmo aspettare, disse lei. Potresti abbandonare l'analisi
e potremmo aspettare. Vivere nel peccato. Potresti trasferirti
qui o potremmo trovare un altro posto. Non potrei mai farti una
cosa simile, disse lui con enfasi. Tu non sei fatta per vivere nel
peccato. Non mi perdonerei mai per quello che ti infliggerei. 
un discorso da Union Square? No,  Fall River. Vecchia guardia.
Lei sorrise con gli occhi appannati. Allora capisci, disse lui. E sai che ti amo.
Polly riflett, rigirando in mano il bicchiere screziato d'oro.
Lo so. Sar pazza, ma lo so. E so anche un'altra cosa: tornerai
da Esther. Pensi di no, ma lo farai. Lui fu colpito: Perch dici
questo? Polly agit la mano. Il piccolo Gus, il Partito, lo psicoanalista.
Non l'hai mai veramente lasciata. Per lasciarla, dovresti
cambiare la tua vita. E non puoi. E tutto incorporato in te, come
dei mobili in muratura. Anche il tuo lavoro. I tuoi autori.
Jacoby. Ho sempre saputo che non ci saremmo sposati, aggiunse
con tristezza. Io non sono in muratura: sono un soprammobile.
Mi condanni, Polly? disse Gus. No. C' qualcosa che
pensi avrei dovuto fare in modo diverso? No. Di' la verit.
 solo una cosa stupida, esit. Niente a che vedere con noi.
Penso che avresti dovuto ascoltare Mr Schneider sui processi di
Mosca. Oh Cristo! disse Gus. Ti ho detto che era una cosa
stupida, disse lei. No, Gus, ascolta: penso che dovresti tornare
da Esther. O credo di pensare che dovresti, Quello che voleva
dire, supponeva, era che cos avrebbe fatto la cosa giusta, per
lui, ma che lei avrebbe voluto che lui fosse diverso. Un uomo migliore
o uno peggiore. Qualche minuto prima, d'improvviso, si era
resa conto di un fatto che spiegava tutto: Gus era banale. Era quello il suo problema.
Lui la guardava con aria miserevole, come se si sentisse nudo
davanti ai suoi occhi; nello stesso tempo lei osserv con sorpresa
che aveva ancora addosso il soprabito, come uno che fosse venuto
per affari.  stata durissima, Polly, esplose. Queste domeniche.
Tu non ti immagini. Col bambino che chiede sempre,
quando lo riaccompagno, Resti questa volta, pap? Mi immagino.
E Jacoby, col suo tavolo da disegno e le sue amichette.
Non che non si sia comportato in maniera pi che corretta. Ci
volle un minuto perch Polly si accorgesse che la stava prendendo
in parola: tornava a casa. Appena aveva potuto farlo in maniera
onorevole. Ed era contento e grato, come se lei lo avesse liberato.
Non era questo che intendeva lei: intendeva che a un certo
punto, in futuro, ci sarebbe tornato, alla fine. Ti ho amata
tanto, disse lui. Pi di quanto abbia mai amato nessuna.
Sospir.
Ogni uomo uccide ci che ama, temo. Me la caver, 
sussurr lei. Oh, questo lo so, disse lui convinto.
Sei forte e saggia troppo buona per me.
Gir la testa e guard la stanza, quasi
a dirle addio. Come il povero indiano, la cui mano gett via
una perla pi preziosa di tutta la sua trib, mormor con la bocca
sprofondata nel collo di lei. Polly era imbarazzata. Sentirono
Mr Schneider accordare di nuovo il violino. Gus la baci e si svincol
con dolcezza, e appoggi le mani sulle spalle di lei, tenendo
le braccia tese. Ti chiamer, disse. Verso la fine della settimana.
Per sentire come stai. Se hai bisogno di qualcosa, telefona.
Le venne in mente che se ne andava senza fare l'amore.
Questo voleva dire che avevano fatto l'amore per l'ultima volta
quella mattina. Ma non contava: quella mattina non sapevano
che sarebbe stata l'ultima volta. Quando la porta si chiuse dietro
di lui, lei non ci credeva ancora. Non pu finire cos, continuava
a ripetersi, tamburellando con le nocche sulla bocca per impedirsi
di urlare. Il fatto che non avevano fatto l'amore divent
una prova che sarebbe tornato: se ne sarebbe ricordato e sarebbe
tornato, come uno che ha dimenticato un rito importante, che se
l' filata all'inglese. Quando le campane della chiesa batterono l'una,
cap che non sarebbe venuto: non avrebbe disturbato tutta la
casa suonando il campanello cos tardi. E ugualmente aspett, pensando
che avrebbe potuto lanciarle dei sassolini contro i vetri. Si
spogli e si sedette alla finestra con addosso il kimono, a guardare
in strada. Verso mattina dorm un'ora; poi and al lavoro come
al solito, e le sue sofferenze, come se timbrassero il cartellino, non
ripresero fino a dopo le cinque.
Tornando a casa, sull'autobus, la sua mente incominci automaticamente
a fare la lista della spesa pane, latte, lattuga e poi
si ferm di soprassalto. Non poteva comperare del cibo solo per
s. Ma se non lo faceva, voleva dire che sapeva che Gus quella sera
non sarebbe venuto. E lei non lo sapeva: si rifiutava di saperlo.
Era come dire al fato che lo accettava: se lo avesse accettato, non
avrebbe potuto vivere un altro minuto. Ma se comperava da mangiare
per due, questo avrebbe detto al fato che lei contava che lui
venisse. E se ci contava, non sarebbe mai venuto. Sarebbe venuto
solo se lei era impreparata. O sarebbe venuto solo se era preparata?
Con l'olio pronto per la lampada, come le vergini sagge?
La religione cristiana le avrebbe detto di comperare da mangiare
per due, ma i pagani avrebbero detto: Non rischiare.
Scendendo dall'autobus, si ferm davanti all'A. & P. mentre
altre persone che andavano a fare la spesa la urtavano: era incollata
al marciapiedi. Era come se quella decisione fare o non fare
la spesa avesse potuto determinare tutto il suo futuro. E non
riusciva a decidersi. Fece qualche passo lungo la strada e si gir incerta.
Lesse le offerte speciali in vetrina: c'era la coda di bue in
sconto, e a Gus piaceva la zuppa di coda. Se faceva la zuppa di coda
quella sera, sarebbe stata pronta per l'indomani. E se invece
non fosse pi venuto? Cosa ne avrebbe fatto della zuppa? Zuppa
di coda allo sherry. Aveva lo sherry. E se fosse stato meglio fare
un compromesso e comperare delle uova? Se lui non veniva, sarebbero
andate bene per colazione. Alla parola colazione emise
un debole grido: aveva una notte davanti a s. Lesse di nuovo le offerte speciali.
Le venne in mente che c'era qualcosa di familiare in questo panico
da indecisione, come se lo avesse sperimentato prima, piuttosto
di recente, e poi si ricord. Erano quei casi di cui aveva letto
nella biblioteca dell'ospedale i pazienti ansiosi che non riuscivano
a decidersi su cosa comperare per cena o su che linea di
metropolitana prendere per andare al lavoro. Era questo che voleva
dire, allora, essere nevrotici. Essere nevrotici significava vivere,
giorno dopo giorno, nel terrore di prendere la decisione sbagliata.
Oh, poveretti! esclam a voce alta, e il dolore per le
proprie sofferenze si trasform in una pena straziante per quegli
altri che dovevano convivere costantemente con qualcosa che lei
aveva solo sperimentato per qualche momento e che le era gi insopportabile.
Un mendicante le si avvicin, e fu di nuovo paralizzata.
Voleva dargli dei soldi, i soldi che avrebbe speso all'A. & P.,
ma si ricord che Gus disapprovava che si dessero soldi ai mendicanti,
perch la carit, diceva, contribuiva a perpetuare il sistema
capitalista. Se avesse disobbedito al volere di Gus, lui quella
sera non sarebbe venuto. Mentre i suoi pensieri oscillavano in un
senso e nell'altro, l'uomo se ne and lungo la strada, strascicando
i piedi. Aveva deciso lui per lei. Fu questa riflessione a farla agire:
gli corse dietro, aprendo il portafogli, e gli mise in mano due
banconote da un dollaro. Poi si incammin piano verso casa. Aveva
dato quei soldi liberamente, per un impulso immediato, non come
uno scambio, e non se ne aspettava nessun risultato.
Sotto la porta c'era una lettera per lei. La raccolse, senza osare
guardarla, perch sapeva che era di Gus. Si tolse il cappotto e
lo appese, si lav le mani, annaffi le piante, accese una sigaretta.
Poi, tremando, la apr. Dentro c'era un solo foglio di carta, una
lettera breve, scritta a mano. Ancora non la guard direttamente,
ma la mise sul tavolo, guardandola di sghembo, come se potesse
comunicarle cosa diceva senza costringerla a leggere. La lettera era di suo padre.
Cara Polly,
tua madre e io abbiamo deciso di divorziare. Se ti sta bene, vorrei venire
a New York a vivere con te. Sempre che tu non sia diversamente impegnata.
Potrei rendermi utile, fare la spesa e cucinare per te. Potremmo cercare
un appartamentino insieme. Tua madre terr la fattoria. La mia salute
mentale  ottima.
Il tuo devoto servitore e padre affezionato,
Henry L. K. Andrews
...
.
...
Capitolo dodicesimo.
...
.
...
Non tutto il male viene per nuocere. Se Gus non avesse deciso
di ritornare da Esther (come poi fece la settimana successiva),
Polly non avrebbe potuto accogliere il padre. Se infatti la lettera
fosse arrivata sabato anzich luned avrebbe dovuto affrontare un
terribile dilemma. Fino a sabato Gus c'era ancora. Cosa avrebbe
potuto fare? Probabilmente telefonare alla madre, implorandola
di tenere Mr Andrews alla fattoria, di non precipitare il divorzio.
Oppure suggerire di sottoporlo a delle cure psichiatriche. Sin dal
primo momento non le sfugg l'ironia della cosa: era una magra
consolazione, se grazie a Gus era in grado di telegrafare al padre
di raggiungerla. Alla notizia, tutti diedero per scontato che la separazione
dei genitori sarebbe stata per lei un terribile shock, ma
la triste verit era che l'unica sensazione di Polly, all'inizio, fu di
vago sollievo per l'imminente arrivo del padre. All'improvviso le
venne in mente la madre, e si chiese, con sgomento, come l'avesse presa.
Molto tempo dopo Polly avrebbe ammesso che tutto si era sistemato
per il meglio. Era felice di vivere col padre, molto pi di
quanto lo fosse stata con Gus. Stavano bene insieme. E il suo arrivo,
tre giorni dopo la lettera, rappresent per lei un'autentica terapia
occupazionale, proprio quel che le avrebbe prescritto un medico.
Mr Andrews, lui, era in forma perfetta quando scese dal treno;
era un uomo piccolo, di mezza et, coi capelli bianchi, il viso
da folletto e limpidi occhi azzurri; aveva con s una cassetta di uova
fresche della fattoria, che non aveva voluto lasciare al facchino,
e un mazzetto di giunchiglie. Non si sentiva cos bene da anni,
dichiar, e anche Kate stava bene, mai stata meglio. Dava tutto
il merito al divorzio, una splendida istituzione. Tutti avrebbero
dovuto divorziare. Kate dimostrava gi dieci anni di meno. Ma
non ci vorr molto tempo, pap? disse Polly. Tutte le questioni
legali... anche se la mamma acconsente. Ma Mr Andrews era fiducioso.
Kate ha gi presentato le carte e mi ha citato. L'ufficiale
giudiziario  venuto a prendere il t da noi. Ho dato a tua
madre delle buone ragioni, le migliori che esistano. Polly fu un
po' scioccata all'idea che il padre, alla sua et, avesse commesso
adulterio. Ma era all'infermit mentale che lui si riferiva. Era soddisfatto
di avere avuto la lungimiranza di essere matto e di possedere i documenti per dimostrarlo.
Nell'abbattimento dei primi giorni, la presenza del padre rappresent
per Polly una notevole distrazione. La sera dell'arrivo di
Mr Andrews si stup nel sentirsi ridere cordialmente; quel suono
sembrava provenisse da un'altra persona. Poteva almeno far finta
di vivere, adesso che aveva qualcuno cui dedicarsi, si disse; ma ben
presto si scopr impaziente di tornare a casa dal lavoro, e curiosa
di sapere cos'avrebbero mangiato per cena o cos'avesse combinato
il padre durante la sua assenza. Mr Andrews era orgogliosissimo
del divorzio e ne parlava con tutti, come fosse stato un qualche
nuovo ritrovato scoperto da lui. Polly per il momento lo sistem
in una stanza al terzo piano; durante i fine settimana si
sarebbero guardati attorno per un appartamento. Ma Mr Andrews
ebbe un'idea migliore. Avendo stretto amicizia con la proprietaria,
la persuase a trasformare le stanze all'ultimo piano in un appartamento
interamente per lui e Polly: l'inquilino che abitava nella
stanza data a pigione poteva trasferirsi al piano inferiore, al posto
di Polly. Progett lui stesso il nuovo appartamento, sfruttando
il corridoio per guadagnare spazio, e ricavando un cucinino lungo
e stretto come la cambusa di una nave. Padre e figlia furono impegnati
per tutta la primavera e l'inizio dell'estate nella ristrutturazione,
che alla padrona di casa non cost molto perch Mr Andrews
forn i suoi servigi gratuitamente, occupandosi anche di alcuni
lavori di carpenteria (aveva imparato a farli nel laboratorio
della casa di cura), e trov un lavabo usato e tubature e rubinetterie
idrauliche nei depositi di rottami che frequentava in cerca di
tesori. Polly aveva imparato a verniciare piuttosto bene, tanto da
farsi da sola librerie e credenze; ricav delle tende da vecchie lenzuola,
rifinendole con un bordino rosso e blu, i colori della bandiera
francese, e recuper due sedie vittoriane della proprietaria
utilizzando delle borchie da tappezziere.
L'appartamento, una volta ultimato, si rivel delizioso, coi vecchi
camini di marmo e le imposte interne; se Mr Andrews e Polly
avessero mai dovuto andarsene, la proprietaria avrebbe potuto darlo in affitto per una cifra di gran lunga superiore a quella che loro
pagavano attualmente. Entusiasmato dal successo, Mr Andrews
avrebbe voluto risistemare l'intera casa in appartamenti, facendo
la fortuna della proprietaria, ma Polly si oppose all'idea, perch
Mr Schneider e Mr Scherbatyeff non avrebbero pi potuto permettersi
l'affitto e sarebbero stati costretti ad andarsene. Mr Andrews
dovette allora ripiegare sul progetto di costruire una serra
per le piante di Polly, un piccolo giardino d'inverno, attigua alle
finestre sul retro, che erano esposte a sud; era quello il regalo che
avrebbe fatto alla figlia per Natale, e cos trascorreva molto del suo tempo dal vetraio.
La metamorfosi di Mr Andrews stup tutti quelli che lo conoscevano.
Non poteva essere stato solo il divorzio, diceva sua sorella
Julia, n il buon cuore e lo spirito giovanile della cara Polly.
Doveva essergli successo qualcos'altro. Fu la madre di Polly a fornire
la spiegazione, nel corso di una visita a New York, durante la
quale soggiorn a casa dell'ex cognata, in Park Avenue. Hanno
cambiato il nome della sua malattia, lo sapevi, Polly? Non la chiamano
pi melanconia, ora la chiamano psicosi maniaco-depressiva.
Quando Henry l'ha saputo, si  sentito come se per tutti questi
anni l'avessero ingannato. Sai, lui aveva avuto solo la fase depressiva.
Si  ripreso in maniera straordinaria, e ha iniziato a fare
tutti quei progetti. A cominciare dalla folle idea di divorziare. Dapprima
l'ho assecondato, giusto per tenerlo buono. Sai, come avevo
fatto quando si era voluto far battezzare cattolico dal cur del
paese e poi aveva battezzato lui stesso tutti voi bambini. Sapevo
che era una cosa inutile, perch avevate gi tutti ricevuto il battesimo
nella chiesa episcopale. Be', supponevo che anche il pallino
del divorzio gli sarebbe passato, come quello del cattolicesimo.
E invece si  incaponito sempre di pi, sul divorzio e sul progetto
di venire a New York. Cos alla fine mi sono detta: E perch no?
Quella di Henry in fondo potrebbe essere una buona idea. A questo
punto della nostra vita, non c' ragione al mondo per restare
ancora insieme, se non lo vogliamo. E da quel momento io stessa
mi sono sentita una donna nuova. Polly guard la madre, e
vers il t al tavolino della zia Julia. Era vero; era rifiorita come
una vedova esuberante, e si era fatta anche una nuova piega ai capelli.
Mi scusi, signora, disse Ross, porgendo i biscotti, ma
non potreste vivere separati, come fanno tante coppie? Henry
dice che non sarebbe una cosa rispettabile, replic Mrs Andrews.
Stare separati senza un divorzio sarebbe come vivere insieme
fuori dal matrimonio. Capisco, disse Ross. Non l'avevo mai
vista in questi termini. Strizz l'occhio a Polly. Posso occuparmi
molto meglio della fattoria, da sola, continu rivolta a Polly
accendendosi una sigaretta, senza badare al rossore della figlia,
col solo aiuto dei tuoi fratelli. Henry interferiva in continuazione,
e non si  mai preso cura degli animali domestici. Era interessato
solo alle sue erbe aromatiche e all'orto. Ora che se n' andato,
abbiamo comperato delle vacche Black Angus, e voglio provare
anche ad allevare tacchini, da rivendere per la festa del
Ringraziamento: sono stata da Charles & Company e mi hanno gi
fatto un'ordinazione. Se ci fosse Henry, insisterebbe sui fagiani
cinesi o sui pavoni. I pavoni sono uccelli cos sgradevoli! Litigiosi e striduli.
Vuoi dire che pap  in una fase maniacale? Suppongo
di s, mia cara, rispose Mrs Andrews, con la massima tranquillit,
speriamo solo che duri. Non ti sta creando problemi, vero?
No, disse Polly, ma il giorno successivo and alla Payne Whitney
Clinic per parlare con l'aiuto del primario di psichiatria, che
aveva conosciuto quando era un giovane tirocinante. Aveva dovuto
spesso sottoporre a esami metabolici i pazienti maniaco-depressivi,
ma non sapeva che la melanconia del padre che lei
collegava al Pensieroso e all'incisione di Diirer facesse parte di
quella stessa sindrome. In base alla sua esperienza, i pazienti maniaco-depressivi
venivano spesso messi in isolamento, con la camicia
di forza, e quindi era molto stupita della noncuranza della madre.
S, disse il giovane medico, il comportamento di Mr Andrews
rivelava senza dubbio alcuni dei tipici sintomi maniacali, ma in
forma lieve. Era possibile che sopraggiungesse una crisi depressiva
ma, considerato il modesto grado di esaltazione maniacale, non
avrebbe dovuto presentarsi in forma grave. All'et del padre, il ciclo
spesso rallentava o cessava del tutto. Quanti anni ha? Circa
sessanta. Il medico annu. Dopo il climaterio, molte sindromi
maniaco-depressive regrediscono in maniera spontanea.
Polly gli raccont dell'idea della madre: che il padre avesse modificato
i propri sintomi quando aveva saputo il nuovo nome della
malattia. Il dottore rise. Non  possibile, giusto? disse Polly.
Con questi matti tutto  possibile, afferm il dottore. La follia
 una cosa strana. In realt ne sappiamo ancora ben poco. Perch
si ammalano, perch guariscono. Cambiare il nome pu fare
la differenza. Ci siamo accorti che, da quando non si parla pi di
demenza precoce, le persone affette da demenza precoce sono diminuite.
A volte si  tentati di pensare che tutte le patologie mentali
abbiano un'origine isterica, come se i malati si conformassero
agli ultimi libri di testo. Perfino i pazienti analfabeti. Suo padre
non potrebbe essere isterico? Non credo, disse Polly. Anche
se piangeva molto. Ma senza agitarsi. Vuole che lo visiti? Polly
esit; si sentiva molto sollevata, e non sapeva perch. Potrebbe
venire a bere uno sherry un pomeriggio. O domenica a pranzo, se
non  di turno. Cos, alla buona. Pap  un bravo cuoco, e gli piace avere ospiti.
Era vero. La vita sociale di Polly era diventata molto pi vivace
da quando divideva l'appartamento col padre. Il problema principale
era quello di fargli contenere le spese. Aveva scoperto il nuovo
negozio A. & P., dove ci si serviva da s e ne era diventato un
cliente entusiasta, convinto di risparmiare a ogni acquisto. Faceva
compere all'ingrosso, affermando che cos risparmiava tempo;
si lasciava attirare dalle grandi confezioni famiglia; approfittava
delle offerte speciali e non perdeva mai una svendita. Era anche
un assiduo frequentatore dei mercatini italiani di pesce e verdura
all'inizio della Seconda Avenue, dove acquistava ogni genere
di strane creature marine e ortaggi che Polly non aveva mai visto
prima. Ogni domenica a pranzo avevano ospiti, e utilizzavano
gli scaldavivande che la zia Julia aveva scartato perch fuori moda.
A volte gli ospiti restavano l per l'intero pomeriggio, a fare i
giochi pi svariati o ad ascoltare il grammofono. Ormai Polly faticava
a trovare un attimo per fare il bucato o lavarsi i capelli.
Poco dopo il suo arrivo, Mr Andrews aveva preso a giocare a
ping-pong; da giovane era stato un ottimo tennista, e adesso aveva
trovato un locale sulla Prima Avenue, con una lunga sala sul retro
dotata di un tavolo da ping-pong. Ogni giorno giocava con gli
habitu, e il sabato pomeriggio prendeva parte ai tornei, nei quali
insisteva che giocasse anche la figlia. Polly strinse cos amicizia
con moltissimi giovanotti, alcuni dei quali si presentavano per il
pranzo domenicale o per la bouillabaisse del venerd sera. Spesso gli
ospiti portavano una bottiglia di vino. A volte veniva Mr Schneider
col violino. Oppure improvvisavano un torneo di scacchi, sotto
la supervisione di Mr Scherbatyeff. Mi dicono che tenete un
salotto a casa tua, diceva Libby invidiosa, al telefono. Perch
non mi inviti? Norine Blake ha detto a Kay che tu e tuo padre siete
il succs fou dell'anno.
Ma il giorno memorabile nella vita di Mr Andrews fu quello in
cui divenne trotzkista. Non un semplice simpatizzante, un vero e
proprio attivista! Ovviamente il responsabile della cosa era Mr
Schneider. Una volta completato l'appartamento, mentre Polly era
in ospedale, Mr Andrews doveva ammazzare il tempo, e all'insaputa
della ragazza Mr Schneider gli aveva procurato pile di libri e
volantini sui processi di Mosca. Sulle prime li aveva trovati piuttosto
pesanti: non aveva mai nutrito particolare interesse per la
politica, aveva una visione pessimistica, nella tradizione di Henry
Adams. Ma a poco a poco si era lasciato avvincere dall'aura di mistero
che avvolgeva quei processi: il padre di Polly aveva una passione
per gli enigmi, i rebus, i labirinti, gli indovinelli. Giunse alla
conclusione che Trotzkij era innocente. La figura del baffuto commissario
di guerra in uniforme bianca, che viaggiava sul treno corazzato
e leggeva romanzi francesi durante le riunioni del Politburo,
aveva stuzzicato la sua immaginazione. Chiese a Mr Schneider
di reclutarlo nel gruppo trotzkista. E a differenza del cur del paesino
francese, che prima di accoglierlo aveva preteso che si addottrinasse,
i trotzkisti parvero accettarlo cos com'era. Non cap
mai la dialettica, ed era negligente nel frequentare le riunioni,
ma recuperava col suo zelo nel vendere il Socialist Appeal per
strada, nei luoghi di raduno degli stalinisti, con addosso una cravatta
rossa e un vecchio paio di ghette. Faceva opera di proselitismo
ai t della zia Julia e al bar del ping-pong.
Polly era imbarazzata dal suo comportamento: sentiva che l'abbigliamento
e l'accento raffinato del padre non giovavano alla reputazione
dei trotzkisti: gli stalinisti avrebbero riso di quel tipico
convertito alla dottrina della rivoluzione permanente. Come
Gus non era riuscito a fare di lei una stalinista, neanche il padre
riusc a convertirla al trotzkismo. Polly riteneva che n lui n Mr
Schneider sarebbero stati tanto entusiasti del Vecchio, come lo
chiamavano loro, se fosse davvero giunto al potere. Polly era contraria
alle rivoluzioni, a meno che non fossero strettamente necessarie,
e considerava a dir poco bizzarro che il padre e i suoi amici
fossero tanto ansiosi di fare rivoluzioni in nazioni democratiche
come la Francia o gli Stati Uniti, anzich concentrarsi su Hitler e
Mussolini, che dovevano essere rovesciati. Certo, come diceva il
padre era quasi impossibile organizzare una rivoluzione contro Hitler
in quel momento, perch i partiti dei lavoratori erano stati soppressi;
eppure, pareva piuttosto scorretto far scontare a Roosevelt
e Blum il fatto di non essere Hitler. La correttezza, replicava il padre,
era un concetto borghese, e non si poteva applicare al nemico
di classe. Polly sarebbe inorridita sentendo il padre parlare in
quel modo, se lo avesse creduto davvero convinto. Ma era certa
che cos non fosse, e oltretutto l'idea di lui che prendeva il potere
la faceva sorridere, tanto era improbabile. Si chiedeva se i
trotzkisti non fossero tutti un po' tocchi. Fai parte di una cellula,
pap? gli chiedeva, ma lui si schermiva dicendo di essere vincolato
al silenzio dalla disciplina di partito. Essere trotzkista per
lui non era che un'ulteriore ragione di snobismo, not Polly. Adesso
guardava dall'alto in basso gli stalinisti, i progressisti, i sostenitori
del New Deal e il ceto medio, nonch gli elementi capitalistici
che aveva sempre deriso. Alcuni dei suoi peggiori pregiudizi,
lo rimproverava Polly, erano stati rafforzati dalla nuova fede.
Per esempio, venendo dal Massachussetts, aveva una acuta avversione
per gli irlandesi, e si era esaltato a scoprire che Marx li
definiva strumenti prezzolati dell'imperialismo. Guarda quello
strumento prezzolato dell'imperialismo! bisbigliava alla vista del povero poliziotto di zona.
Alla fine, com'era ovvio, era venuto a sapere di Gus (quello
stalinista, lo chiamava) da Mr Schneider, da Mr Scherbatyeff o
dalla padrona di casa Polly non lo seppe mai con certezza. Gli
inquilini credevano che Polly avesse cacciato di casa il fidanzato
per via dell'arrivo del padre, ma Polly era troppo onesta per lasciar
credere a Mr Andrews di aver sacrificato l'amore al dovere familiare,
e cos una sera gli raccont la verit. E il fatto che Gus non
fosse stato capace di divorziare non fece che rafforzare il disprezzo
che Mr Andrews provava nei suoi confronti. Sospiri ancora
per quell'editore stalinista? le chiedeva quando la vedeva pensierosa.
Polly non sospirava pi, ma sentiva che il suo destino era stato
segnato la sera che aveva ricevuto la lettera. Era stato il destino
a mandarle il padre, per dirle che sarebbe stato benevolo con
lei se non avesse pi pensato agli uomini o al matrimonio. Gus l'aveva
chiamata, come promesso, alla fine di quella prima settimana.
Ma quando il telefono squill, era stato il padre a prendere la
cornetta. C' un uomo che ti vuole parlare, aveva riferito, e
Polly, sentendosi mancare, era andata all'apparecchio sul pianerottolo.
Chi era? le aveva chiesto Gus. Mio padre, aveva
risposto.  venuto a vivere da me. Era seguito un lungo silenzio.
Lo sa? aveva chiesto Gus. No. Oh, bene. Allora suppongo
che dovr tenermi alla larga Polly non aveva risposto nulla.
Ti richiamo la settimana prossima, aveva detto lui. E aveva
richiamato, per dirle che aveva intenzione di tornare a casa. Tuo
padre  ancora l? S, aveva detto Polly. Mi piacerebbe conoscerlo,
una volta. S, aveva detto Polly. Pi avanti. Quando
lui ebbe riattaccato, Polly si ricord che avrebbe dovuto chiedergli se si era sbloccato.
Dopo il trasloco di Gus, lei perse ogni speranza di incontrarlo
casualmente per la strada; abitava dall'altra parte della citt, al
Greenwich Village. Eppure continuava a cullare quella speranza,
perch ricordava alla perfezione il fremito di paura che l'aveva colta
quando il padre l'aveva chiamata al telefono. Aveva temuto che
Gus le dicesse che la rivoleva con s. Se cos fosse stato, cos'avrebbe
fatto? Ma nello stesso tempo, per uno strano paradosso, continuava
a sentire che la loro storia d'amore non era finita del tutto,
ma sopravviveva da qualche parte, clandestinamente, in mezzo a
loro, cresceva nell'oscurit, come i capelli e le unghie continuano
a crescere dopo la morte. Era certa che lo avrebbe rivisto da qualche
parte, presto o tardi. Ma quel presentimento era inquinato dalla paura.
Quando suo padre era diventato trotzkista, aveva provato un
piacere provocatorio al pensiero che i due potessero incontrarsi
sul fronte opposto di un picchetto. La parte di Mr Andrews sarebbe
stata quella giusta. Polly immaginava il padre che provava a
vendergli una copia del Socialist Appeal a un qualche comizio
per la Spagna. Gus avrebbe scosso bruscamente il capo, e avrebbe
avuto torto, perch aveva paura di leggere le opinioni della parte
avversa, mentre Mr Schneider non aveva paura di leggere ogni
giorno il Daily Worker da cima a fondo. Per quanto riguardava
i picchetti, anche lei era trotzkista.
Ma il loro incontro non ebbe luogo nell'arena della politica. Accadde
al bar del ping-pong, un sabato pomeriggio. Polly, per fortuna,
era rimasta a casa per ascoltare un concerto della Metropolitan
Opera alla radio. Ho incontrato quello stalinista, le raccont
Mr Andrews, di ritorno a casa con la sporta piena di cibarie.
LeRoy. L'ho battuto due set a uno. Polly ne fu contenta; le sarebbe
spiaciuto se a vincere fosse stato Gus. Cosa ci faceva l?
Era con un tizio chiamato Jacoby, un altro stalinista. Uno che fa
copertine. Il tuo amico si  messo a giocare a ping-pong per perdere
peso, dice. Probabilmente si stanno infiltrando in quel bar.
Come facevi a sapere che era lui? domand Polly. Non lo sapevo.
Era lui a sapere che io ero io, sorrise con dolcezza. Sono
molto conosciuto l. L'eccentrico Henry Andrews. Gentiluomo
decaduto. Un tempo giocava a tennis con Borotra. Adesso vive
con la sua bella figlia Polly sulla Decima Strada Est. Agente e
sabotatore trotzkista. Oh, pap! fece Polly, impaziente. Pensi
siano venuti l per te? Certo. Avete parlato di politica? No,
abbiamo parlato di te. Non avrai...? Mr Andrews scosse il capo.
 stato lui a nominarti. Mi ha chiesto se avevo una figlia che
si chiamava Polly. Poi mi ha fatto un sacco di domande importune.
Come stavi, cosa facevi, se avevi sempre lo stesso lavoro, se abitavi
sempre nello stesso posto. Gli ho detto che io e tua madre abbiamo
divorziato. E lui, cos'ha detto? Che deve essere stato
uno shock, per te. Che impressione ti ha fatto? Banale, disse
Mr Andrews. Tristemente banale. Un tipo insignificante. Ma
non cattivo per, Polly. Ha preso bene la sconfitta. Innamorato di
te, credo. E questo non gioca a suo favore. Se ti avesse lasciato perch
era stanco o perch non era veramente attratto, potrei compatirlo.
Ma quel povero giovanotto  un pericoloso nevrotico.
Polly rise. Dunque tu l'hai capito... Io non c'ero mai arrivata.
Sembrava sempre cos normale.  la stessa cosa, disse il padre
mentre metteva via la spesa. Tutti i nevrotici sono dei piccolo-borghesi
insignificanti. E viceversa. La follia  troppo rivoluzionaria
per loro. Non ce la fanno ad andare fino in fondo. Noi
matti siamo gli aristocratici delle malattie mentali. Non potevi sposare
quel tipo, piccola mia. E probabilmente lo sapeva anche lui.
Non mi sposer mai, disse Polly. Sciocchezze, fece Mr
Andrews. Intendo trovarti un marito. Per pure ragioni di egoismo.
Ho bisogno di un genero che sia il bastone della mia vecchiaia.
Non voglio tornare strisciando da Kate. Resterai con me.
Mi prender cura io di te. No, grazie, piccola mia. Non voglio
essere il compagno di una vecchia zitella inacidita. Polly si sent
ferita. Se sacrifichi la tua giovinezza per me lo diventerai, prosegu
Mr Andrews. O almeno, cos dovrebbe essere. Ma se ti trovo
un bel maritino me ne sarai grata. Lo sarete entrambi. Mi lascerete
una stanzetta tutta per me e mi dedurrete dalle tasse.
Polly si morse il labbro. Quando il padre usava la parola egoismo,
diceva la verit. Era egoista, entrambi i suoi genitori lo erano.
Gli voleva bene, perci non ci badava. Stare con gli egoisti,
sentiva, era molto pi divertente che stare con le persone altruiste.
Se il padre fosse stato dolce e schivo, avrebbe detestato vivere
con lui. Invece era dolce e cocciuto. Gli piaceva escogitare piccole
sorprese e farle piccole cortesie, ma era lui a pianificare la loro
vita, come un bambino che gioca a casetta. E quando si fissava
su un'idea, era difficilissimo dissuaderlo: con la gentilezza sarebbe
stato capace di costringerla a sposarsi solo per dargli un tetto
per la vecchiaia. E in realt su un punto aveva ragione: Polly non
aveva idea di come fare a mantenerlo, se non fosse andata cos.
Non poteva rimandarlo da sua madre, a escludere l'eventualit aveva
provveduto il divorzio. Non che lo sentisse come un peso,
ma non riusciva a immaginare come fare, col suo solo stipendio, a
mantenere entrambi secondo lo stile di vita che piaceva a lui, n
sapeva come avrebbe potuto guadagnare di pi. Sua madre li aiutava
mandando uova e pollame dalla fattoria (il mio assegno alimentare,
lo chiamava il padre). Anche la zia Julia li aiutava, dando
loro biancheria e coperte e, come sempre, passando a Polly degli
abiti, che lei riadattava insieme a Ross. Ma con suo padre l,
Polly aveva meno tempo per cucire i vestiti, e per giunta gliene
servivano di pi; se venivano ospiti lui non le permetteva di presentarsi
in camicetta e gonna; mettiti qualcosa di carino, le diceva.
E il fatto che pensasse a lei e non a se stesso rendeva la sua
incoscienza ancor pi penosa da accettare.
Lo stesso accadeva per il bilancio domestico. Ogni settimana
Polly gli passava una certa cifra, e ogni settimana lui non riusciva
a farsela bastare e chiedeva altri soldi. E anche quelle spese non
erano per lui ma per fare piacevoli improvvisate alla figlia e agli
amici. Conoscendolo, Polly quell'autunno fu sempre pi inquieta
all'avvicinarsi del Natale. Aveva stabilito che tutti i regali dovevano
essere fatti a mano, e con questo intendeva cose da poco, come
dei nettapenne. Durante la vacanza alla fattoria aveva preparato
delle confetture alla mela selvatica, alla menta, al timo e al rosmarino
da regalare ad amici e parenti, e intendeva fare altre palle
aromatiche; quando era al lavoro faceva a maglia una sciarpa per
il padre, e per la madre aveva preso un taglio di jersey color ciliegia,
sul quale intendeva cucire dei fiocchi di velluto colorato per
farne uno scialle da sera, come quelli che aveva visto su Vogue.
Ma per il padre fatto a mano voleva dire la serra, che lui intendeva
costruire di persona; all'inizio aveva detto che sarebbe bastato
il sole a scaldarla, ma nell'ultimo periodo aveva confabulato
a lungo con un idraulico su come mantenere giorno e notte una
temperatura di dieci gradi. E naturalmente giustificava tutto con
la scusa del risparmio: Polly avrebbe avuto tutto l'inverno piante
di fiori per la casa ottenute da talee, e avrebbero potuto forzare
giacinti e crochi da regalare agli amici per Pasqua. Alla lunga si
sarebbe ripagata da s, aveva detto, usando quell'espressione alla quale si era affezionato.
Per quanto amasse i fiori, Polly non voleva quella serra, proprio
come la madre non desiderava i pavoni, e cercava di convogliare
la creativit paterna verso semplici ripiani di vetro da sistemare
nella finestra, come una fioriera pensile. Suo padre disse che
era un'idea banalissima dell'arredamento moderno, e alla fine Polly
pens di dover ricorrere alla padrona di casa perch si opponesse.
Detestava agire alle spalle del padre, ma il giovane dottor
Ridgeley le aveva consigliato di fare cos quando si trattava di questioni di denaro.
Avevano parlato di nuovo di lui, dopo che Jim Ridgeley era stato
a pranzo da loro una domenica, e poi le aveva chiesto, di punto
in bianco, se nel?ultimo periodo Mr Andrews fosse diventato particolarmente
spendaccione. Pareva che quello fosse uno dei sintomi
premonitori degli accessi maniacali. Sarebbe stato prudente,
aveva suggerito, chiudere tutti i conti aperti di Polly e avvertire i
negozianti di non fargli credito. Polly non aveva alcun conto aperto,
solo il conto di deposito da Macy's, e riteneva che Jim Ridgeley
guardasse il padre con occhio troppo professionale: non capiva
che chi era stato economicamente indipendente per gran parte
della propria vita non era in grado di figurarsi davvero cosa significasse
essere poveri. Polly lo sapeva bene perch era una figlia
della crisi, ma il padre credeva ancora che la prosperit fosse dietro
l'angolo. Era per questo che le economie che faceva sembravano
una specie di gioco, un'avventura, come quando mancava
l'energia elettrica in campagna e si usavano candele e lampade
a olio e si tirava su l'acqua dal pozzo. Suo padre, nelle questioni
finanziarie, si aspettava sempre che tornasse la corrente. Era un'illusione,
ma un'illusione condivisa da molte persone, tra le quali,
aveva notato Polly, un buon numero di sue compagne di college.
Quanto all'idea che chi pi spende meno spende, anche quella,
osservava Polly, era molto diffusa, e gli annunci pubblicitari
sollecitavano la gente a pensarla cos. Molti, andando avanti con
l'et, sviluppavano come il padre la mania per i buoni affari. Indipendentemente
dalle somme di cui potevano disporre. La zia Julia
era arrivata a questo stadio, comperava di continuo merce inutile
perch l'aveva vista alle svendite. Ogni gennaio, per esempio,
riforniva il proprio armadio della biancheria alle fiere del bianco,
anche se le lenzuola, gli asciugamani e le federe che aveva acquistato
il gennaio precedente non erano mai stati usati. Eppure
la zia Julia era del tutto sana di mente.
A parte il caso estremo della serra, Polly giustificava il padre.
Non era colpa sua se due persone non potevano vivere spendendo
quanto una sola. Il loro problema, cap, era quello di trovare un'altra
fonte di reddito. La settimana prima si era rivolta al Morris
Plan e aveva preso in prestito dei soldi sul suo stipendio, e l'esperienza
l'aveva terrorizzata. Si era sentita come se avesse fatto il
primo passo verso il baratro del vizio e della rovina. Il tasso d'interesse
l'aveva scandalizzata e l'aveva confermata nell'istintivo sospetto
che ci fosse qualcosa di realmente immorale in quella transazione,
come un ricatto; era come se l'interesse fosse un prezzo
da pagare in cambio del silenzio. Niente domande. Proprio per
quello era andata a uno sportello del Morris Plan, di cui aveva visto
la pubblicit sull'autobus. Poteva chiedere alla zia Julia, ma lei
avrebbe preteso una discussione seria, avrebbe voluto conoscere
i suoi progetti dove andavano a finire i soldi e se la sarebbe
subito presa col padre. E se davvero la prodigalit in fatto di denaro
fosse stata un sintomo della malattia, non era il caso di incolparlo,
si diceva Polly, ma di proteggerlo. A lui non parl del prestito.
Ma come avrebbe fatto a restituirlo? Per riuscirci avrebbero
dovuto spendere ancora meno di cos, ma se aveva chiesto il prestito
era proprio perch spendevano pi denaro di quanto ne entrasse.
L'assegno di Natale della zia Julia non sarebbe bastato a coprire
la differenza. C'erano troppe piccole cose che si sommavano
l'una all'altra; quando avevano fatto le loro previsioni sull'affitto
dell'appartamento, non avevano tenuto conto che oltre a quello
avrebbero dovuto pagarsi anche il gas e la luce.
Polly aveva rimuginato sui modi per incrementare il suo reddito.
Aveva pensato a dei lavori di ricamo, o a mettere in vendita
le sue marmellate alle erbe o le palle aromatiche tramite la Borsa
della donna. Poteva confezionare dei budini di prugne o delle torte
alla frutta con l'aiuto del padre. Ma quando un giorno a pranzo
calcol il possibile guadagno per ciascun vasetto di marmellata
al rosmarino, da vendersi a circa venti centesimi l'uno, cap che,
dato il costo dei vasetti, dello zucchero, delle etichette e del trasporto,
per guadagnare venticinque dollari avrebbe dovuto produrre
cinquecento vasetti, e questo supponendo che frutta, erbe e
gas per la cottura fossero stati gratis. Prov con le palle aromatiche.
A che prezzo si potevano vendere? A cinquanta centesimi?
Era troppo, ma ci voleva un pomeriggio intero per farne sei, e bisognava
considerare il costo delle arance e della radice di iris in polvere,
del nastro e dei chiodi di garofano senza considerare il
pollice indolenzito a forza di infilzare i chiodi nelle arance. E lo
stesso valeva per il ricamo. Iniziava a capire le seduzioni della produzione
di massa. La sua conclusione fu che pensare di guadagnare
denaro con lavori manuali eseguiti nel tempo libero era una grande
perdita di tempo: per fare soldi a quel modo bisognava essere
invalidi o ciechi. Immagin la scena di lei e il padre, ciechi e costretti
a letto, mantenuti da un'istituzione di carit, felicemente
intenti a intrecciare ceste e ricamare tovaglie. Membri efficienti della societ.
Da settimane si arrovellava su progetti per guadagnare denaro.
Invi soluzioni ai concorsi dell'Evening Post. Chiese al padre
se gli andava di dettarle un libro di cucina con le sue ricette francesi
preferite; a venderlo avrebbe potuto provvedere Libby. Ma a
lui non piaceva l'idea di divulgare i propri segreti, e neanche gli
piaceva Libby. Si domand se, trovando un finanziatore, non sarebbe
stato possibile aprire un ristorantino col padre. Oppure
avrebbe potuto inventare una crema di bellezza a base di cetriolo
e rivendere la formula a Elizabeth Arden. In cerca di ispirazione,
diede una scorsa, sul giornale del Vassar, alla rubrica delle ex allieve,
ma gran parte di queste parlavano con entusiasmo del loro
impegno nel volontariato o come dirigenti di gruppi scout femminili;
c'erano poi quelle che insegnavano a orario ridotto, una faceva
la mandriana, un'altra portava a spasso i cani. Le pass per
la mente che il padre avrebbe potuto far parte delle giurie popolari,
ma la cosa la faceva sorridere, sarebbe stato un giurato davvero
insolito. Da quel pensiero pass a immaginarselo come lamentatore
prezzolato ai funerali (ma esisteva quella professione,
in America?) o come clacchista all'Opera. Avrebbe potuto badare
ai bambini la sera, era bravo a raccontare le fiabe: come mai nessuno
lo considerava un vero lavoro? Lei poteva lasciare l'ospedale,
e si sarebbero proposti come cameriera e cuoco.
Quelle visioni, Polly lo riconosceva, erano del tutto utopistiche,
per non dire ridicole. Ma quando provava a pensare in termini
pi pratici veniva sopraffatta da immagini che si insinuavano
furtive nella sua mente. Proprio quel giorno, quel sabato pomeriggio,
mentre lui le parlava di matrimonio le si par davanti
agli occhi la scena dell'apertura del testamento della zia Julia. Tutti
i parenti erano riuniti nella biblioteca della zia, il cadavere era
nel salotto, e il notaio leggeva le sue ultime volont: Henry Andrews
era il beneficiario principale.
Non ci conterei, su Julia, osserv tranquillo il padre. Polly
sussult. Suo padre aveva l'inquietante potere, che Polly aveva notato
anche in alcuni pazienti psichiatrici all'ospedale, di starsene
seduto in silenzio e leggerti nel pensiero. Julia, seguit il padre,
 un tipo eccentrico. Sarebbe capace di lasciare tutti i suoi
averi a qualche fondazione benefica. Con un vitalizio per Ross.
Alla Protezione animali. O all'Esercito della salvezza. O per i costumi
di Babbo Natale. Fece la sua solita risata mesta. Per come
la vedo io, Julia  rimbambita. Polly sapeva a cosa si riferiva
suo padre. La zia era sempre stata una donna morigerata, per via
dei precedenti di alcolismo in famiglia; gli zii e tutti i fratelli, a eccezione
di Henry, avevano finito per soccombere al vizio. Fino a
qualche anno prima, ai suoi pranzi aveva fatto servire il vino,
perfino durante il proibizionismo, anche se lei beveva solo gazzosa.
La legge, era solita dire, non si applicava alla cantina privata della
gente perbene. Ma da quando era finito il proibizionismo aveva
bandito il vino dalla propria tavola (questo la diceva lunga sulla
tortuosit degli Andrews), sostituendolo con gazzosa, sidro, succo
d'uva e altre sane bevande che il fratello definiva nauseabonde;
gli era stato servito, sottolineava, perfino del latte di cocco. Durante
il pasto. Ma il suo ultimo crimine era stato ancor pi grave.
Aveva svuotato l'intera cantina del marito nell'acquaio della
stanza di servizio. Avrei potuto venderlo, disse la zia. Mi sono
fatta mandare da Lehmann un perito per valutare il contenuto
della cantina. Avrei potuto guadagnarci dei bei soldi. Ma la mia
coscienza me l'ha impedito. Venderlo avrebbe significato commerciare
morte. Come questi fabbricanti di munizioni di cui si legge:
profittatori. Potevi darlo a me, le aveva detto Henry. Ti
avrebbe fatto male, Henry. E in ogni caso non avevi un posto dove
tenerlo. Lo sai bene che i buoni vini si deteriorano se non vengono
tenuti in condizioni adeguate. In realt Ross aveva salvato
un buon numero di bottiglie del rosato preferito di Mr Andrews e
gliele aveva portate gi nella Decima Avenue, ma Mr Andrews era
furibondo. Tipico di Julia, diceva adesso, far stimare tutta
la cantina prima di gettarla alle ortiche. Non mi sorprenderebbe
scoprire che l'ha fatta esaminare da diversi periti. Per contabilizzare
la sua virt al pi alto prezzo. E la stessa cosa sar per il testamento.
Far un lungo preambolo in cui elencher quel che in
origine intendeva lasciare agli eredi, per poi concludere che sar
meglio per loro non ricevere nulla. Il denaro di mio marito mi
ha causato grande infelicit. Non desidero che tale infelicit venga trasmessa ad altri.
Polly sorrise. Sperava che il padre avesse ragione, perch, se
era cos, poteva dimenticarsi tranquillamente il testamento della
zia Julia. Contarci non sarebbe stato molto diverso dall'augurarle
la morte. Non che Polly lo avesse fatto, ma temeva di arrivarci se
le cose si fossero davvero messe male. E se anche non ci fosse arrivata,
era comunque sbagliato vedere il lato buono nella perdita di un parente.
No, disse il padre, devo trovarti un marito. Investire le
mie speranze su dei nipotini, non sulla morte di un'anziana signora.
Anche se confido ancora di persuaderla a lasciare un piccolo legato
ai trotzkisti. Tu sei matto, fece Polly, ridendo. Non vuoi
metterti in testa che la zia Julia  repubblicana. Questo lo so,
mia cara, disse Mr Andrews. Ma Julia si  lasciata convincere
da ci che legge sui giornali, cio che noi trotzkisti saremmo agenti
controrivoluzionari determinati a distruggere l'Unione Sovietica.
Walter Duranty e quei tizi, sai, l'hanno spinta a credere ai processi.
Se quel che scrivono non fosse vero, dice, non lo pubblicherebbero
sul New York Times, non ti pare? E ovviamente io
ci ho aggiunto del mio. I trotzkisti, le ho assicurato, sono l'unica
vera forza che si oppone a Stalin. Roosevelt sta facendo il suo gioco.
E Hitler ha altro per la testa. Sei un imbroglione, pap, 
disse Polly baciandolo. Niente affatto, le rispose il padre. E
tutto vero.  ho salvato Julia dal diventare fascista.
Questa conversazione, divertendola, le aveva fatto dimenticare
per un po' i suoi crucci. Ecco il guaio col padre. Quando era con
lui, dimenticava di preoccuparsi. E quando i crucci le tornavano
in mente, aveva un moto di paura al pensiero di essersene potuta
dimenticare. Di notte faceva sogni terribili sui soldi, dai quali si
risvegliava in un bagno di sudore. Una volta aveva sognato che era
arrivato il Natale, e l'intero appartamento, avendo lei dimenticato
di dire alla proprietaria di opporsi, era stato trasformato in una
serra grande come il Crystal Palace.
NOTA. Palazzo in ferro e vetro eretto per la fiera mondiale del 1853, poi abbattuto. Sorgeva tra la 42esima e la 40esima Strada. FINE NOTA.
In un altro sogno lei e il padre erano diventati nudisti, perch lui aveva detto che cos avrebbero
risparmiato sui vestiti, e un poliziotto irlandese li aveva arrestati.
Ma una sera, all'ospedale, trov una soluzione ai loro problemi.
Era una soluzione cui non aveva mai pensato perch, come
la lettera rubata, l'aveva sempre sotto gli occhi. Stava effettuando
un prelievo di sangue a un donatore di professione, quando le
scocc nella mente l'idea: Perch non posso farlo anch'io? Quella
settimana vendette mezzo litro di sangue al laboratorio. La settimana
successiva lo rifece, e cos quella dopo ancora. Sapeva che
non era pericoloso; i donatori di professione lo facevano di continuo,
e a volte anche gli interni. D'altro canto quell'anno era insolitamente
in forma e ben nutrita, perch il padre era un ottimo dietista
scoppiava di ferro e vitamine, e se sembrava anemica era
solo per il suo pallore naturale. Si disse comunque che in futuro
sarebbe stato pi prudente fare le donazioni al Bellevue, o in un
altro laboratorio dove nessuno la conosceva, per non dare adito a
chiacchiere tra i colleghi. La volta successiva per era di fretta,
perch era la settimana prima di Natale, e aveva gi sfruttato la
pausa di mezzogiorno per comperare i bastoncini di zucchero e
la carta per i festoni con cui avrebbe decorato l'albero che la
madre aveva mandato dalla fattoria. And dunque, come sempre, al
suo laboratorio, ripromettendosi che sarebbe stata l'ultima volta.
Quel giorno, come volle il destino, fu scoperta dal dottor Ridgeley,
venuto a controllare il campione di sangue di un paziente.
Cosa sta facendo? volle sapere, anche se avrebbe potuto capirlo
benissimo da solo dall'apparecchio per i prelievi che si trovava
ancora di fianco al divanetto dove lei riposava, come si era
obbligati a fare dopo aver donato il sangue. Soldi per il Natale, 
disse Polly con un sorriso nervoso, riaprendo il pugno. Lui fece
tanto d'occhi, si volt e usc dalla stanza. Un minuto dopo era di
ritorno. Aveva consultato la sua cartella. Questa  la sua quarta
donazione, Polly, fece il dottore, secco. Qual  il problema?
Natale, ripet lei. Ma lui era persuaso che fosse per via del padre.
Ha fatto quel che le ho detto? disse. Chiudere i conti?
Assicurarsi che non gli facciano credito? Non ho conti aperti. E lui non fa acquisti a credito.
Per quel che ne sa lei, disse il dottor Ridgeley. Ascolti,
Polly. Mi lasci fare due pi due. Se visito un paziente affetto da
mania e poi vedo un membro della sua famiglia che vende il proprio
sangue in un laboratorio, devo dedurre che il paziente si  fatto
prendere dalla febbre degli acquisti. No, ribad Polly, siamo
soltanto a corto di soldi per le feste. Si alz in piedi. Si sieda, 
disse lui. Suo padre, ragazza mia,  seriamente malato.
Qualcuno dovrebbe provvedere a farlo curare. Ricoverarlo, vuol
dire? No, dottor Ridgeley. Evit di proposito di chiamarlo
Jim, adesso. Sta bene, posso giurarglielo. I suoi ragionamenti
sono assolutamente lucidi.  solo un po' eccentrico. Questa
febbre degli acquisti, fece, spazientito,  sintomatica, le dico.
Indica che il paziente  nella fase in ascesa del ciclo maniacale. Il
passo successivo  spesso un'esplosione di violenza, accompagnata
da megalomania. E di solito anche dall'idea di una missione da
compiere. Suo padre s'interessa di politica?
Polly sbianc; ebbe un capogiro, che volle attribuire al sangue
donato. Tutti si interessano di politica, balbett. Io no, fece
Jim Ridgeley. Ma quel che voglio dire  se ha un visione particolare,
qualche formula prediletta per salvare il mondo? Una scoperta
fatta negli ultimi tempi? Per Polly era magia.  trotzkista, 
sospir. Sarebbe a dire? fece lui. Oh, non faccia
l'ignorante, protest Polly. Trotzkij. Lev Trotzkij. Uno dei padri
della rivoluzione russa. Comandante dell'Armata Rossa. Acerrimo
nemico di Stalin. Esiliato in Messico. Ne ho sentito parlare,
certo, disse Jim Ridgeley. Non lavorava in una stireria di
Brooklyn? No! ribatt Polly.  solo una leggenda! Tra
Polly e il giovane si era aperto un abisso, ed era come urlare da un
lato all'altro. A essere onesta, le parve di ricordare che fino all'anno
prima anche lei doveva aver creduto che Trotzkij stirava
pantaloni a Brooklyn; fino all'anno prima era stata quasi altrettanto
ignorante di quel medico. Ma ci le fece pensare solo a quanta
strada aveva percorso da allora, da quella normale visione di
centro della gente istruita a cui Jim Ridgeley col suo camice bianco
restava tenacemente ancorato, e che adesso le appariva ben poco
normale e per niente da persone istruite. Eppure, aveva indovinato
che il padre era un trotzkista senza neppure sapere cosa volesse
dire. Inizi a spiegargli che erano gli unici veri comunisti e
che adesso erano entrati nel Partito socialista. Avr sentito parlare
di Norman Thomas, spero. Certo, replic il dottore. Era
candidato alla presidenza. Ho anche votato per lui, nel '32. Bene, 
disse Polly, sollevata, i trotzkisti fanno parte del suo
movimento. Mentre parlava si rendeva conto di essere un po' in malafede.
I trotzkisti, aveva appreso dal padre, erano entrati nel Partito
socialista per tattica, e non erano affatto socialisti come Norman Thomas.
Jim si sedette vicino a lei sul divanetto di pelle. Sia come sia, 
disse, usando un'espressione che a Polly non piaceva, sono una
piccola setta che si prefigge una missione. Giusto? In un certo
senso, disse Polly. Credono nella rivoluzione permanente.
Sorrise suo malgrado. Il dottore annu. In altre parole, li considera
suonati. Cerc di essere onesta con se stessa. Lasciando perdere
il padre, lei pensava che Mr Schneider fosse matto? Per
molti versi credo abbiano ragione. Ma su quel punto, la rivoluzione
permanente, non riesco a non pensare che siano un po' fuori
della realt. Ma  solo un mio punto di vista. Forse la mia  una
visuale ristretta. Lui le rivolse un sorriso interrogativo. I suoi
occhi sono perfetti, disse. Si chin in avanti. Per un attimo Polly
trasal di paura e credette che stesse per baciarla. E invece si alz di scatto.
Polly, dovrebbe far ricoverare suo padre. Mai. Si chin
su di lei e le prese la mano. Forse mi accaloro tanto perch mi
sto innamorando di lei, disse. Polly ritrasse la mano. Non fu sorpresa
quanto avrebbe dovuto esserlo. Inconsciamente, aveva fatto
in modo di far innamorare il dottor Ridgeley, temeva. Ecco perch
l'aveva consultato per il padre! Gli aveva messo gli occhi addosso,
come molte altre donne, intuendo di piacergli molto. Con
quest'unico elemento in mano, si era buttata sulla sua strada.
Ma adesso che aveva udito quelle parole tanto agognate, aveva
paura. Lui le era sembrato il protagonista di un romanzo rosa. All'idea
di aver utilizzato il povero padre come esca per attirare a s
il giovane, sorrise disgustata di se stessa. Nel contempo, una voce
dentro di lei esultava Mi ama! Ma un'altra domandava: chi era
poi questo Jim Ridgeley, che ne sapeva di lui? Lo guard con freddezza.
Se non lo fa lei, prosegu Jim con espressione diversa,
allora dovr farlo sua madre. Non pu, rispose Polly trionfante,
lei dimentica che sono divorziati. E allora il parente pi
prossimo. Sua sorella, disse Polly, mia zia Julia. Il dottore
annu. Ormai  via con la testa, esclam Polly, col tono trionfante
di una bimba. Non sapeva cosa le era preso, era come se un
demonietto dispettoso le suggerisse di mentire. E i suoi fratelli?
Non lo farebbero mai. Non pi di quanto lo farei io. Dovr
arrendersi, dottor Ridgeley. La smetta di giocare, fece lui. 
una partita pericolosa. Mio padre non  pericoloso, ribatt Polly.
Lo lasci in pace.  pericoloso per lei, adesso, replic Jim,
con dolcezza. Non dovrebbe donare il suo sangue prezioso per
lui. Suppongo penser che sono affetta da un complesso paterno, 
gli rispose fredda. Lui scosse il capo. Non sono un freudiano.
Lei ha un atteggiamento protettivo nei riguardi di suo padre.
Come se fosse suo figlio. Forse perch non ne ha ancora avuti.
D'improvviso Polly scoppi in lacrime. Jim la strinse tra le braccia,
e lei premette la guancia bagnata sul camice bianco inamidato.
Era in preda allo sconforto. Niente durava. Prima Gus, e ora,
per soprammercato, suo padre. Era stata cos felice con lui, e lo
sarebbe stata ancora, se soltanto avessero avuto un po' di soldi o
se solo lui fosse stato appena un po' diverso. Ma era vero, era come
un bambino che non cambiava mai, e Plan piano era arrivata a
rendersene conto, allo stesso modo in cui, Plan piano, aveva capito
che Gus non l'avrebbe mai sposata. Ma avrebbe dovuto guardare
in faccia la realt sin dall'inizio, in entrambi i casi. Aveva accolto
il padre perch aveva bisogno di lui, e aveva volontariamente
chiuso gli occhi di fronte alle sue debolezze, proprio come con
Gus. E nel caso del padre, doveva esserci anche stata, almeno in
parte, l'ambizione di mostrarsi superiore alla madre: se sua madre
non riusciva a farlo felice, lei avrebbe potuto farcela. Ma questo
voleva dire che aveva ceduto al padre, mentre sua madre aveva
avuto la forza di non cedere. Non avrebbero mai dovuto prendere
l'appartamento, avrebbe potuto dirle sua madre; era stato l'inizio
della folie de grandeur. Non sapeva dominarlo; era arrendevole,
con lui. Come lo era stata con Gus. Se si fosse mostrata pi
forte con Gus, lui l'avrebbe sposata. Adesso era felice di non averlo
fatto, ma non era stato per merito suo. Aveva lasciato che le cose
seguissero il loro corso naturale, e in lui era emersa la vena ordinaria.
Che il padre aveva colto immediatamente, proprio come
in Mr Andrews tutti coglievano la vena di follia.
Ho avuto una storia d'amore disastrosa, disse, piangendo
ancora. Lui mi ha piantata. Volevo morire, ma a quel punto  arrivato
mio padre. Credevo di avere uno scopo nella vita, avrei potuto
prendermi cura di lui. Ma a quanto pare non ce la faccio. Non
 colpa sua;  solo che non guadagno abbastanza per tutti e due.
Non posso rispedirlo da mia madre. E non ho intenzione di chiuderlo
in manicomio. Non  un matto da rinchiudere, questo  poco
ma sicuro. L'ha detto lei stesso che potrebbe recuperare spontaneamente.
Certo, potrei andare da mia zia. Credo che far cos.
Andare da sua zia? A chiederle i soldi. Non  via con la testa.
Era una bugia. Ed  ricchissima, o almeno, lo era... nessuno
sa quanto le sia rimasto. Sa come sono bizzarri, i ricchi, in fatto
di soldi. Potrebbe risolvere i suoi problemi temporaneamente, 
le rispose lui, con tono da psichiatra. Ma deve guardare in faccia
il fatto che suo padre potrebbe peggiorare. Cosa ne far di lui
quando sar sposata, Polly? Non posso sposarmi, disse lei, 
lo sa. E comunque non posso avere bambini, coi geni che mi ritrovo.
Ormai mi sono rassegnata a questa cosa. Sarebbe egoistico
avere dei figli, una cosa scellerata.
 stata una scelleratezza far nascere lei? le disse, sorridente.
Polly si affrett a difendere i genitori. Allora non sapevano
della melanconia di mio padre.  successo dopo. Lui sorrise ancora,
e Polly cap il perch. Avrebbe preferito non essere nata?
Per quanto infelice, non poteva dire una cosa del genere. Perfino
quando aveva pensato alla morte, mai aveva desiderato di non esistere.
Nessun essere vivente pu desiderarlo. Che assurdit si 
ficcata in testa! le disse. E dire che lei  una tecnica di laboratorio.
Neanche ci fossero precedenti di cretinismo nella sua storia
familiare. O di sifilide ereditaria. Ho sempre pensato, disse
Polly, che da un punto di vista scientifico dovrei essere sterilizzata.
Mio Dio! ribatt lui. Quante idiozie! Ma dove le ha
imparate? Al college, disse Polly. Non dico che i professori
lo affermassero in aula, ma era nell'aria. Eugenetica. Il fatto che
a certa gente andrebbe impedito di procreare. Non alle ragazze del
Vassar, certo, sorrise, ma alle altre s. Mi sono sempre sentita
una delle altre. Ci sono stati molti matrimoni tra consanguinei nella
mia famiglia, cugini che si sposavano tra loro. Il sangue degli
Andrews si  indebolito. Il sangue degli Andrews, disse lui,
guardando il braccio di Polly, col batuffolo di cotone ancora appoggiato
dove l'ago era stato infilato nella vena. Ma come osa
donarlo? Bisognerebbe denunciarla! rise di cuore. Le dimostrer
che ho fiducia nel sangue degli Andrews. Vuole sposarmi? 
Polly ebbe paura che si trattasse della frase a effetto che usava con
tutte le giovani infermiere e le tecniche di laboratorio; ma se chiedeva
a tutte di sposarlo, come faceva poi a tirarsene fuori? Era
bello, alto, capelli ricci, bastava gi quello a destare sospetti. Nella
vita reale erano solo gli uomini bruttini a innamorarsi d'improvviso
e a dichiararsi in maniera cos inequivocabile.  sempre
cos precipitoso? si sorprese a chiedergli, col tono scherzoso
che usava col padre quando faceva le bizze. No, disse lui,
non mi sono mai innamorato prima. Ho trentun anni. E non voglio
sprecare tempo. I sospetti di Polly si dileguarono. Forse fino
a quel momento era stato troppo impegnato a lavorare, per innamorarsi.
Per rise con dolcezza. Sprecare tempo! lo rimprover.
Da quanto tempo crede di essersi innamorato di me? 
Lui guard l'orologio. Da circa mezz'ora, precis con tono pratico.
Ma mi  sempre piaciuta. L'ho notata subito, dal primo momento
che  arrivata all'ospedale. Dunque non si era sbagliata,
si disse. La sua fiducia in se stessa aument. Adesso, per, un nuovo
timore si faceva strada in lei. Lui era diverso da Gus, un tipo
schietto, e questo le piaceva, ma senza sapere il perch sentiva il
bisogno di proteggersi dal suo assalto. Era fin troppo pronto a impegnarsi,
e dunque a impegnare. Non abbiamo niente in comune, 
fece per obiettare, ma le sembr poco gentile. Disse invece:
Se anche dovessi sposarmi, non potrei mai farlo con uno
psichiatra. Con sua stessa sorpresa, scopr che la pensava
davvero cos, nel profondo del cuore. A forza di cercare qualcosa che
non andava in Jim Ridgeley, l'aveva trovato, purtroppo. Uno psichiatra
avrebbe avuto un cot scrivania ancor pi rigido di quello di
Gus. Bene, disse subito Jim Ridgeley. Ero gi intenzionato a
lasciare.  uno sbaglio che risale ai tempi di medicina. Credevo
fosse una scienza, ma non lo . Me ne vado il primo dell'anno. Ma
dopo cosa far? chiese Polly, pensando che se fosse andato via
il primo dell'anno, lei ne avrebbe sentito la mancanza. Medicina
generale? Ma dovrebbe ricominciare tutto daccapo, dall'internato.
No. Ricerca. Ci sono scoperte da fare nel trattamento
delle malattie mentali, e non  dalla sala visite, ma dal laboratorio
che verranno. Chimica del cervello. Ho gi un posto di lavoro che
mi aspetta, con un'quipe di ricercatori; divido l'appartamento
con uno di loro. Potrebbe lavorare con noi anche lei, in laboratorio.
Qui non ha prospettive. Questo lo so, disse Polly. Ma
cos' che l'attrae tanto nelle malattie mentali, Jim? Lo spreco, 
rispose pronto, lo spreco di risorse umane. Sono un tipo impaziente.
L'ho notato, mormor lei. E poi forse ho lo spirito
del filantropo.  una cosa spontanea. Mio padre  un pastore. Presbiteriano.
Ah? La notizia le giunse gradita; sarebbe stato bello,
pens, avere un religioso in famiglia. Se le va, potrebbe sposarci
lui. O potremmo andare in municipio.
Pi lui pareva serio, pi Polly cercava di scherzarci su. E di
mio padre, cosa mi dice? chiese con leggerezza. Potrebbe usarlo
come cavia, immagino. Sperimentare su di lui le sue brillanti
scoperte. Potrebbe rappresentare la mia dote. Lui si accigli.
Pu vivere con noi e occuparsi della casa, si affrett a dire. Dice
sul serio? Non l'avrei detto se non lo pensassi, replic. E
quando saremo sposati, potr tenerlo d'occhio. A essere sincero,
Polly, credo che gran parte dei nostri pazienti starebbero meglio
a casa.  un errore confinarli negli ospedali. Il sistema vittoriano,
con la zietta matta al piano di sopra, era meglio. Pi umano. L'errore
sta soprattutto nelle famiglie. Vogliono mettere fuori casa i
parenti malati, affidandoli alle mani di quelli che vengono definiti
professionisti competenti. Cio, a infermieri e inservienti sadici.
Lo stesso vale per gli anziani: nessuno li vuole pi intorno.
Oh, sono d'accordo! esclam Polly. Mi piacciono gli anziani.
 orribile il modo in cui vengono buttati via come vecchie
automobili. Ma se  questo che lei pensa, perch ha detto che bisogna
ricoverarlo? Lui esit.  la solita vecchia differenza tra
teoria e pratica. Non mi andava l'idea che lei stesse da sola con
lui. Non  pericoloso, ripet Polly. Non l'avrebbero mai dimesso
dalla Riggs se fosse stato pericoloso. Sciocchezze, fece
lui. La maggior parte di quei pazzi assassini che in preda alla furia
ammazzano dieci persone si scopre poi che sono stati appena
dimessi da un ospedale psichiatrico. Suo padre  stato dimesso dal
Riggs perch non avevate i soldi per tenercelo. Se li aveste avuti,
probabilmente sarebbe ancora l! Lei  veramente cinico, disse
Polly.  la psichiatria che ti spinge a diventarlo, le rispose.
Ecco perch voglio smettere. Chi resta  costretto a scegliere tra
essere un cinico o un ingenuo ciarlatano. Ma ammettiamo pure che
suo padre non sia pericoloso; d'altra parte lei lo conosce pi di
qualsiasi dottore. Potrebbe comunque essere pericoloso per se stesso.
Se precipita in una fase depressiva. Ha manifestato tendenze
suicide, in passato, vero? Non ne sono certa. Ne parlava, e mia
madre aveva paura. Bene. La guard; i suoi occhi erano castano
chiaro, screziati di verde. Forse, disse, le ho detto di ricoverarlo
anche per vedere la sua reazione. Oh! esclam Polly.
Mi stava mettendo alla prova! Come nelle fiabe. Era delusa.
Forse, ripet lui.  una deformazione professionale,
l'abitudine di osservare le reazioni. Ma sapevo gi cosa avrebbe risposto.
Sapevo che avrebbe detto di no. Forse volevo vedere se
riuscivo a spaventarla. Ci  riuscito, rispose Polly. No, non
 vero. Non nella sostanza. Niente pu convincerla a dubitare di
suo padre. Lei non  una ragazza diffidente. Oh, si che lo sono! 
disse Polly, pensando a come lo era stata con Gus. Conosco
mio padre, ecco tutto.
Polly si accorse di aver accettato di sposare Jim senza neppure
avergli detto di s in maniera consapevole. Quella sera cenarono
insieme e andarono a ballare, e lui la accompagn a casa. Si baciarono
a lungo in auto, davanti alla casa di Polly. Quando infine
Polly sal, non sapeva ancora se lo amava oppure no. Era successo
tutto troppo in fretta. Ma era sollevata all'idea di sposarlo, e si
chiedeva se non fosse una cosa immorale. Una volta si usava dire
che la gratitudine poteva trasformarsi in amore; ma succedeva davvero
? Le era piaciuto baciarlo, ma poteva essere stata semplice attrazione
sessuale. E il sesso, Polly lo aveva capito, non era un test
affidabile in amore. La impensieriva soprattutto che lei e Jim avessero
tanto poco in comune una frase che continuava a ripetersi
con preoccupazione. Fuori dell'ospedale non avevano una sola conoscenza
in comune. E quanto a quei vecchi amici, i personaggi
dei libri: Re Art, Lancillotto e Mr Micawber e Mr Collins e Vronsky
e il caro principe Andrej, che erano come membri della famiglia,
be', Jim aveva un'assai vaga nozione di chi fossero. Quando
quella sera Polly aveva nominato il dottor Lydgate, lui le aveva
confessato di non aver mai letto Middlemarch; solo Silas Mamer, a
scuola, e lo aveva detestato. Non riusciva a leggere romanzi, aveva
detto, e non aveva preferenze tra Ettore e Achille. Se non altro
conoscevano entrambi la Bibbia, ed entrambi si erano specializzati
in materie scientifiche, ma poteva bastare? Era pi intelligente
di lei, ma non aveva ricevuto una formazione da Vassar. E
lei aveva una mentalit isolazionista, come tutti gli Andrews.
Perch mai avrebbero continuato a sposarsi tra cugini, se non per
condividere le stesse battute, gli stessi ricordi, addirittura gli stessi
nonni e bisnonni? Di cosa avrebbe parlato Jim, coi futuri cognati
che ormai si interessavano solo di agricoltura e chiacchieravano
di foraggio e di prezzo del bestiame quando non si scambiavano
versi delle Georgiche allo stesso modo in cui gli altri bifolchi
si scambiavano barzellette sporche? Anche lei si sarebbe annoiata
a morte, se non li avesse conosciuti da sempre. E poi c'erano
tutti quei vecchi cugini di primo e secondo grado che per il matrimonio
sarebbero sbucati dalle tane al primo sentore di champagne.
Non che intendesse davvero offrire dello champagne; il pi
grande sacrificio della zia Julia era stato di buttare via lo champagne
che aveva tenuto da parte per il matrimonio di Polly. Che
opinione si sarebbe fatta uno psichiatra del clan degli Andrews al
completo? La madre di Polly raccontava ancora di come si era sentita
lei quando, giovane moglie appena giunta da New York, li aveva
incontrati per la prima volta. Come la regina Vittoria, non si
era affatto divertita. Ma col passare degli anni senza rendersene
conto aveva incominciato ad assomigliare agli Andrews. Tuo padre
e io, diceva ora, non siamo mai andati davvero d'accordo.
Io ero troppo normale per Henry. Ma nessuno l'avrebbe detto,
vedendola alla fattoria con la tuta e la sua maestosa acconciatura
fatta in casa. Pensieri del genere non avevano mai turbato Polly
quando in passato cercava di immaginare il matrimonio con Gus,
e ci dimostrava, si disse, che a quel matrimonio lei non aveva mai
creduto. Questa volta si stava sforzando di essere concreta.
Quando era rientrata, il padre, che era un nottambulo, era ancora
sveglio. Anche se in auto si era pettinata e rimessa il rossetto
era certa che si sarebbe accorto del cambiamento avvenuto in
lei, e non ci teneva troppo a confessargli di essersi fidanzata in una
sola sera. Per fortuna, la mente del padre era altrove. Aveva aspettato
che tornasse per riferirle, come disse, una notizia molto importante.
Si sposa, sussult lei. E invece no: aveva trovato un
lavoro, in un negozio di roba usata in Lexington Avenue: avrebbe
fatto da assistente alla direttrice, che lo gestiva per conto di
un'associazione di beneficenza. La paga non era alta, ma il lavoro
consisteva soltanto nel passare i pomeriggi seduto in negozio a parlare
coi clienti; avrebbe avuto le mattine libere.
Ma,  fantastico, pap! disse Polly. Come hai fatto a trovarlo?
Ha combinato tutto Julia, disse lui. Fa parte del direttivo.
Il posto in genere  riservato alle gentildonne decadute,
ma  riuscita ad impormi. Credo di essere stato scambiato con l'ammissione
a un circolo. Il suo grido di battaglia  stato Henry conosce
il legno.  fantastico, ripet Polly, quando inizi? Domani.
Oggi pomeriggio la direttrice mi ha spiegato cosa devo fare
e mi ha descritto ben bene la merce. Roba ingombrante e inutile,
per lo pi. Sono tutte donazioni. Si chiama La capezziera. Io
ho suggerito di cambiare il nome in L'acchiappapolvere. Sono
tutte cianfrusaglie? chiese Polly. Assolutamente no. Abbiamo
pellicce di seconda mano, abiti da bambino, smoking usati,
divise da cameriera e livree da maggiordomo. E di queste ce n'
una gran quantit, grazie alle recenti seccature. Cos chiamava
la crisi. Polly corrug la fronte: non le piaceva l'idea del padre che
vendeva abiti vecchi. Vengono dalle migliori case, disse lui. E
ci sono simpatiche bambole francesi e divertenti carillon. Armature,
tagre, giardiniere, scansie, portaombrelli, com col ripiano
di marmo. Sedie dorate per soire musicali. Bastoni col pomello
d'oro, guanti di camoscio, gibus, ventagli, pettini spagnoli, mantiglie,
un'arpa. Divani di crine. Un istruttivo inventario del dmod.
Ma cos'ha spinto la zia Julia a cercarti un lavoro? Le ho
chiesto dei soldi, e questo l'ha spronata a cercarmi una sistemazione,
in modo che, per dirla con le sue gentili parole, non sarei
stato costretto a mendicare. Se glielo avessi chiesto io, mi avrebbe
detto che sono troppo vecchio per lavorare.  stato uno dei
tuoi piani machiavellici? Tutt'altro. Non l'ho fatto apposta. Ma
visto che  andata cos, sono contento di essere uno che si guadagna
il pane. Per la prima volta in vita mia. Faccio parte della classe
operaia. E ovviamente Julia pensa di sfruttarmi. Come? Be',
Henry conosce il legno. Devo tenere gli occhi bene aperti nell'eventualit
che da qualche attico salti fuori uno Sheraton o un
Hepplewhite. Se dovesse succedere dovrei tenerglielo da parte, con
discrezione. Ma non puoi farlo! esclam Polly risoluta. Sarebbe
come truffare la beneficenza.  proprio quello che intende
fare mia sorella. Come mi ha confidato, le nostre pi giovani
dame di carit spesso non conoscono il valore dei mobili antichi.
Attraverso un'altra delle sue opere di beneficenza, mi ha detto, si
 procurata un raro Aubusson per un tozzo di pane. Polly emise
un verso scandalizzato. Ma dove l'ha messo? Mr Andrews rise.
Nel ripostiglio. Sta aspettando che la vecchia proprietaria
muoia. Potrebbe essere imbarazzante se la signora capitasse in visita
da Julia e si ritrovasse sotto i piedi il proprio tappeto. Ma perch
mai dar via un raro Aubusson? La rivoluzione del gusto, 
disse Mr Andrews. L'unica rivoluzione di cui quelle signore siano
consapevoli. Le figlie convincono le madri a risistemare le case
in stile moderno. Oppure dicono Mamma, perch non comperi
un appartamento nella River House e ti sbarazzi di un po' di
questo vecchiume? Guarda che io e John non ne prenderemo neppure
un pezzetto quando non ci sarai pi.
A Polly venne in mente, mentre il padre parlava, che se quel
pomeriggio avesse saputo che lui aveva trovato lavoro, non avrebbe
venduto il sangue all'ospedale, e adesso non sarebbe stata fidanzata.
Era un altro di quegli scherzi del caso, o coincidenze mancate,
come quello a cui doveva la presenza del padre in casa. L'idea
di avere sfiorato la possibilit di non essere fidanzata la terrorizzava,
come se fosse stato quello, e non questo, il suo destino vero,
e lei gli fosse sfuggita per un pelo, come quelli che avrebbero
dovuto trovarsi sul Titanic e per qualche strano motivo all'ultimo
minuto non si erano imbarcati. E quella paura le dimostrava che
doveva essersi gi innamorata.
L'annuncio del fidanzamento non sorprese nessuna delle amiche.
Avevano sempre saputo, dissero, che doveva esserci qualcuno
all'ospedale. Era semplicemente logico che Polly dovesse
sposarsi con uno dei giovani medici. Ci contavamo, disse
Libby, stavamo tutte con le dita incrociate. Era come se volessero
defraudarla della straordinariet del suo amore. Il sottinteso
era che, se non fosse stato Jim, sarebbe stato il dottor X del
reparto di ostetricia, o il dottor Y di chirurgia generale. E invece
non avrebbe potuto essere nessun altro. Aveva fatto la grande scoperta
che Jim era buono, e questo l'aveva colmata di meraviglia:
la maggior parte delle persone buone erano in l con gli anni. Non
stava pi ad arrovellarsi sull'amore che lui provava per lei; lo accettava,
come i cristiani accettano che Dio li ami anche se non ne
sono degni. N si chiedeva pi se era innamorata o meno di lui:
come poteva non esserlo? Eppure, quando provava a parlare di
queste cose con qualcuno, ne notava lo sconcerto, come se lei stesse
parlando un'altra lingua. Neanche sua madre sembrava capire.
Oh, s, Polly,  molto bello. E intelligente, credo. Siete proprio
fatti l'uno per l'altra. Ma non  questo che intendo, mamma.
Suppongo tu ti riferisca al fatto che  un po' idealista. Ma era destino
che tu sposassi uno cos. Un uomo materialista non ti avrebbe attratto.
Solo Mr Schneider e l'uomo del ghiaccio parevano capire i suoi
sentimenti. L'uomo del ghiaccio volle essere rassicurato sul fatto
che il fidanzato fosse un bravo ragazzo. Mr Schneider and oltre.
Capisco come ti senti, disse. Come ha dimostrato Socrate,
l'amore non pu essere altro che amore del buono. Ma trovare
il buono  molto raro. Ecco perch l'amore  raro, checch
ne dica la gente. Succede a una persona su mille, e per quella singola
persona  una rivelazione; non c' da stupirsi che quell'uno
non riesca a comunicarla agli altri novecentonovantanove.
Quello che sorprese le amiche di Polly, ma non Mr Schneider,
fu il fatto che Mr Andrews sarebbe andato a vivere con la giovane
coppia. Una per una, tutte le amiche del gruppo andarono a trovarla
per spingerla a cambiare idea; Pokey Beauchamp venne apposta
da Princeton in aereo. Dottie, che era in citt col marito in
giro per teatri e alloggiava al Plaza, arriv addirittura a parlarne
con la madre di Polly. Perfino Helena Davison biascic un monito
tra un cocktail e l'altro nel salone del Vassar Club. Priss Crockett
venne a pranzo al bar dell'ospedale. Come pediatra, Sloan era nettamente
contrario, disse. Quando avrete dei figli, dovrete pensare
a loro. Supponiamo che tuo p-padre... Impazzisca di nuovo,
sugger Polly. Credi che sarebbe cos terribile per loro,
Priss? Quando io e i miei fratelli eravamo bambini era pazzo a fasi
alterne. Allora era diverso, concesse Priss; non si sapeva ancora
quanto fosse pericoloso esporre i bambini piccoli alle malattie
mentali. Polly e i fratelli erano solo stati fortunati. Ma se anche
Mr Andrews fosse stato normale, le amiche ritenevano che
Polly stesse per commettere un terribile errore, uno di quelli che la
loro generazione, almeno, aveva imparato a evitare. Se si voleva
che il proprio matrimonio filasse liscio, si doveva evitare di abitare
coi familiari; era una cosa sulla quale non bisognava transigere.
L'opinione su quel punto era unanime. Sfidando l'esperienza, Polly
praticamente condannava il suo matrimonio al fallimento fin dall'inizio.
E vuoi dire che il tuo dottore lo accetta? gridavano scioccate
le giovani matrone della cerchia di Polly. S, rispondeva
lei. La sbalorditiva notizia insinuava un grave dubbio nelle menti
delle amiche. Se davvero ti ama, sosteneva Kay, credo che
dovrebbe avere voglia di stare da solo con te, di averti tutta per
s. Harald non avrebbe mai permesso che mio padre venisse a vivere
con noi. Non si sarebbe persuaso per tutto l'oro del mondo a
spartirmi con qualcuno. Polly non replic che, a quel che si vociferava,
lei e Harald erano sul punto di separarsi. E cosa suggeriresti
di fare, di mio padre? chiese invece, tranquilla. Ma nessuno
pareva avere una risposta a quella domanda; l'idea generale
era che l'amore, se amore era, avrebbe trovato una soluzione. Se
provate a pensarci insieme, tu e Jim, un modo deve saltare fuori, 
afferm Kay. Perch non va a vivere con tua zia Julia? Non la
sopporta, rispose Polly. Ma ha un appartamento enorme, disse
Kay. Potrebbe avere delle stanze tutte per s. E dei domestici
che si curerebbero di lui. Starebbe molto meglio che ammassato
con voi. Come farai quando devi invitare degli ospiti? Da tua
zia potrebbero portagli il pasto in camera. A quel concerto di
opinioni Polly oppose una muta ostinazione, ma inizi a chiedersi
se il matrimonio non fosse una prova pi dura di quanto non
credesse. L'insistenza delle amiche sull'importanza di far riuscire
il matrimonio le evocava un'immagine di fallimento; nella sua ignoranza
Polly aveva creduto che, salvo nel caso in cui il marito fosse
infedele, si vivesse per sempre felici e contenti, ma la classe
del '33 pareva essere dell'avviso che non si doveva abbassare la
guardia neanche un attimo, se si desiderava che il proprio matrimonio
funzionasse. Polly era pi che disposta a fare dei sacrifici,
provenendo da una famiglia numerosa ci era gi abituata, ma
non erano quelli che intendevano le sue compagne. Era importantissimo,
dicevano, che una donna preservasse la sua individualit,
solo cos avrebbe potuto tenersi stretto il marito. Ci che bisognava
sacrificare, evidentemente, erano le zavorre come il
proprio padre. Almeno, puntualizz Libby, non lo porterete
con voi in luna di miele? Certo che no, fece Polly, stizzita.
Ma presto la madre le scrisse, preoccupata, per sapere se era vero
che Henry li avrebbe accompagnati in luna di miele: Louisa Hartshorn
aveva sentito la notizia al Cosmopolitan Club.
L'unico rimasto sordo alla preoccupazione generale era Mr Andrews,
che fin dall'inizio aveva dato per scontato di andare a vivere
con gli sposini. Per lui il problema era architettonico: trovare
cio una sistemazione che potesse ospitare tutti e tre, e che non
fosse troppo costosa da sistemare. Stava cercando tra quegli appartamenti
con le stanze in infilata dell'Upper East Side, vicino al
laboratorio di Jim; ne aveva visto uno all'ultimo piano di uno di
quei palazzi costruiti ancora secondo la vecchia normativa, dove
avrebbe potuto sistemare dei lucernari per far arrivare la luce fino
alle stanze interne. Si sarebbero sposati quella primavera alla
fattoria, cos avevano progettato; i genitori di Jim sarebbero venuti
dall'Ohio, e il padre avrebbe officiato la cerimonia. La speranza
di Dottie era che Mr e Mrs Andrews per l'occasione potessero
riconciliarsi e si potesse fare un doppio matrimonio. Tuo
padre potrebbe fare da testimone a Jim, e tua madre farti da dama
d'onore. E viceversa. Originalissimo. Ammicc. Non ti piace l'idea, Polly?
Quando Jim venne a saperlo, disse a Polly che forse era meglio
tagliare la testa al toro e sposarsi in municipio. Polly fu d'accordo.
Cos, per non urtare i sentimenti di nessuno, non presero neppure
il padre di lei come testimone. Li spos un giudice di pace e partirono
quella sera stessa in cuccetta di seconda classe per trascorrere
la luna di miele a Key West. Dalla stazione inviarono dei telegrammi
per annunciare la cosa. Le amiche di Polly furono delusissime
perch non c'era stato un addio al nubilato e neppure una
classica festa di matrimonio coi regali. Ma capirono che un matrimonio
allegro, in quelle circostanze, sarebbe stato pi di quanto
lei avrebbe potuto sopportare. Il gruppo fu assai dispiaciuto per
Polly: le avrebbero inviato un omaggio floreale per telegramma, se
solo avessero saputo il suo indirizzo. Ma naturalmente lei e Jim si
tennero ben nascosti, a godersi quelli che probabilmente sarebbero
stati gli ultimi giorni della loro vita vissuti da soli. Nella suite
di Dottie al Plaza, alcune delle ragazze e dei mariti le dedicarono
un brindisi in absentia. Alla sua felicit! esclamarono in tutta
sincerit, facendo tintinnare i bicchieri. Se c'era una che se la meritava,
questa era lei, affermarono le ragazze. La solidariet degli
uomini era tutta rivolta a Jim Ridgeley, che non conoscevano, ma
dopo qualche giro di champagne, con Brook, il marito di Dottie,
che riempiva di continuo i calici, si trovarono concordi sul fatto che
doveva essere un uomo ben bizzarro per sopportare senza reagire una situazione simile.
...
.
...
Capitolo tredicesimo.
...
.
...
Una mattina presto, in marzo, Polly si present alla Payne
Whitney Clinic, reparto donne, per sottoporre a un esame metabolico
una paziente con problemi mentali che era stata ricoverata
la sera prima. Tornata dalla luna di miele, era rimasta a lavorare
all'ospedale: sperava di essere incinta, visto che non avevano preso
precauzioni. Se era cos (ed era ancora troppo presto per esserne
certi), non aveva senso iniziare un nuovo lavoro per poi lasciarlo
a ottobre. Jim veniva in ospedale tutti i giorni e pranzava con lei
nella saletta riservata allo staff, dove sotto il tavolo si tenevano
la mano. La sera, le compagne di classe di Polly erano tutte impegnatissime
a separarli, con una serie di cene in piedi date in loro
onore. Essendosi uniti ai ranghi di quelli sposati, a Polly e Jim
non era permesso sedersi vicini, ma dovevano tenere i loro piatti
in equilibrio sulle ginocchia agli angoli opposti di una stanza. Quelle
cene, in cui ciascuno era met di una coppia e viveva in un palazzo
con l'ascensore, davano a Polly un grande senso di estraneit.
Tutti i mariti, neanche a dirlo, stavano andando alla grande nelle
assicurazioni antincendio o in banca o nella stampa periodica,
e le sue compagne di corso, tranne alcune ribelli, che non erano
necessariamente le stesse ribelli del college, stavano trovando il
loro posto nella societ. Tuttavia c'erano delle sere in cui Polly
pensava, guardandole e ascoltandole, che doveva essere l'unica ragazza
della classe del Vassar '33 a essere felice.
Era chiaro a Polly che molte delle ex compagne sposate erano
deluse dai mariti e invidiavano chi, come Helena, non si era accasata.
In giugno la classe avrebbe festeggiato il quinto anno del diploma
e gi c'erano le prime divorziate. Di queste lepri parlavano
con ammirazione le tartarughe della classe. Si aveva l'impressione
che loro almeno avessero fatto qualcosa. Il divorzio
di Norine Blake era andata in un ranch vicino a Reno e adesso
si faceva chiamare Mrs Schmittlapp Blake le aveva guadagnato
un posto di riguardo negli annuari delle ex alunne, paragonabile a
quello di Connie Storey, che era diventata modella per Bergdorf,
o di Lily Marvin, che faceva la vetrinista per Elizabeth Arden, e
aveva surclassato la povera Binkie Barnes, che lavorava come sindacalista
per la ci e Bubbles Purdy, che stava studiando per diventare
predicatrice. All'interno del gruppo, solo Libby aveva
sfondato. Kay, una volta cos vitale, aveva smesso di fare da battistrada.
L'anno scorso correva voce che lei, che era stata la prima
del corso a sposarsi, sarebbe stata la prima a divorziare un bel
record. Ma stava ancora sgobbando da Macy's come dirigente di
medio livello e Harald scriveva sempre drammi che non venivano
mai rappresentati. Di tanto in tanto lavorava come direttore di
scena o regista in un teatro estivo, e la famiglia di Kay li aiutava
nei momenti di bisogno. Le opinioni, alle cene, erano divise: c'era
chi pensava che fosse Kay a essere una palla al piede per Harald
e chi pensava esattamente l'opposto. Nessuno li aveva visti
di recente, sembrava, a parte Dottie, che se ne era fatta un dovere
quell'inverno, e Helena, che li aveva invitati a cena al Savoy
Plaza quando i suoi genitori erano in citt. I due, raccontava Dottie,
adesso frequentavano una compagnia di vitaioli dediti al
poker, dove lei era conosciuta come Mrs Pete e Harald come
Mr Pete; le donne erano pi vecchie di Kay, avevano voci
profonde e strascicate, e chiamavano gli uomini Mr, compresi
i mariti. Le regole del gioco erano stabilite dal mazziere, e l'apertura
costava un quarto di dollaro; Harald era un vero giocatore
d'azzardo, ma Kay era solo una pivellina e teneva le carte in
maniera che tutti le potevano vedere e aveva una particolare predilezione
per la variante in cui fanno da jolly il due e i fanti di
cuori e di picche. Helena, per parte sua, aveva detto a Polly che
secondo la madre, gran dilettante di diagnosi, Kay era sull'orlo
dell'esaurimento nervoso.
La paziente  piuttosto refrattaria, l'infermiera avvert Polly
quella mattina nel corridoio, aprendo la porta chiusa a chiave.
Pu darsi che non collabori. La donna nel letto era Kay. Aveva
un enorme occhio nero e contusioni sulle braccia nude. Alla
vista di Polly in camice inamidato, scoppi in lacrime. Kay stava
paragonando le loro posizioni, intu Polly immedesimandosi in lei,
e cerc di ricordare se l'aveva mai vista piangere. Invece di fare
domande che avrebbero potuto turbarla ancora di pi, Polly prese
una pezzuola e le inumid la faccia gonfia. Quando vide che Kay,
contrariamente a quello che aveva detto l'infermiera, non opponeva
affatto resistenza, trovata la sua trousse in un cassetto del
com, ne tolse il pettine, e le riordin con delicatezza i capelli.
Non le porse uno specchio per via dell'occhio nero. Dopo qualche
istante, i singhiozzi di Kay si placarono; si tir su a sedere. Cosa
mi fai? chiese curiosa, guardando il recipiente cilindrico di
Polly. Sono venuta a farti l'esame del metabolismo basale, tutto
qui, rispose Polly. Non fa male. Lo so, disse Kay con
impazienza. Ma non ho fatto colazione! Questa protesta era
cos tipica di Kay che Polly si sent rassicurata. Con sua sorpresa,
tranne per l'aspetto, l'amica sembrava del tutto in s. Farai colazione
dopo, le disse. Facciamo questi esami a stomaco vuoto.
Ah, disse Kay. Dio, come sono contenta che tu sia qui!
Tu non sai le cose terribili che mi fanno, Polly. La sera prima, le
infermiere le avevano tolto la cintura. Non posso portare il vestito
senza la cintura. Le avevano preso anche la fusciacca della
camicia da notte (Guarda!) e avevano cercato di prenderle la fede,
ma lei non gliel'aveva permesso.  stata una battaglia terribile,
un vero e proprio incontro di lotta libera, ma poi  venuta la
caposala e ha detto di lasciarmela tenere per la notte. Un punto
per me. Dopo, mi hanno fatto aprire la bocca e hanno guardato se
ci fossero dei ponti mobili, anche se avevo gi detto che non ne
avevo. Se ci fossero stati, con ogni probabilit me li avrebbero tolti.
Devo dire che sono stata proprio tentata di morderle. Usc
nella sua sonora risata del West. Mi spiace di non averlo fatto.
Lanci una rapida occhiata a Polly in cerca di approvazione cosa
che Polly temeva fosse un pessimo sintomo. Kay era orgogliosa
di lottare con le infermiere, come se pensasse di essere ancora una
studentessa che si opponeva al decano o al rettore. Non aveva mai
sentito parlare delle camicie di forza? Pareva non rendersi conto
di dove fosse. Poi a Polly pass per la mente che magari Kay era
solo imbarazzata. Forse, continu Kay con tono diverso, pensano
che voglia suicidarmi. Non fanno che sbirciarmi da quegli spiragli
nella porta. Si aspettavano che mi impiccassi con la cintura?
E cos'avrei potuto fare con la fede? Ingoiarla. La risposta di
Polly fu pronta: pensava che le infermiere avrebbero fatto meglio
a spiegarlo a Kay.  la routine usuale, disse, sorridendo. Tolgono
a tutti la cintura e la fede. Sono sorpresa che te l'abbiano lasciata
tenere. E tutte le stanze su questo piano hanno gli spiragli.
Come in una prigione, disse Kay. Spioncini, non li chiamano
cos? Gli occhi le si riempirono di nuovo di lacrime. Harald
mi ha tradita. Mi ha messa qui e mi ci ha lasciata. Ha fatto
finta che fosse l'ospedale normale.
Ma cos' successo? Perch sei qui? Prima dimmi dove sono.
Non lo sai? disse Polly. Immagino che sia un manicomio, 
rispose Kay. Anche se le infermiere continuano a ripetermi Oh,
no, cara. Niente del genere. E solo un posto dove le persone nervose
possono riposare. Mi sono resa cos ridicola ieri sera quando
mi hanno portata qui. Ho chiesto dov'era il telefono, subito.
Avevo voglia di parlare con qualcuno. Hanno detto che non ci sono
telefoni nelle stanze. Cos ho chiesto Perch no? ma non mi
hanno dato una spiegazione. Avrei dovuto capirlo allora, ma invece
ho pensato che forse era un'ala economica dell'ospedale, tipo
un braccio carcerario appena un po' abbellito, e che Harald mi
avesse messo qui per risparmiare tu sai com' fatto. Poi ho chiesto
una radio, e non me l'hanno data. Perch? ho chiesto. Hanno
detto che  contro le regole. Questo  molto strano, ho detto
io: avevo un'amica che ha partorito proprio qui al New York Hospital
un anno fa, e lei aveva la radio. Lo ricordo benissimo. Fece
una smorfia. Devono aver pensato che ero matta. Subito dopo,
mi hanno tolto la cintura. Loro pensano che tu sia matta, 
la interruppe Polly. Sei alla Payne Whitney. E un ospedale privato
per malati di mente, annesso al Cornell Medical Centre. Questo
 il reparto accettazione, dove smistano i pazienti.
Kay trasse un profondo e lungo sospiro. Chiuse gli occhi. Va
bene. Adesso lo so. Dovevo sentirlo dire da qualcuno per crederci.
Ma raccontami come sei arrivata qui, chiese Polly con dolcezza,
accarezzando la testa china dell'amica. Kay apr gli occhi.
Mi crederai? disse. Qualcuno deve credermi. Certo che ti
creder, disse Polly con tono affettuoso. Era giunta alla scioccante
conclusione che ci fosse stato un errore come a volte succedeva
negli ospedali. Petersen era un nome comune, almeno scritto
Peterson, che era come l'avevano scritto sulla cartella di Kay.
Terribile, se Kay fosse arrivata con un'appendicite e l'avessero
mandata l per sbaglio! Ma restava da spiegare l'occhio nero. 
stato Harald, disse Kay con voce spenta. Mi ha picchiata dopo
che aveva bevuto. Quand' successo? Sembra tanto tempo fa,
ma direi ieri mattina. S, ieri mattina. Ha bevuto di mattina?
Non l'avevo visto per tutta la notte. Quando  tornato, alle sette,
l'ho accusato di essere stato con una donna. Una cosa stupida,
da parte mia, accusarlo quando aveva bevuto, lo so. Dovevo aspettare
che fosse sobrio. Polly represse una risata: le autocritiche di
Kay erano sempre eloquenti. Ma ero un po' isterica, temo. Avevamo
avuto ospiti per l'aperitivo, ed eravamo tutti un po' brilli.
Poi quando sono andati via, circa alle sette e mezzo, mi sono messa
a preparare la cena, e avevo bisogno di cetriolini sottaceto per
una salsa. Cos ho mandato Harald fuori a comperarne in una
gastronomia, e lui non  pi tornato. Mi rendo conto che  stata una cosa sciocca: avrei potuto usare l'India relish.
NOTA. E' una salsa di complessa composizione in spezie e verdure, il cui principale ingrediente  costituito dai cetrioli. FINE NOTA.
Ma la ricetta richiedeva espressamente i cetriolini sottaceto. Comunque, non 
tornato fino al mattino. Avrei dovuto far finta di dormire lo capisco
adesso. Invece, l'ho affrontato. Gli ho detto che era stato
con Liz Longwell tu non la conosci, ma giochiamo a poker con
loro. Si  laureata a Bryn Mawr nel '29, e suo marito  via, a seguire
una causa a Washington. Al che Harald ha detto che era stufo
che io pensassi sempre male, e mi ha colpita. Sai, ho visto le stelle,
come nei fumetti. E stata una cosa stupida, ma l'ho colpito anch'io.
Poi mi ha steso e dato un calcio nello stomaco. Cos'avrei dovuto
fare, Polly? Rialzarmi e aspettare che si pentisse il giorno dopo?
So che quella  la tecnica giusta, ma non ho la pazienza. Sono
saltata su e mi sono precipitata in cucina. Mi  corso dietro, e io
ho afferrato il coltello per il pane. Non ho preso il trinciante apposta
perch era affilato da poco e non volevo spaventarlo troppo.
Solo quel tanto che bastava per farlo tornare in s. Ho sventolato
il coltello e ho detto: Non provare ad avvicinarti! Lui me l'ha
fatto cadere di mano. Poi mi ha spinto nello spogliatoio e ha chiuso
la porta a chiave. Ho aspettato l per un po', cercando di mantenere
il controllo di me stessa e di ascoltare cosa faceva. Alla fine,
l'ho sentito russare. Non gli era venuto in mente che era tardi
e che dovevo andare a lavorare. Ho bussato alla porta; poi l'ho
colpita con forza; poi mi sono presa una pausa per vestirmi e ho bussato
ancora. Piangevo e singhiozzavo. E dall'altra stanza non arrivava
il minimo rumore: aveva anche smesso di russare. Non riuscivo
a vedere dal buco della serratura perch aveva lasciato la chiave
nella toppa. Poteva essere morto.
Alla fine ho sentito suonare il campanello d'ingresso. Erano
i due ragazzi dell'ascensore, che chiedevano cosa succedeva. Harald
si  alzato e ha parlato attraverso la porta, dicendo di andarsene.
Ma mi sentivano piangere da dentro: non riuscivo a smettere.
Oh, povera Kay! Aspetta! disse Kay. Non hai ancora
sentito cosa  successo dopo. I ragazzi dell'ascensore se ne sono
andati e subito dopo  arrivata la polizia. Harald ha aperto la porta,
fresco come una rosa. Si era messo a letto vestito e dopo quel
po' di sonno doveva sembrare sobrio, anche se puzzava di alcol. I
poliziotti sono entrati erano in due e hanno voluto sapere cosa
stava succedendo. Io ero cos terrorizzata che avevo smesso di
piangere. Ma poi attraverso la porta ho sentito che Harald diceva
che stavamo provando la scena di un dramma.
Polly trattenne il fiato. Ci hanno creduto? All'inizio no.
Vorremmo sentire la versione di sua moglie, hanno detto. Si
sta vestendo, ha detto Harald. Quando si  vestita, confermer
quello che vi ho detto. Poi si  offerto di fare il caff, che era una
scusa per farli andare in cucina. Ha messo su la macchina del caff
e li ha lasciati l al tavolo del tinello. Poi  venuto in soggiorno e
senza fare rumore ha aperto la porta dello spogliatoio. Sei pronta,
cara? ha detto. Ci sono dei signori della polizia che vogliono
parlarti. Ho dovuto decidere in fretta: sapevo che contava sul
fatto che lo sostenessi e il solo pensiero, dopo quello che aveva fatto,
mi faceva rabbia. Ma dovevo aiutarlo. Sai, ha dei precedenti
penali, anche se non sembrava che quelli lo sapessero. Mi sono lavata
e mi sono messa un sacco di cipria e sono venuta fuori. L'occhio
nero non si vedeva. Ho confermato la sua versione. Mio marito,
ho spiegato, era un drammaturgo, e io avevo fatto tirocinio
da regista: stavamo provando la scena di un suo lavoro.
Loro cos'hanno detto? All'inizio hanno detto che era uno
strano momento per fare le prove di un dramma, ma ho spiegato
che Harald aveva lavorato fino a tardi in teatro i ragazzi dell'ascensore
lo avevano visto tornare a casa e che io recitavo il ruolo della protagonista con lui prima di andare a lavorare al grande
magazzino. Poi hanno chiesto di vedere il copione. Ero sicura che
fossimo spacciati. Ma Harald devo dire che la sua  stata una
mossa da maestro ha pensato molto in fretta e ha tirato fuori dall'armadio
uno dei suoi vecchi lavori. Alla fine del secondo atto c'
una scena violenta tra un uomo e una donna. Ha dato il testo al
tenente, aperto in quel punto, e ha chiesto se voleva sentirci recitare
la scena. Il tenente ha detto di no. Ha letto una mezza pagina;
hanno finito il caff e sono andati via, dicendoci di non provare
pi in un edificio residenziale. Noleggiate una sala, ha detto
il tenente, facendomi una bella strizzata d'occhi. Harald gli ha
promesso dei biglietti per lo spettacolo, per quando fosse andato in scena.
Devi essertela cavata molto bene, Kay, dichiar Polly ammirata.
 quello che ho pensato, disse Kay. Ma appena se ne
sono andati, invece di ringraziarmi per averlo salvato dall'arresto,
Harald ha ricominciato a insultarmi. Ha detto che come al solito
stavo distorcendo tutto e che era stato lui a salvare me dall'arresto.
Negavo forse di averlo aggredito con un coltello da macellaio?
Era un coltello per il pane, gli ho detto. Particolare di poco
conto, ha detto lui. Quando ho detto che mi ero limitata a brandirlo,
ha sorriso con aria di superiorit. Dovevi vederti, mia cara.
 un'immagine che non dimenticher mai. Ho visto l'assassino
all'improvviso, di mia moglie Kay aveva il viso Ha sul serio
citato Shelley? si meravigli Polly. Sono versi suoi? S,
l'ha fatto, rispose Kay, piuttosto orgogliosa. Harald ha una cultura
pazzesca. Comunque, ha detto che se non ricordavo di essermi
scagliata contro di lui con un coltello, allora soffrivo di amnesia
e avevo bisogno di cure psichiatriche. Al che io ho ricominciato
a piangere: mi sembrava cos inutile discutere con lui. Avrei
dovuto andare al lavoro e basta, dopo essermi accorta che era stanco
e ancora sotto l'influenza dell'alcol. Ma continuavo a piangere,
il che gli ha dato la scusa di dire che ero isterica. Si  infilato il
cappello e il cappotto. Andava da Norine Blake, ha detto, per vedere
se lo lasciava dormire qualche ora in pace in camera sua sta
ancora nella stessa casa dove stava con Put. Se vai da lei, non ti
perdoner mai, ho detto io in tono melodrammatico, sbarrandogli
la strada. Lui se ne stava li e mi squadrava dalla testa ai piedi.
Era di nuovo la mia folle gelosia, diceva. Ero caduta cos in basso
da sospettare della mia migliore amica. Questo non ti dice qualcosa
di te stessa, Kay? Be', mi sono sentita piuttosto squallida,
anche se non mi riferivo al sesso. Non penserei mai che Harald
vada a letto con Norine non  il suo tipo. Ma ero gelosa del fatto
che andasse l e che desse a Norine la possibilit di dire a tutti
che era andato da lei perch a casa non gli davo pace. Per me,
era pi una questione di slealt che di adulterio. Ma ci  andato lo
stesso, dicendo che avrebbe mandato Norine a calmarmi difficilmente
potevo accusarlo di fornicare con lei se lei era l con me.
Non avevo granch voglia di vedere Norine ma ho acconsentito a farla venire.
Dopo un po'  arrivata e ha detto che Harald l'aveva implorata
di calmarmi, che era spaventato dallo stato in cui ero. Ho ammesso
che non era la prima lite che avevamo avuto: negli ultimi
tempi litigavamo sempre. Ti ha picchiata altre volte? Chiese
Polly seria. No. Be', s. Ma molto tempo fa, e non ne ho mai parlato
con nessuno. Norine ha detto che dovevo andare in ospedale
per qualche giorno e stare in riposo assoluto: non potevo rilassarmi
se io e Harald eravamo confinati in quell'appartamento di due
stanze. Se preferivo, ha detto, potevo andare da lei. Ma io non volevo.
Tiene la casa malissimo, e oltretutto sarebbe stata come la
prova che ci eravamo separati. Ha fatto il t, e abbiamo parlato,
e all'ora di pranzo  tornato Harald con dei tramezzini della
gastronomia. Questo mi ha fatto pensare ai cetriolini sottaceto e alla
mia salsa, e ho ricominciato a piangere. Vedi? ha detto Harald
a Norine. Solo a vedermi scoppia in lacrime. Non ho raccontato
dei cetriolini, perch Norine avrebbe pensato che ero pazza
a farlo uscire per una ricetta. Pensa che io cucini in maniera
compulsiva. Abbiamo parlato tutto il pomeriggio, e mi hanno convinto
che dovevo andare in ospedale, dove avrei potuto riposare,
leggere e ascoltare la radio. Poi, quando mi fossi riposata, Harald
e io avremmo potuto decidere cosa volevamo fare del nostro matrimonio.
Ma in realt a decidere  stata la mia assicurazione sanitaria.
Appena Norine ha sentito che avevo la Blue Cross, si  attaccata
al telefono, a controllare col suo medico se avrei potuto
usufruirne prendendo una stanza privata. Lui ha detto di s, se pagavo
la differenza. Cos prima che io me ne rendessi conto aveva
gi sistemato tutto in modo che andassi all'Harkness. Non volevo
andare all'Harkness: il New York Hospital  molto meglio mi
era piaciuta tanto la stanza che aveva Priss con quelle tende gialle
di tela grezza e quelle pareti bianchissime: aveva un'aria cos
moderna. Harald ha detto di accontentarmi, e Norine ha richiamato
il medico: le ha detto che non esercitava al New York Hospital
ma che poteva farmi ricoverare tramite un altro medico. Abbiamo
aspettato, facendo un bridge in tre, fino quando hanno telefonato
per dire che avevano una stanza per me. Intanto si era
fatta notte. Ho preparato una borsa, e Harald mi ha accompagnata
in tass; quando abbiamo chiesto all'ingresso principale, hanno
telefonato e ci hanno mandato in quest'altro edificio. Abbiamo
pensato che fosse una dpendance. Harald mi ha portato dentro e
poi  entrato in un ufficio a compilare dei moduli mentre io aspettavo
nell'atrio.  venuta un'infermiera, mi ha preso la valigia e ha
detto che Harald poteva andare: il dottore mi avrebbe visto subito,
e poi mi avrebbero accompagnata in camera.
A quel punto, era la cosa che desideravo di pi: in effetti mi
sentivo esausta, e al pensiero di un frapp a letto e di una frizione
con l'alcol e di infermiere che si prendevano cura di me e di non
dovermi alzare la mattina, ero contenta che Harald e Norine mi
avessero convinta. Forse mi faceva bene stare lontana da Harald
per un po', anche se poteva sempre venire al pomeriggio a preparare
i cocktail, come il marito di Priss ti ricordi. Seduta l nell'atrio,
stavo appena incominciando a chiedermi dov'erano il negozio
dei regali e il fioraio e la biblioteca circolante, quando un
dottore alto  uscito da un ambulatorio per parlarmi. Sembrava
curiosissimo di sapere come mi ero fatta l'occhio nero. Ho riso e
ho detto che avevo sbattuto contro una porta, ma lui non  stato
alla battuta. Ha continuato a insistere finch alla fine ho detto
Non glielo dico. Non vedevo perch dovesse sapere cos'era successo
tra Harald e me. Dovremo chiederlo a suo marito, allora,
ha detto. Chiedeteglielo pure! ho detto io con aria impertinente,
e anzi mi domandavo cos'avrebbe detto Harald. Ma a quel punto
ovviamente Harald se n'era andato. Il dottore mi ha fatto portare
dall'infermiera su in questa stanza deprimente, cos grigia,
senza bagno, senza telefono, senza niente. Ho deciso, comunque,
di non protestare, ma di andare a letto e di chiedere la mattina dopo
che mi cambiassero di stanza. Mentre pensavo questo, le infermiere
si sono messe all'opera e mi hanno perquisita. Non riuscivo
a crederci. Hanno frugato persino nella trousse e mi hanno
preso i fiammiferi. Se volevo una sigaretta, hanno detto, dovevo
farmela accendere da un'infermiera. Ma e se voglio fumare a letto?
Contro le regole, hanno detto: potevo solo fumare nella saletta
comune o se con me nella stanza c'era qualcuno del personale.
Vorrei una sigaretta adesso, ho detto. Ma l'infermiera ha detto
di no: dovevo andare a letto subito. Mi ero gi resa conto, a
quel punto, che non poteva essere l'ospedale normale, ma erano
comunque dei brutti colpi, uno dietro l'altro. Ero ben decisa a non
farmi spaventare e a comportarmi nel modo pi naturale possibile.
Quando l'infermiera se n' andata, mi sono messa a letto e stavo
giusto incominciando a leggere il giornale del mattino, cosa che
non ero ancora riuscita a fare, quando a un tratto  mancata la luce.
Mi sono detta che doveva essere la lampadina e ho suonato.
Alla fine l'infermiera ha aperto la porta. Non funziona la luce, 
le ho detto. Pu vedere di sistemarla, per favore? Ma evidentemente
l'aveva spenta lei, da un interruttore esterno. Le ho detto
di riaccenderla, e lei si  rifiutata. E cos me ne sono rimasta da sola al buio.
Polly le strinse la mano.  la solita routine del reparto accettazione, 
disse. Finch la nuova paziente non  stata vista
da uno psichiatra, prendono delle precauzioni. Ma ho visto quel
dottore ieri sera. Non era uno dei titolari. Solo un interno, probabilmente,
di guardia la notte. Perch indagava tanto sul mio
occhio nero? Questa  la cosa che ancora non capisco. Si pensa
che le lesioni se le infligga il malato stesso. Quando ha visto che
non gli rispondevi, ha pensato che stessi cercando di nascondere
proprio questo. Ma perch dovrei farmi un occhio nero? I malati
lo fanno, disse Polly. O se lo procurano gettandosi contro
un'auto in corsa, o gi dalle scale o da un argine. Quando vedi lo
psichiatra stamattina, dopo colazione, devi dirgli la verit sul tuo
occhio. Vorr lo stesso una conferma da Harald. Una conferma
da Harald! Kay ripet indignata. E se mente? Comunque,
non voglio vedere uno psichiatra. Voglio andarmene di qui. Subito.
Non puoi, disse Polly. Finch non hai visto uno psichiatra.
Se gli racconti tutta la storia, pu darsi che ti lasci andare.
Non saprei, Kay. Faresti meglio a far chiamare Harald immediatamente.
Gli telefono io appena avremo terminato l'esame. Temo
che se ti ha fatta internare, dovr essere lui a tirarti fuori. Altrimenti,
la procedura  piuttosto lunga. Harald mi ha fatta internare? 
esclam Kay. Deve essere cos, disse Polly. A meno
che non ti sia fatta ricoverare da sola.  cos? No. Kay disse
con decisione. Devono essere stati quei moduli che ha riempito
nell'ufficio, disse. Le due ragazze spalancarono gli occhi. Ma
questo significa, disse Kay piano, che sapeva che razza di posto
era quando mi ha lasciata qui. Polly non parlava. Vero, Polly? 
sugger Kay, a voce pi alta. Ti ho appena detto che mi ha
tradita. Ma non intendevo questo, te lo giuro. Ero convinta che
entrambi pensassimo di trovarci in un'ala dell'ospedale normale.
Forse, sugger Polly speranzosa, Harald non si rendeva conto
di quello che stava facendo. No. Kay scosse la testa. Harald
non firma mai niente senza sapere con esattezza di cosa si tratta.
Ne va fiero. Rif sempre lui il conto al ristorante e si fa dire
dal cameriere a cosa corrisponde ogni voce. A volte vorrei sprofondare.
E legge tutte le clausole scritte in piccolo nei contratti d'affitto.
Quindi lo sapeva. Appoggi il mento sulla mano; il suo occhio
nero risaltava livido sulla faccia, che a poco a poco aveva perso
colore. Adesso aveva un'aria smunta e vecchia. Polly diede
un'occhiata all'orologio. Vieni! ordin. Facciamo il metabolismo.
Poi parliamo.
Polly voleva del tempo per riflettere. Kay soffiava nel grosso
cilindro e lei teneva d'occhio il riquadro degli indicatori. La stanza
era silenziosa. Era molto preoccupata per Kay. Le sfior la mente
il terribile pensiero che Harald, per qualche sua ragione personale,
volesse sbarazzarsi di lei per un certo tempo e l'avesse rinchiusa
l apposta, usando Norine come strumento. O poteva darsi
che Harald e Norine fossero amanti e progettassero di annientarla?
Ma queste cose non succedevano nella vita reale, non pi. E
cos'avrebbero guadagnato da una manovra del genere? Motivi per
il divorzio? Ma se Harald lo voleva, Kay glielo avrebbe concesso di sicuro.
Era quasi peggio pensare che Harald e Norine si fossero convinti
che Kay fosse davvero malata di mente. Poteva darsi che l'avessero
spinta a ricoverarsi a fin di bene. Se Harald immaginava
di agire per motivi lodevoli, la povera Kay era bell'e spacciata. Ricordando
il coltello per il pane, Polly rabbrivid. Un uomo che poteva
convincersi che Kay fosse pericolosa poteva facilmente convincere
uno psichiatra l'onere della prova grava sul paziente, e
come poteva Kay provare cosa le era passato per la mente?
Ma c'era un'altra possibilit, pi consolante. Si poteva supporre
che Harald non si fosse reso conto di mettere Kay alla clinica
Payne Whitney, ma che avesse firmato le carte per il ricovero
come una sorta di scherzo sardonico, una volta che le cose erano
andate in quel verso per un qualche disguido amministrativo
(che Polly avrebbe potuto facilmente verificare)? L'ipotesi rientrava
alla perfezione nello stile di Harald. Polly annu dentro di
s. Se lo immaginava benissimo cedere a un impulso burlone e firmare
con uno svolazzo, sollevando malignamente un sopracciglio
e scuotendo con gufesca solennit un indice nella sua fantasia. Ma
in quel caso sarebbe di certo tornato quella mattina per portar via
Kay. Poteva darsi che fosse gi l, che aspettava di sotto, con un
mazzo di fiori, per farla trasferire in grande stile nella stanza con
le tende gialle di tela grezza.
Quest'idea sollev Polly. Conoscendo Harald, era la spiegazione
pi naturale. Sorrise. Le pass per la mente che tutta la faccenda
era un po' colpa di Kay: se avesse accettato di andare allo
Harkness Pavilion, in questo momento sarebbe magari l ad ascoltare
la radio, con un'allieva infermiera che le sistema i cuscini e le
offre il succo di frutta di met mattina da sorbire con la cannuccia di vetro.
L'esame metabolico era finito. Era una manna insperata poter
dire a Kay che aveva valori perfetti. I vari dati davano un risultato
pari allo zero, cosa rarissima. Senza dubbio questo spiegava
la sua energia. Il suo organismo era in perfetto equilibrio.
Polly sapeva che non era prova di sanit mentale; tuttavia sentiva
che era di buon auspicio. E Kay si illumin come se la macchina
le avesse espresso la propria ammirazione. Aspetta solo
che lo dica a Harald! esult. Polly doveva fargli assolutamente
capire che Kay era la prima paziente, nella sua esperienza, a totalizzare zero.
Mentre la cameriera serviva la colazione a Kay, Polly usc in
fretta per informarsi se Harald per caso stesse aspettando di sotto.
L'infermiera disse che non era arrivato nessun messaggio. Chiami
e controlli, per favore, disse Polly. Mrs Petersen  una mia
vecchia amica. Torn nella stanza di Kay. Dopo un attimo comparve
l'infermiera. No, Mrs Ridgeley. No che cosa? chiese
Kay. Non ho un appuntamento alle dieci in agenda, Polly ment
con prontezza. Dato che Kay non aveva condiviso la sua speranza,
non c'era motivo che condividesse la sua delusione. Telefoner
a Harald, disse. Fantastico, rispose Kay, spalmando la
marmellata sul pane tostato. Il risultato del metabolismo basale
sembrava averle restituito il suo naturale ottimismo. Ci sentiamo
meglio stamattina, vero? disse l'infermiera. Mangi tutto, cara, e l'aiuter a vestirsi.
A casa di Kay non rispondeva nessuno. Tanto meglio, si disse
Polly: Harald doveva essere per strada. Comunque, chiam Jim al
Centro e gli raccont in breve cos'era successo. Lui promise di venire
presto e di fare un salto a vedere Kay prima di pranzo. Se
 ancora qui, ovviamente, specific Polly. Sar l, disse Jim.
Adesso non fare il cinico, disse Polly. Nella sua stanza, Kay,
con addosso un vestito marrone, che in effetti avrebbe avuto bisogno
di una cintura, stava preparando la borsa. L'hai trovato? 
chiese. Polly spieg che doveva essere per strada, diretto all'ospedale.
L'infermiera fece l'occhiolino a Polly. Sembra che a Mrs Petersen
non piaccia stare qui da noi, scherz. Preferirebbe andare
a casa dal suo maritino. Non vuole che prepari le mie cose, 
disse Kay a Polly. Le ho spiegato che  tutto un errore.
Dovrei essere al New York Hospital. L'infermiera sorrise con
grande tatto. Kay non sapeva che una delle illusioni pi comuni
tra i malati di mente era di essere l per errore. Vado, adesso,
Mrs Ridgeley, disse l'infermiera. Si rivolse a Kay. Anche Mrs
Ridgeley ha il suo lavoro da fare. Non deve tenerla qui a chiacchierare.
Polly venne in aiuto di Kay. Rimango con lei qualche
minuto, disse. Suo marito viene a prenderla. Capisco! 
disse l'infermiera, con un leggero sbuffo. Evidentemente pensava
che Polly sbagliasse a incoraggiare le false speranze della paziente.
Verr davvero, secondo te? disse Kay, quando furono sole.
Certo, disse Polly. Accese una sigaretta per ciascuna. Guardarono
tutte due l'orologio. Dovrebbe essere qui nel giro di un
quarto d'ora, disse Kay. Se quando hai chiamato era appena
uscito. Venti minuti, disse Polly. Ci vogliono cinque minuti
a piedi dall'autobus della Prima Avenue. Forse ha preso il tass.
Fumarono. Kay non era pi tanto loquace, e i tentativi di Polly
di introdurre nella conversazione argomenti non personali fallirono.
Il loro pensiero era fisso su Harald, volevano che arrivasse
al pi presto. Kay prese il giornale del giorno prima, per leggere
Lucius Beebe. Harald lo conosce, disse. Improvvisamente sentirono
delle urla dal fondo del corridoio e qualcuno che correva,
con suole di gomma. Oh mio Dio, disse Kay. Non  niente, 
disse Polly. Una delle pazienti si  eccitata un po', ecco tutto.
Ci penseranno le infermiere. Che cosa le fanno? chiese Kay.
La mandano di sopra, disse Polly. Al reparto per i violenti,
su al settimo o all'ottavo piano. Quando una malata in isolamento
sembra migliorare, la mandano qua sotto in prova, per vedere
come si comporta col gruppo delle nuove pazienti. Ma molto
spesso deve essere allontanata. Sar quello che sta succedendo
adesso. Sentirono il rumore di una colluttazione. Useranno la
camicia di forza? Kay volle sapere. Se devono, disse Polly.
Ascoltarono. Una nuova voce, pi vicino alla stanza di Kay, aveva
preso a mugolare come un cane. Si sentirono altri arrivare di corsa,
e Polly distingueva il passo pi pesante di un dottore o di un
inserviente uomo del reparto violenti. Kay si aggrapp a Polly.
Udirono una voce maschile dare un ordine. Poi fu tutto tranquillo.
Hanno le celle imbottite di sopra? sussurr Kay. S, 
disse Polly. Penso di s. Ma non ci sono mai stata. Dentro di
s era furiosa, per Kay perch doveva succedere proprio quella
mattina? Jim aveva ragione quando criticava l'ospedale per quella
che chiamava la bolgia del reparto accettazione: bisognava essere
ben insensibili per mettere a contatto persone molto malate
con persone che non avevano ancora sconfinato con la follia. Le
nuove pazienti, che potevano solo avere un leggero esaurimento
nervoso, o quelle molto giovani, quasi bambine, rimanevano scioccate
da quello che sentivano e vedevano i primi giorni. Polly ne
aveva appena avuta una dimostrazione vivente: Kay tremava ancora.
Mi ricordo al college, disse, quando, per Psicologia, abbiamo
visitato il manicomio di stato. Allora non avrei mai pensato. 
Gli occhi le si riempirono di lacrime: non fin la frase. Polly! disse. E se gli dice che sono pazza?
Ma Harald non era ancora arrivato quando, dopo mezz'ora,
Polly dovette andare: l'infermiera venne a dire che era richiesta
immediatamente nell'edificio principale per un'analisi del sangue.
Va' pure, disse Kay. Non preoccuparti per me. Ho dei libri
da leggere. Polly si tratteneva. Vorrei lasciarti dei fiammiferi...
Ma non voglio farti avere problemi... Se viene lo psichiatra... Si
interruppe. Quello che stava per dire era Sta' attenta. Invece,
disse: Non ti preoccupare. Qualsiasi cosa succeda, Kay, Jim sar
qui prima di pranzo. Kay annu e sfoggi un sorriso poco
convincente. Guard Polly che metteva via le sue apparecchiature.
Va', disse. Cosa aspetti? Polly spinse il carrello fuori della
porta. Il corridoio era vuoto. Tutte le porte erano socchiuse: le altre
pazienti dovevano essere alla ginnastica mattutina. Non c'era
altro da fare quelle erano le regole ma Polly si sent spietata a
farlo: Sono la carceriera di mia sorella? le disse la coscienza.
Com'erano quei raggelanti versi di Dante che suo padre aveva citato
quando l'avevano rinchiuso alla Riggs? E io senti' chiavar
l'uscio di sotto I a l'orribile torre... Prese la chiave e chiuse dentro Kay.
Dall'altra parte della porta, Kay sent girare la chiave e cap che
era stata Polly. Non la biasimava. Non biasimava neanche il perfido
Harald. Presto, dal suo ambulatorio, Polly avrebbe cercato di
chiamarlo. Ma Kay aveva perso le speranze che rispondesse. Probabilmente
non aveva passato la notte a casa: era da qualche parte
con una donna. E nemmeno pensava si sarebbe fatto vedere all'ospedale.
Ci di cui aveva il terrore da cinque anni si era verificato:
l'aveva lasciata. Non come gli altri mariti, dopo lunghe
discussioni e avvocati e spartizioni di mobili. Aveva sempre saputo
che Harald, un giorno, sarebbe semplicemente scomparso. N
lei n i genitori di lui n nessuno che lo conosceva lo avrebbero
pi rivisto. Sarebbe riaffiorato, come un sottomarino, nel Middle
West o in America del Sud con una nuova identit. Fin dall'inizio
per lei era stato un mistero, e misteriosamente sarebbe svanito
nel nulla. Lasciarla rinchiusa in un ospedale psichiatrico, come
uno legato nello sgabuzzino dai ladri, sarebbe stata proprio tipico
suo. Alla fine, supponeva, avrebbe dovuto farlo dichiarare morto,
e anche questo sarebbe stato tipico. Sentiva lo squillo gracchiante
della sua risata, come quello del gallo della Patb, giungere dai
quattro angoli della terra.
E fino alla morte non avrebbe mai saputo se le era stato infedele.
Non avrebbe nemmeno avuto quell'ultima soddisfazione. Avvilirla
e tormentarla era il suo unico scopo. Lei aveva cercato di legarlo
con le cose materiali, ma lui sgusciava via come Houdini. Se
l'avesse lasciata, non avrebbe nemmeno portato via la macchina
da scrivere che gli aveva comperato per Natale, a un saldo. Quella
era un'altra cosa. Lui sapeva che lei lo ammirava e voleva che
avesse successo, ma frustrava le sue speranze come facesse apposta.
A volte lei pensava che procrastinasse il successo fino a portarla
oltre il limite della sopportazione: non appena lei avesse mollato
il colpo e l'avesse lasciato, il suo nome l'avrebbe schernita dalle insegne luminose.
Aveva davvero pensato di lasciarlo. L'anno prima, Norine aveva
accarezzato il progetto di andare tutte e due a Reno in autostop.
Norine sosteneva che Kay, restituendo a Harald la sua libert,
ne avrebbe anche liberato le energie creative. L'idea aveva
mezzo tentato Kay, come uno splendido sacrificio, anche se aveva
insistito per andare in treno. Ma non l'aveva detto a Harald per
paura che fosse d'accordo, il che avrebbe privato il progetto della
attrattiva. Poi una sera che avevano ospiti Harald le aveva detto,
sorridendo: Ho sentito, Kay, che stai progettando di divorziare.
E di nuovo non aveva capito se gli sarebbe dispiaciuto o no.
Aveva l'aria di essere segretamente divertito, ma, per quanto glielo
domandasse, non riusciva mai a fargli dire cosa c'era di divertente,
se c'era qualcosa di tanto divertente, nel fatto che lei volesse divorziare.
Probabilmente lui non prendeva la cosa sul serio perch pensava
che lei lo amasse. E in questo si sbagliava. Lo aveva amato all'inizio,
pensava, ma lui l'aveva tormentata cos a lungo con la sua
inafferrabilit che in tutta onest non capiva, ora, se anche solo le
piacesse. Se fosse stata sicura di lui, avrebbe potuto scoprirlo. Ma
le cose non erano mai rimaste stazionarie abbastanza a lungo perch
lei decidesse. Talvolta le veniva in mente che Harald non volesse
che lei fosse sicura di lui per paura di perdere fascino: era una
lezione che aveva imparato in qualche manuale, come di quelle tabelline.
Ma Kay gli avrebbe potuto dire che lui per lei sarebbe stato
molto pi attraente se si fosse potuta fidare. Non potevi amare
un uomo che giocava continuamente a nascondino con te: quella era la lezione che lei aveva appreso.
Be', poteva dire Harald, se era cos, perch si affliggeva? Perch
adesso si sentiva col cuore infranto? Kay cerc di rispondere
a questa domanda. Soffriva, decise, per un Harald-che-non-era-mai-esistito,
non per il vero Harald. Ma se perdeva il vero Harald,
che non era poi un granch, avrebbe perso il suo unico legame con
l'Harald che non era mai esistito. Allora sarebbe finito davvero,
il suo sogno. Distesa nel letto, pensava. C'era qualcos'altro. Aveva
sempre disprezzato i falliti, ma se Harald l'aveva lasciata era lei a essere una fallita.
Alle undici e mezzo bussarono alla porta. Era un giovane psichiatra
con gli occhiali. Speravamo di vedere Mr Petersen questa
mattina, disse con aria di disapprovazione, cos che Kay si
sent in dovere di scusarsi. Mentre lei gli raccontava la sua storia,
prendeva appunti. Quando Kay ebbe finito, senza fiato, e mentre
aspettava di sentire il verdetto, lui rimase seduto per alcuni minuti
in silenzio, sfogliando il suo taccuino. Perch d tanta importanza
alla sua cintura? chiese all'improvviso. Le infermiere
del turno di notte hanno riferito che si  ribellata la prima volta
quando le hanno chiesto di consegnare la cintura. E una nota
qui dice che ne ha parlato anche a Mrs Ridgeley e a Mrs Burke,
l'infermiera del turno di giorno. Polly le ha detto questo? 
esclam Kay, ferita e sconcertata. Mrs Ridgeley si chiedeva se
non potessimo fare un'eccezione e ridargliela. Ma ovviamente, come
Mrs Ridgeley dovrebbe sapere, non possiamo fare un'eccezione
finch non abbiamo visto suo marito. Di nuovo la guard con
fare accusatorio, come fosse colpa sua se Harald non era venuto.
Non  colpa mia, inizi. Solo un attimo, disse lui. Vedo
che ha usato le espressioni colpa sua, colpa mia ed altre equivalenti
trentasette volte nel corso della nostra chiacchierata. Vorrebbe
darmi la sua spiegazione in proposito?. Kay era sbalordita.
Non capisco, disse. Mi era stato promesso che quando
avessi visto uno psichiatra, sarei potuta andare all'ospedale normale.
Nessun responsabile dell'ospedale pu averle fatto una simile
promessa, replic lui secco. Temo sia una sua fantasia,
Mrs Petersen. Kay arross. Era vero che Polly aveva solo detto forse.
A vedere la borsa da viaggio di Kay lo psichiatra si accigli.
Volevo evitare questa discussione, disse. Che non giover a
nessuno dei due finch lei  in stato di grande tensione emotiva e
il suo giudizio  falsato. Non  in grado, adesso, di prendere un'importante
decisione sulla sua vita. Ha un occhio nero, che sostiene
averle procurato suo marito. Non ho modo di sapere se sia vero.
In ogni caso qui siamo pi attrezzati per prenderci cura di lei di
quanto non lo siano dall'altra parte. Pare non ci sia nulla che non
vada in lei dal punto di vista fisico a parte l'occhio. Oggi stesso,
tra un po', le faremo fare degli esami per assicurarcene: nel corso
della sua permanenza le faranno un controllo medico e dentistico
completo. Ma lei sembra in buona salute. L'ospedale normale  destinato
alle persone fisicamente malate. Non  un convalescenziario
n una clinica privata. Se pensa di non aver bisogno di una terapia
psichiatrica, pu tornare a casa o andare in un albergo.
Va bene, andr in albergo, ribatt Kay pronta. Lo psichiatra
alz un dito. Non cos presto. Se suo marito acconsente. Lasci
che sia franco con lei. Non pu andare via finch non abbiamo
parlato con Mr Petersen. L'ha fatta ricoverare la notte scorsa, e
commetteremmo una negligenza se la dimettessimo solo sulla sua
parola, Mrs Petersen. Dopotutto, noi non sappiamo nulla di lei. E
lei stessa ha ammesso di avere minacciato suo marito con un coltello.
Kay apr la bocca. Non dico che lei sia pericolosa, la
interruppe il dottore. Se lo pensassimo, sarebbe nel reparto violenti.
Lei  qui per la sua stessa protezione, mi creda. E se Harald
non viene? Il dottore sorrise. Mi sembra poco probabile.
Non vada in cerca di problemi, Mrs Petersen. Ma rispondo alla
sua domanda. In questa eventualit, il primario, dopo aver fatto
un attento studio, pu dimetterla, se pensa che ci siano sufficienti garanzie.
E se Harald insiste che io stia qui? Spero che lei e suo marito,
col nostro aiuto, possiate raggiungere un accordo armonioso
su ci che  meglio fare. A queste parole Kay si sent gelare il
sangue. Ma supponiamo che Harald smentisca quello che le ho
detto io? Abbiamo esperienza nel capire la verit. E se credete
a me, anzich a lui, mi lascerete andare via? In questa circostanza,
il primario dell'ospedale pu dimetterla. Chiedo di vedere
il primario dell'ospedale! Il dottor Janson la vedr a tempo
debito. Quando? Per la prima volta, lo psichiatra sembr
umano; rise. Lei  certo una donna determinata. Lo sono sempre
stata, convenne Kay. Mi risponda sinceramente, lei pensa
che io sia matta? Lui riflett. In tutta franchezza, disse, lei
mi ha fatto un'impressione favorevole. Kay si illumin. Questo
non significa, ammon lo psichiatra, che lei non abbia serie
difficolt emotive. Forse di carattere isterico. Il mio consiglio
 di rilassarsi. Faccia un buon pranzo e faccia conoscenza con le
altre pazienti. Trover alcune di queste donne molto interessanti.
Ce ne sono anche di ottima famiglia. Alcune sono molto colte. Pi
tardi nel pomeriggio potr fare l'idroterapia le piacer. E pu
andare a lezione di pittura o di cucito. Le piacciono i lavori manuali?
A Kay piacevano, ma rifiut di ammetterlo. Roba da
asilo infantile, disse sprezzante. Le altre nostre pazienti... 
inizi il dottore. Io non sono le altre vostre pazienti! interruppe
Kay. Lui si alz. Arrivederla, Mrs Petersen, disse freddo.
Non era intenzione di Kay sembrare cos sgarbata. Lui richiuse
il taccuino. Quando viene suo marito, sar felice di parlare con
lui. E noi ci vediamo domani. Domani! Lui annu. Raccomander
fortemente che lei trascorra almeno un'altra notte in clinica.
Anche se il colloquio  del tutto soddisfacente. Prese un
martelletto di metallo dalla tasca del camice. Mi scusi, disse e
le batt il ginocchio. La gamba si mosse di scatto. Solo una
formalit, disse. I suoi riflessi sono normali, come pensavo. Le
strinse la mano. Oh, una cosa. Mrs Ridgeley  molto preoccupata
per lei. Ho dato il permesso che il dottor Ridgeley la veda,
quando viene. Usc con passo svelto.
Quando Jim Ridgeley arriv, Kay era nella sala da pranzo con
le altre pazienti. Lo psichiatra aveva dato disposizione che si unisse
a loro nella sala comune per ricrearsi in attesa del pasto. Immediatamente,
era scoppiato un litigio su chi di loro dovesse sedersi
accanto a Kay a tavola, che l'infermiera di turno aveva sedato
sistemandola tra una donna coi capelli grigi, che diceva di
essere una maniaco-depressiva, e una ragazza carina, circa della
stessa et di Kay, che le raccont di essere stata portata in ospedale
con la camicia di forza. Sono stata al settimo piano per molto
tempo; adesso sto meglio, confid. Mio marito verr presto
a prendermi. Al che una ragazza chiassosa coi capelli color stoppa
scoppi in una risata fragorosa. Non ce l'ha mica un marito, 
sussurr a Kay la donna coi capelli grigi. L'ha lasciata. Dall'altra
parte del tavolo rotondo rispetto a Kay c'era una catatonica
coi capelli alla maschietta: fu l'unica sulla cui faccia non si mosse
un solo muscolo quando Kay, rispondendo a una domanda, annunci
che era l per errore. Alcune risero; altre sembravano
ansiose. Non devi dirlo, sussurr la ragazza carina. Anche se
 vero. Non ti lasceranno mai andare via se lo dici. Potrebbero anche rimandarti al settimo piano.
Proprio allora, Jim Ridgeley si affacci alla sala da pranzo. Salve
Kay, disse. Guard le donne ai vari tavoli, che stavano mangiando
la zuppa, e fece un cenno col capo a quelle che riconosceva.
Aveva un'aria irritata, un po' sconvolta. Faccia portare il
pranzo a Mrs Petersen nella sua stanza, disse all'infermiera che
era al tavolo di Kay. Voglio parlarle. Oh, non  giusto! url
la ragazza coi capelli color stoppa. Il dottor Ridgeley  il mio
amore, disse una donna grassa, scherzando. Perch mi ha lasciato, dottor Ridgeley?
Lui accompagn in fretta Kay in camera. Questo  un reato, 
disse. Non hanno alcun diritto di tenerla qui. Era in ritardo
perch aveva avuto una discussione con lo psichiatra che aveva visitato
Kay. Che cosa ha detto? In una parola, che non poteva
prendersi la responsabilit di dimetterla. Vuole passare il cerino
a Harald, e Harald ovviamente non si trova. Ci ha provato?
Ci ha provato Polly tutta la mattina. Alla fine gli ha spedito un
telegramma. Se non si fa vedere questo pomeriggio, lo faccio convocare
dalla polizia. La sua rabbia sorprendeva Kay e le faceva
piacere: aveva dimenticato di come ci si sentisse ad avere un paladino.
L'ultimo paladino che aveva avuto era stato suo pap, a casa.
Senta, disse Jim. Non sar facile farla uscire di qui a meno
che Harald non collabori. Se io lavorassi ancora qui, in qualche
modo potrei sistemare le cose. Ma non  pi cos, e le mie dimissioni
non hanno suscitato grandi entusiasmi. Per loro  una
questione di regolamento. Harald potrebbe fargli causa, suppongo,
se la facessero uscire e lei lo ammazzasse. Rise. E cos che ragionano.
Il vecchio Janson  un pignolo. Non arrivano a capire che
un manicomio non  il posto pi salutare per una ragazza un po'
scossa.  a loro che piace stare qui. Esamin Kay. Se non fosse
per quell'occhio pesto che si ritrova, la farei uscire con me come
una qualsiasi visitatrice. Kay sollev lo sguardo dal vassoio,
allarmata: aveva un forte senso della legalit. Me l'aveva detto
Polly che lei  impulsivo, comment. Lui annu.
Mi faccia pensare, disse.
Suo padre  medico, vero?  un chirurgo ortopedico.
Ma fa anche il medico di famiglia. E se io gli telefonassi? 
disse Jim. Potrebbe prendere un treno stasera. La dimetterebbero
di sicuro sulla sua parola. Ma ci vogliono tre giorni per
arrivare qui, obiett Kay. E comunque, non mi va assolutamente
che pap lo venga a sapere. Se sapesse che sono in un posto
come questo.... Ricominci a piangere. O se sentisse dell'occhio
nero e della polizia... ne morirebbe. Lui pensa che il nostro
matrimonio sia un successo e adora Harald. Da lontano,
presumo, not Jim seccamente.
Sono sempre stata la preferita di pap, continu Kay, asciugandosi
gli occhi. Si fida di me in tutto. E io ho fatto in modo
che credesse in Harald. Jim se ne stava in piedi, guardando fuori
dalla piccola finestra con le sbarre. Ma cos' che la fa credere
in lui, per l'esattezza? chiese, senza girarsi. Be',  un genio, 
disse Kay. voglio dire, se lei conoscesse il teatro... Si interruppe.
Polly non pensa che sia un genio? chiese con ansia. Non
me l'ha detto, rispose Jim. Si volt verso Kay. Sa, Kay, c'
un punto su cui metto in dubbio la sua normalit. Harald, sugger
lei a voce bassa. Lui sospir. Immagino che lei lo ami.
Cos tutto sembra pi interessante, Kay rispose con candore.
Ma non credo. In un certo senso, penso di odiarlo. Be',
questa  una novit, disse lui. Ovviamente, lo conosco appena,
Kay. Ma se lo odia? Perch non lo lascio? Uno dei motivi
per cui non si confidava mai con nessuno era la paura di dover
rispondere a questa domanda. Ma forse uno psichiatra poteva
aiutarla. Non riesco a spiegarlo, disse avvilita. Pensa che io
possa essere una masochista? Lui sorrise. No. Anche Hopper
lo psichiatra che ha visto  rimasto colpito dalla sua assenza
di reazione di fronte alla brutalit di suo marito. Allora mi ha
creduto! esclam Kay. Questo significa molto per lei, comment
lui solidale. Una volta aveva l'abitudine di mentire? 
Kay annu. Molto, disse. Ma solo per farmi bella agli occhi
degli altri. O per ottenere qualcosa che volevo. Ma non renderebbe
mai falsa testimonianza contro il suo prossimo. Oh, no! 
disse, scioccata. E sono cambiata. Lo chieda a Polly. Il fatto 
posso anche dirglielo che Harald non  molto sincero. E io ho
reagito a questo. Forse  solo una reazione contro Harald. Lui
riflett. Pensa che il suo matrimonio possa essere una sorta di messinscena?
Kay lo guard dritto negli occhi. Come ha fatto a capirlo? 
disse. Suppongo che lo sia.  forse per questo che non riesco a
uscirne? Se lo facessi, tutti saprebbero che  stato un fallimento.
Non si rende conto, Jim, io sono una specie di leggenda a Salt Lake
City. La ragazza che  andata all'Est e ha fatto strada. Fatto
strada? Sposando Harald. Il teatro. Sembra tutto cos affascinante
alla mamma e a pap e alle ragazze con cui sono andata a
scuola. Capisce, volevo anch'io fare la regista. O l'attrice. Ma in
realt non ho talento. Questa  la mia tragedia.
Jim guard l'orologio. Senta, Kay. Sono tutti a pranzo. Tenter
di farla uscire. Nessuno sa che lei  una paziente tranne il personale
di questo piano. Andiamo insieme fino all'ascensore in fondo
al corridoio. Se incontriamo un'infermiera, vabbe': la consegno
a lei. Se no, possiamo darci alla fuga. Quelli dell'ascensore sono
tutti miei amici. Dovr lasciare qui la sua borsa. Gliela pu prendere
Polly dopo. Dov' il suo cappotto? Lo porto io fin che non siamo in ascensore.
La natura metodica di Kay fu disturbata dall'interruzione del
flusso dei suoi pensieri: adesso che aveva iniziato, desiderava continuare
a parlare di Harald. Ma l'entusiasmo di Jim la contagi per
un istante. Polly era fortunata: Jim era davvero un cavaliere errante.
Non posso permetterglielo. Per carit, potrebbero radiarla.
Andrebbero su tutte le furie scoprendo che sono scomparsa. Idiozie.
Saranno solo sollevati e grati di trovarsi davanti a un fatto
compiuto. Oltretutto, possiamo far credere che mi sono dimenticato
di chiuderla a chiave e che lei  scappata di sua iniziativa.
Kay fece una smorfia. Il pensiero di prendersi la colpa per quella
che era solo un'idea di Jim non le sorrideva. Essere salvata in modo
pubblico e palese era una cosa, ma finire schedata come pazza
evasa era tutt'altra. No, disse rigida. Non voglio scappare.
Voglio andare via con tutti gli onori. Con l'ospedale che riconosce
il suo sbaglio. Lei non conosce gli ospedali, disse Jim. Ma
cap di non poterla convincere. Kay aveva paura di deluderlo Polly,
al posto suo, avrebbe acconsentito? Kay ne dubitava molto.
Lui si alz, con aria frustrata. Era un uomo, lo capiva, a cui
piaceva l'azione. La faremo spostare da questo piano, almeno, 
disse, serrando la mascella. E le spieg che l'ospedale funzionava
secondo un sistema di promozioni. Le pazienti passavano da un
piano al successivo, verso il basso. Quelle in condizioni migliori,
che venivano dichiarate convalescenti, cio quasi pronte alla dimissione,
erano al quarto piano, che era pi simile al dormitorio
di un college. Le finestre non avevano sbarre; le camere non venivano
chiuse a chiave; alle pazienti era permesso portare la cintura
e la fede e avevano orari di visita regolari; potevano spegnere
la luce quando volevano, e l'unica regola era proprio come al
college che non potevano fumare in camera. Mentre Jim illustrava
questa situazione di privilegio, Kay si illuminava. Pensa
veramente di potermi far mettere al quarto piano? Questo pomeriggio.
Sempre che abbiano un letto. Vuol dire che posso saltare
il quinto? Lo permettono? Non di norma. Ma questo non
 un caso normale, no? Kay sorrise felice: aveva sempre desiderato
saltare una classe a scuola, confid.
E difatti nel giro di mezz'ora, venne l'infermiera per trasferirla
al quarto piano. Purtroppo, le altre pazienti erano nelle camere,
a fare il sonnellino, cos non la videro partire. Kay cerc di non
assaporare il proprio trionfo e di pensare piuttosto con solidariet
alle pazienti che lasciava l, che ci avrebbero messo mesi, probabilmente,
ad avere la doppia promozione che lei aveva ottenuto in
un solo giorno. E tuttavia non pot fare a meno di compiacersi di
questa cosa, mentre camminava senza fretta lungo il corridoio. Era
solo il ricordo della ragazza carina a rattristarla un po'.
La nuova stanza era molto pi bella, anche se neanche questa
aveva il telefono e le pareti erano di un marrone da ospedale. Togliendo
dalla borsa il suo ncessaire da toilette, Kay decise che non
le sarebbe dispiaciuto restare alla Payne Whitney se solo fosse stato
stabilito che era sana di mente. Alle quattro aveva un appuntamento
per un esame medico generale; la mattina dopo avrebbe visto
un ginecologo. Ed era tutto offerto dalla ditta, disse la nuova
infermiera, che era venuta a fare conoscenza. Alle cinque, Kay
avrebbe fatto l'idroterapia. Le pazienti venivano tenute piuttosto
impegnate durante il giorno, ma la sera giocavano a bridge fino all'ora
della cioccolata calda o dell'Ovomaltina. C'era un tavolo da
ping-pong; due volte la settimana c'erano dei film, cui assistevano
anche i pazienti maschi. L'ospedale aveva un salone di bellezza,
e ogni tanto c'erano dei balli. Francamente, disse Kay, avere
per ballerino un paziente maschio le avrebbe fatto venire la pelle
d'oca. L'infermiera si disse d'accordo, ma le donne, disse, erano un
gruppo delizioso le sarebbe dispiaciuto vederle andare a casa.
Proprio prima della cena, fu annunciato Harald. Immediatamente,
Kay inizi a tremare. Non deve vederlo per forza, cara,
se non vuole, le disse l'infermiera. Ma Kay dichiar che era pronta.
Promise a se stessa che non avrebbe pianto e che non lo avrebbe
accusato, ma le prime parole che le sgorgarono dalle labbra furono:
Dove ti eri cacciato? In risposta, lui sfoder una scatola
di fiori, di Goldfarb's, con dentro due camelie rosse, il suo fiore
preferito. Non era venuto perch non si era sentito di affrontarla
dopo quello che le aveva fatto. Era stato in giro, per strada. Aveva
visto l'alba sull'East River, e tutto il giorno aveva vagabondato per la citt, pensando a lei.
Kay cerc di reprimere il desiderio di credergli. Il giorno della
resa dei conti, si disse, era arrivato, e non doveva lasciarsi comperare
da due camelie. Mi hai fatta internare, disse fredda.
 cos? Harald non neg. Ma come hai potuto? Come hai
potuto? Lo so, disse, con un gemito. Lo so. Non riusciva a
spiegare cosa l'avesse indotto a farlo. Ero stanco, disse. Ovvio
che c'era stato un errore. Ma eravamo qui, ed era tardi. Se non
avessi firmato, dove avrei potuto portarti? Avevano una stanza riservata
per te qui. E mi hanno detto che era solo una formalit.
Un demonietto acquiescente dentro di me voleva crederci. Ah! 
Quando aveva lasciato l'ospedale, si era fermato in un bar e poi
era andato a casa e aveva dormito per qualche ora, come sotto anestesia,
ma la coscienza lo aveva svegliato, e mentre era ancora buio
era uscito per strada. Aveva camminato per tutta la citt e attraversato
due volte il ponte di Brooklyn. Su un molo sul North River,
aveva preso in considerazione l'idea di imbarcarsi su un mercantile
come marinaio e sparire per sempre, sul canale di Panama oppure
in Australia. Lo sapevo! esclam Kay. Poi era andato allo zoo del Bronx e aveva osservato gli scimpanz, i suoi antenati,
in gabbia e poi tornando, a Wall Street, dove aveva guardato le
notizie battute dalle telescriventi. Sollev il piede destro per mostrarle
il buco nella suola della scarpa. Alla fine aveva preso la metropolitana
fino alla Cinquantanovesima Strada, si era fermato da
Goldfarb's, e poi era venuto l. Hai mangiato? Kay domand.
Lui scosse la testa. Hai visto lo psichiatra? S, povera piccola:
ho reso una piena confessione. Puoi andare via quando vuoi. Mea
culpa. Rimase zitto per un momento. Lo psichiatra mi ha detto,
Kay, che ti sei rifiutata di consegnare la fede. Le prese la mano
e premette con dolcezza le labbra sulla vera d'oro e argento.
L'ho preso come segno che un giorno forse potrai perdonarmi.
Mi sono sbagliato?
Queste erano le scuse pi umili che avesse mai ricevuto da Harald:
Kay non riusciva a credere alle proprie orecchie. Era quasi
valsa la pena di venire rinchiusa in manicomio. Stasera? disse.
Posso andare via stasera? Se vuoi. E se non sei troppo stanca.
Kay esit. Si ricord che la mattina dopo aveva l'appuntamento
col ginecologo. Ed era curiosa di vedere le altre pazienti.
Adesso che era l, le sembrava un peccato, in un certo senso, non
restare. Ho visto una schizofrenica catatonica stamattina, annunci.
Era seduta a pranzo di fronte a me.  stato affascinante.
Era completamente rigida e dovevano imboccarla come una
bambola. E c'era questa ragazza carina accanto a me che sembrava
del tutto normale e invece l'avevano portata in ospedale con la
camicia di forza. Le ero simpatica. Hanno litigato su chi si sarebbe
seduta vicino a me. Come se fossi una nuova compagna di scuola.
Harald sorrise. Cos'altro hai fatto? Ho fatto l'idroterapia.
E un esame medico. Ho parlato col marito di Polly. Si sent
arrossire. Voleva che scappassi. E, oh, devo raccontarti del mio metabolismo...
Harald ascoltava. Bussarono con discrezione alla porta. La
cena  tra cinque minuti, Mrs Petersen. Trasalirono.
Cosa faccio? disse Kay. Al pensiero di andare a casa la assal un vago senso
di delusione: era come lasciare una festa troppo presto. Vuoi
restare per la notte? disse Harald. Lei riflett. Non voleva ferirlo.
Eravamo d'accordo che avevi bisogno di riposo, ti ricordi, 
la incoraggi lui. E non puoi andare al lavoro finch il tuo
povero occhio non guarisce. E in ogni caso, hai chiesto una settimana
per malattia. Lo so. La tua Blue Cross copre gli ospedali
psichiatrici. Me ne sono accertato personalmente all'ufficio accettazione.
Se fossi in te, resterei qui una settimana o due. Puoi
parlare ogni giorno con lo psichiatra.  tutto incluso nella cura.
Con la tua preparazione in psicologia, dovrebbe rivelarsi proficuo.
E poi, studiare le altre donne, qui, ti potrebbe fornire strumenti
da utilizzare nel tuo lavoro col personale. E potresti capire qualcosa
di te stessa. Ma non c' niente che non va in me, disse
Kay. Pensavo che questo fosse chiaro. La sua voglia di restare
in ospedale stava rapidamente scemando sentendo Harald che
lo proponeva. Jim Ridgeley ha detto che  un reato che io sia
qui, disse con veemenza. Oh, per piacere, Kay, niente rimproveri! 
replic Harald. Se non riesci a perdonarmi, non hai
che da dirlo e me ne andr. Kay si corresse: non voleva che se
ne andasse. Resterei, disse cauta, se fosse inteso che non sono
una malata di mente come queste altre persone. Non mi dispiace
parlare con lo psichiatra se  chiaro che non ne ho bisogno davvero.
Intendo dire,  ovvio che ne abbiamo bisogno tutti, ma... 
Tentenn. Ma non tutti hanno la Blue Cross, sugger Harald.
Kay lo mise alla prova. Se dico di no, mi porterai a casa? Certo
che s. Va bene, resto, decise. Allora  meglio che vada a
cena. Verrai domani, vero? Harald promise. In ogni caso, 
osserv, lo psichiatra probabilmente avr bisogno di vedermi.
Bisogno di vederti? si risent Kay. Desiderano avere altri
punti di vista sulla paziente. Tra l'altro, vorrebbe parlare a qualche
tua amica. Dico a Norine di venire domattina? Pu fare un
salto a vederti, dopo. E a chi altro? Helena? Kay lo guard male.
Se lo dici alle mie amiche, disse, ti ammazzo. Sentendo
quello che aveva detto, si mise la mano sulla bocca. Ovvio
che non dicevo sul serio, disse affannata. Ma ti prego, Harald,
non dirlo a Norine. Non farla parlare con lo psichiatra. Far tutto
quello che vuoi se tieni Norine lontana da qui. Profondi singhiozzi
incominciarono a scuoterla. Oh, non essere infantile, 
disse Harald spazientito. Risparmiati per lo psichiatra. Questo
tono brutale, a cos poca distanza dalle scuse, la fer al cuore.
L'infermiera buss di nuovo. Viene a cena, Mrs Petersen? Arriva,
rispose Harald per lei. Va' a lavarti la faccia. Ciao. Ci vediamo domani. La porta si chiuse.
Con lentezza Kay si appunt al vestito le camelie. Ricord a se
stessa che era libera di andarsene. Restare era una sua scelta. A
differenza delle altre pazienti, non era stata per un solo minuto
fuori di testa. Ma mentre si dirigeva verso la sala da pranzo, la attanagli
un terribile dubbio. Con lei stavano usando la psicologia:
non era una sua scelta, e non era libera, e Harald non era dispiaciuto lo psichiatra gli aveva detto cosa dire, ecco tutto.
...
.
...
Capitolo quattordicesimo.
...
.
...
Priss Crockett, che portava tutte le mattine Stephen a giocare
al Central Park, un giorno di giugno, arrivando col passeggino seguita
da Stephen, ebbe la sorpresa di scorgere una figura familiare
seduta su una panchina, con una carrozzella accanto. Era Norine
Schmittlapp, che indossava pantaloni eleganti e occhiali neri
da sole. La capote della carrozzella era abbassata e sul materassino
coperto di tela cerata c'era un lattante nudo, maschio. Priss si
blocc; Norine stava occupando la sua panchina. La vecchia
compagna forse non l'avrebbe riconosciuta; dovevano essere passati
cinque anni da quando si erano viste l'ultima volta. Norine
era cambiata; era ingrassata e aveva i capelli pi chiari. Ciao, 
disse Norine, sollevando un momento lo sguardo. Siediti pure.
Questo  Ichabod. Mosse la carrozzina. Il suo sguardo schermato
cerc Stephen, che lungo il vialetto trascinava un giocattolo educativo.
 tuo figlio? Priss present il suo piccolo. Di' buongiorno
alla signora, Stephen. Non sapeva come presentare Norine,
che evidentemente si era risposata. Norine strinse la mano a
Stephen. Norine Rogers, piacere di conoscerti. Sull'anulare sinistro
in una montatura di platino c'era un gigantesco brillante, e
la carrozzina era un modello inglese con un monogramma. Vieni
qui ogni giorno? chiese Priss.
Erano vicine di casa, a quanto pareva. Norine si era appena trasferita
in un'elegante casa di arenaria, tra Park Avenue e la Madison,
che aveva comperato col marito; l'appartamento di Priss era
tra la Lexington e la Settantaduesima Strada. Tu per sei fortunata,
disse Priss con invidia. Avrai un giardinetto sul retro.
Non hai bisogno di venire al parco. Lei la trovava una bella sfacchinata,
ogni mattina, dover spingere il passeggino fin l dalla
Lexington e poi tornare in tempo per mettere in forno la patata
del pasto di mezzogiorno di Stephen. Norine disse che il suo giardinetto
era ancora ingombro di mattoni di vetro e betoniere. Stavano
ristrutturando la casa; costruivano una rampa dove prima c'erano
le scale e un muro in vetrocemento dalla parte della strada.
Priss cap che la casa di Norine doveva essere quella di cui parlava
tutto il quartiere; si chiedeva quale Rogers avesse sposato. Mio
marito  ebreo, se ne venne fuori lei. I suoi hanno cambiato
nome da Rosenberg. Tu hai qualcosa contro gli ebrei? Io ne vado
pazza. Prima che Priss potesse rispondere, continu, parlando a
raffica come l'amica ricordava, quasi stesse dettando una lettera.
Tutta la trib di Freddy si  convertita. Quando si sono cambiati
il nome. Si  fatto battezzare nella chiesa episcopale. Io ho
fatto di tutto perch tornasse alla vecchia fede ortodossa. Con lo
scialle della preghiera e i filatteri. L'autentica legge mosaica. Il rito
riformato  solo un compromesso ottocentesco. Ma un ebreo
ortodosso non pu sposare una shiksah, una donna non ebrea. Priss rimase sorpresa
nel sentire questo. Norine annu. Condannano l'esogamia. Come
i papisti. Gli episcopali hanno il tabu del divorzio: il pastore
di Freddy non avrebbe spostato una donna divorziata. Cos abbiamo
preso un pastore luterano di Yorkville. I genitori di Freddy
si aspettavano di trovare nel salotto del pastore un ritratto incorniciato
di Hitler. Lei rise. Ti interessa la religione? Priss confess
che le interessava di pi la politica. Io con la politica ho
chiuso, dichiar Norine. Dopo Monaco. La mia passione  la
religione comparata. La societ  finita se non riesce a ritornare a
Dio. Il problema per gente come noi  riscoprire la fede. Per le
masse  facile; loro non l'hanno mai persa. Ma per l'lite  un altro paio di maniche.
I suoi occhi fissarono Stephen.  il tuo unico rampollo? 
Priss spieg che aveva avuto una serie di aborti, ma che sperava
ancora di avere altri figli, perch per Stephen sarebbe stato triste
rimanere figlio unico. Adottane, disse Norine. E l'unico modo.
Se l'lite non riesce a generare, deve accogliere nuovi ceppi, o
rassegnarsi all'estinzione. Lo sai che le laureate al Vassar hanno
solo 2,2 figli in media? Priss conosceva questa statistica, che aveva
preoccupato i circoli delle ex alunne: le donne del Vassar riuscivano
a stento a rimpiazzare se stesse mentre il resto della popolazione
si moltiplicava. Cosa fa tuo marito? chiese Norine.
 pediatra. Ah, disse Norine. Di quale scuola? Priss incominci
a dirle dove aveva studiato Sloan. Norine la interruppe.
Quale scuola di pensiero. Comportamentista? Gestalt? Steiner?
Klein? Anna Freud? Priss si vergognava di dire che non lo sapeva.
 un medico, disse con tono di scusa. Poi azzard anche
lei una domanda personale.
E tuo marito, cosa fa, Norine? Norine sogghign. E un
banchiere. Con Kuhn, Loeb.  di un'antica stirpe di usurai. Di
Francoforte, in origine. Ma poi c' stata una diaspora e adesso sono
sparsi dappertutto. La pecora nera della famiglia  diventato sionista
ed  andato in Palestina. Non lo nominano mai. I genitori di
Freddy stavano cercando di passare per ariani, continu cupa.
Come tanti ebrei tedeschi ricchi. L'hanno mandato alla Choate e
a Princeton, dove ha avuto una brutta esperienza con un club. Quando
hanno scoperto che Rogers era Rosenberg gli hanno chiesto
di dimettersi. Priss fece uno schiocco, a cui Norine reag con
una risatina. Era come se l'episodio la divertisse in maniera particolare.
Priss lanci un'occhiata al piccolo Ichabod, che, osserv, era
stato circonciso, e si sent colpevolmente felice del fatto che
Stephen non avesse un padre ebreo. Le venne fatto di pensare, per
quanto la cosa suonasse brutta, che se volevi che tuo figlio si affacciasse
alla vita con le migliori prospettive, non dovevi sposare
un ebreo. Ma Norine, immaginava, si sarebbe battuta intrepidamente
per lui; Priss si sentiva quasi in soggezione davanti a una
persona che riusciva ad affibbiare a un bambino un nome del genere.
Non hai paura che a scuola lo chiamino Icky? chiese d'impulso.
NOTA: Icky vale malaticcio, disgustoso, svenevole. FINE NOTA.
Dovr imparare presto a combattere le sue battaglie, 
filosofeggi Norine. Ichabod, l'inglorioso.  questo che
significa, in ebraico. Niente gloria. Dondol la carrozzina.
Quanto ha? Tre mesi. Priss sperava che Norine alzasse
la capote della carrozzina; aveva paura che il sole di met mattina
fosse troppo forte per quella testolina che quasi non aveva ancora
capelli. Non  troppo piccolo per prendere il sole? Norine respinse
l'idea; da quando lo aveva portato a casa dal Mount Sinai
Hospital lo esponeva al sole tutti i giorni. Comunque, alz un poco
la capote, in modo che avesse il viso in ombra. Qui si sta bene,
osserv soddisfatta. Niente balie n governanti inglesi. Dove
sono andata ieri hanno strepitato come scimmie perch era nudo.
Avevano paura che le loro bambine inamidate si facessero
venire dei pensieri, vedendo il suo pisellino vero Ichabod? Con
la sua grande mano diede un buffetto al pene, che si irrigid. Priss
deglut pi volte; a disagio, guard in direzione di Stephen, che
tutto felice inseguiva la palla sul prato. Aveva sempre il terrore di
eccitarlo; odiava scostargli la pelle del prepuzio quando lo lavava,
anche se Sloan diceva che doveva farlo, per ragioni igieniche. Ma
lei preferiva quasi tenerlo sporco piuttosto che gli venisse il complesso
di Edipo perch lei l'aveva toccato. Negli ultimi tempi saltava
questo passaggio, durante il bagno.
Hai l'orologio? chiese Norine con uno sbadiglio. Priss le
disse l'ora. Lo allatti? chiese, con un'occhiata invidiosa al petto
imponente di Norine. Ho perso il latte, rispose lei. Anch'io!
esclam Priss. Appena sono uscita dall'ospedale. Tu, per
quanto tempo hai allattato? Quattro settimane. Poi Freddy  andato
a letto con la ragazza che avevamo preso per badare a Ichabod,
e il mio latte  entrato in sciopero. Priss deglut; la storia
che stava per raccontare, di come il suo latte era finito appena avevano
dato a Stephen un biberon supplementare, di colpo le si
blocc sulle labbra. Dovevo accorgermi che stava per succedere,
continu Norine accendendosi una sigaretta. Non facevamo
l'amore seriamente da secoli. Sai come succede. Alla fine della
gravidanza  verboten ed  verboten per un mese dopo il parto.
Freddy era assatanato. E sentiva di avere un rivale, in Ichabod.
Poi abbiamo assunto questa puttanella irlandese. Appena sbarcata.
Era una cugina della cameriera della madre di Freddy. Irlandese
purosangue. Con gli occhi neri come il carbone e nessuna morale
sessuale. Al paesello, era andata a letto con lo zio; me l'ha raccontato
lei. Ovviamente Freddy non ha potuto fare a meno di
metterle le mani addosso. Aveva una stanza vicino alla nursery,
dove dormiva Freddy, su una brandina; io di notte tenevo Ichabod
a letto con me mi scocciava alzarmi per la poppata delle due 
e Freddy diceva che lo disturbava. Priss era fortemente tentata
di offrire qualche saggio consiglio: Norine non sapeva forse che in
nessuna circostanza, neanche in un tugurio sovraffollato, bisognava
permettere che un bambino dormisse con un adulto? Ma la
timidezza e la paura di balbettare glielo impedirono. Freddy, 
prosegu Norine, sgattaiolava in camera sua. L'ho scoperto rifacendole
il letto. Il lenzuolo era sporco del seme di Freddy. Quello che mi ha fatto saltare i nervi  che non ha avuto neanche la
buona creanza di usare un asciugamano. Ho tolto il lenzuolo e l'ho
portato a Freddy che stava facendo colazione, leggendosi il Wall
Street Journal. Lui ha detto che in parte era colpa mia. Invece di
trattarla come una domestica, la servivo di tutto punto, e cos lei
aveva creduto di avere il diritto di dormire col padrone: valeva
quanto me. Farle il letto, per esempio. Doveva farselo lei, il suo
letto. Ha ragione, io non ci so fare con la servit. Ha dovuto
sbatterla fuori di casa lui. Mentre lo faceva, io ho messo il lenzuolo
in lavatrice; mi ha detto che avrei dovuto darlo alla lavandaia. Abbiamo
litigato, e il mio latte se n' andato.
Dicono che uno shock possa avere quest'effetto, disse Priss.
Ma almeno Ichabod ha avuto le sue difese im-munitarie.
Norine fu d'accordo; il danno, disse soprappensiero, sarebbe stato
psicologico. Frug nella carrozzina e trov un ciuccio, che gli infil
in bocca. Priss fiss l'oggetto, sconcertata. E per non fargli
succhiare il dito? chiese. Sai, Norine, oggi i pediatri pensano
sia meglio lasciare che se lo succhino piuttosto che tentare di fargli
perdere l'abitudine. Io, con Stephen, lo distraevo con delicatezza
ogni volta che si infilava il pollice in bocca. Ma quel c-ciu-ccio 
la parola sembrava restarle incastrata in gola  molto, molto
antigienico. E pu cambiargli la forma della bocca. Dovresti buttarlo
via, davvero. Sloan rimarrebbe scioccato a vederlo. Pu diventare
un'abitudine tanto quanto succhiarsi il dito. Parlava con
foga, stupefatta di vedere una ragazza della cultura di Norine tanto
ignorante. Norine ascolt paziente. Se un bambino si succhia
il dito, disse,  perch  stato privato di una gratificazione orale.
Ha bisogno della sua dose quotidiana di ciucciata, e dal biberon
non ce l'ha. Quindi gli dai una tetta di gomma. Giusto, Ichabod? 
sorrise tenera al bambino, che in effetti aveva un'espressione
estatica, mentre succhiava la tettarella di gomma. Priss tent
di distogliere lo sguardo dallo spettacolo. Che un bambino scoprisse
il paradiso succhiando un seno finto era la cosa peggiore a
cui potesse pensare. Peggio della masturbazione. Pensava che
avrebbe dovuto esserci una legge contro la fabbricazione di articoli del genere.
Stephen si avvicin alla carrozzina. Cog' quello? chiese
con curiosit. Allung la mano per toccare il ciuccio in bocca al
neonato. Priss la scost. Lui continu a fissare affascinato, con palese
interesse per i rumori di soddisfazione che Ichabod emetteva.
Cog' quello? ripet. Norine tolse il ciuccio dalla bocca del piccolo.
Vuoi provare? chiese con gentilezza. Lo asciug con un
pannolino pulito e lo offr a Stephen. Priss intervenne rapida.
Cerc nel passeggino e tir fuori un lecca-lecca avvolto in carta cerata.
Ecco! disse. Quel lecca-lecca  del bimbo. Ridallo a
Mrs Rogers. Questo  il tuo. Stephen accett il lecca lecca. Priss
aveva scoperto che con lui il sistema dello scambio funzionava molto
bene; consegnava docilmente una cosa cattiva, come una spilla
da balia, per una cosa buona, come un libro illustrato, e spesso
sembrava non accorgersi dell'avvenuta sostituzione.
Norine osserv la scenetta. L'hai abituato bene, disse alla fine,
con un sorriso laconico. Immagino sia abituato anche a non
usare il pannolino. Purtroppo no, disse Priss, imbarazzata. Abbass
la voce. Non so pi che pesci pigliare, per essere franca. Ovviamente
non l'ho mai punito come facevano le nostre mamme e le
nostre balie, quando ha un incidente. Ma vorrei quasi poterlo sculacciare.
Invece, ho fatto tutto quello che in teoria si deve fare. Lo
sai. Osserva il momento in cui evacua e poi ogni mattina a quell'ora
mettilo con delicatezza sul suo vasino. Se non la fa, toglilo, senza
alcun segno di scontentezza. Se la fa, sorridi e batti le mani.
Norine aveva messo il dito nella piaga. Come moglie di un pediatra,
si vergognava terribilmente che Stephen, all'et di due anni
e mezzo, non riuscisse a controllare l'intestino. Non solo lasciava
a letto disastri maleodoranti, durante il riposino, ma qualche
volta si insozzava i pantaloncini qui al parco, ragione per cui
lei sceglieva questa panchina isolata, invece di portarlo nello spiazzo
dei giochi. Oppure la faceva come l'ultimo fine settimana 
nel costume, sulla spiaggia del circolo di Oyster Bay, davanti a tutta
la colonia estiva che prendeva il sole e sorseggiava cocktail.
Sloan, nonostante fosse medico, si seccava enormemente quando
Stephen la faceva in pubblico, ma non muoveva mai un dito per
aiutare Priss a pulirlo o per alleviarle l'imbarazzo. Lo scorso fine
settimana, per esempio, era stata sua sorella minore Linda a venirle
in soccorso quando Stephen si era allontanato e aveva trotterellato
lungo la spiaggia col costumino pieno. Linda lo aveva catturato
e portato dentro lo stabilimento, dove aveva aiutato Priss
lavando il costume mentre lei lavava il bambino. Nel frattempo
Sloan se n'era rimasto seduto sotto l'ombrellone ignorando l'intero episodio.
Poi le aveva detto che lei e la sorella avevano fatto una baraonda
inutile. Comunque, era l'unica sfera in cui poteva accusarla di aver
fallito con Stephen. Non bagnava pi il letto; mangiava le verdure
e il latte cagliato; era ubbidiente; non piangeva in pratica mai,
adesso, e la sera dormiva all'ora stabilita circondato dai suoi animali
di pezza. Lei non riusciva a capire dove aveva sbagliato. E
neanche sua madre. Insieme, avevano ripercorso tutta la storia,
dalle prime mattine in cui l'aveva sistemato sul suo nuovo sedile
assicurato alla tazza del water. Lui aveva subito cambiato l'ora dei
bisogni. L'evacuazione saltabeccava dalle nove alle dieci alle sette,
toccando tutto l'arco delle ventiquattro ore, mentre Priss e la
ragazza che la aiutava inseguivano Stephen invano. Ogni volta che
dalla sua espressione ritenevano che avesse bisogno di andare,
lo piazzavano sul suo sedile, in modo che associasse le due idee.
Ma per quanto stessero in agguato o per quanto pazienti fossero
una volta che era seduto, in genere le deludeva. Spesso appena lo toglievano la faceva nel lettino.
Quand'era pi piccolo, Priss aveva immaginato che non capisse
cosa si volesse da lui, e Sloan l'aveva autorizzata a grugnire e a
fare smorfie come se spingesse, per incoraggiarlo a imitarla. Ma i
grugniti non producevano alcun risultato se non quello di farla sentire
ridicola. Prov a lasciarlo solo sul sedile, in modo che lui non
pensasse che stessero giocando. Tent di lasciarcelo di pi, ma
Sloan disse che cinque minuti erano sufficienti. Nelle rare occasioni
in cui per puro caso, sembrava a Priss eseguiva la sua
prestazione, lei moderava la pantomima di approvazione, in modo
che quando non sorrideva o non batteva le mani lui non lo percepisse come una punizione.
L'opinione di Sloan era che la responsabilit fosse del nervosismo
di Priss, come era stato per l'allattamento. Lui sente la tua
tensione, quando lo metti sul sedile del water. Rilassati. Ma anche
Sloan non sarebbe certo stato tanto tranquillo se avesse dovuto
pulire il letto di Stephen quando aveva imbrattato giocattoli e
animali di pezza. Sloan ha sempre detto che il modo giusto era
evitare anche l'ombra di una censura, quando succedeva. Sii naturale.
Comportati come se non fosse successo niente. Ma sarebbe
stata una finzione. Ormai Stephen doveva capire, anche se
lei non aveva mai detto una parola n fatto un cenno di rimprovero,
che non apprezzava che facesse i suoi bisogni a letto. In
realt, le era ormai chiaro che lui non solo lo sapeva ma godeva all'idea.
In particolare un giorno in cui dopo un pranzo aveva accompagnato
degli ospiti in camera sua e aveva scoperto che il fattaccio
era successo. Alla vista delle signore che fuggivano dalla
scena del delitto, lui aveva reagito con gorgoglii e gridolini di gioia.
Priss sospettava che dentro di s Stephen avesse una nascosta vena
ribelle, che si esprimeva contrariandola in quel modo particolare.
Come se avesse letto un manuale di pediatria e sapesse che
quella era una malefatta per la quale non poteva essere punito; invece, lui poteva punire lei.
Era un pensiero troppo morboso per parlarne, anche con la madre.
Poteva un bambino di due anni architettare e mettere in atto
un piano di vendetta? E per che cosa? Ahim, nei suoi momenti
pi bui, Priss pensava di saperlo. Per il biberon che aveva avuto
troppo tardi, per gli orari a cui era stato costretto, al minuto spaccato:
sei, dieci, due, sei, dieci, due. Forse perfino per quella dose
di ciucciata che secondo Norine gli era venuta a mancare. Per
non essere mai stato preso in braccio quando piangeva, tranne che
per cambiargli il pannolino o per dargli un sorso d'acqua. Per il
fatto, in una parola, che il padre era pediatra. Tutti, compresa Mrs
Hartshorn, che all'inizio era scettica, adesso magnificavano il successo
di quel regime; non avevano mai visto un bambino di due
anni cos forte, cos grande, cos educato e autosufficiente. Le amiche
di Priss, quando venivano a cena, erano stupefatte nel vedere
Stephen che andava a letto senza piantare grane. Priss gli cantava
la ninna nanna; lui riceveva il suo biscotto di maranta, la sua
acqua e il suo bacio. Poi gli rimboccavano le coperte, e spegnevano
la luce. Non chiamava perch la riaccendessero o perch la porta restasse
aperta. E stato abituato cos fin da neonato, diceva Sloan,
passando l'antipasto. Priss non  mai entrata in camera sua, una
volta che  stato messo a cuccia per la notte. E lo abbiamo abituato
al rumore. Non ha mai avuto un cuscino. Nessuna delle
amiche di Priss era riuscita a uguagliarla; avevano tentato di seguire
i principi generali, ma su alcuni dettagli avevano ceduto, col
risultato che i loro bambini disturbavano l'ora del cocktail dei genitori
con richieste di acqua, luce, di attenzione in generale; avevano
paura del buio o facevano capricci per mangiare o si rifiutavano
di fare il riposino. Il punto, diceva Sloan, era avere la forza di carattere
per attenersi al sistema senza eccezioni, salvo in caso di
malattie o in viaggio. Stephen era partito avvantaggiato nella corsa
della vita perch Priss non era mai scesa a compromessi. Priss
si sforzava di pensare lo stesso, incoraggiata dall'ammirazione delle
amiche. Di tanto in tanto tuttavia si chiedeva in segreto se quando
Stephen si sporcava i calzoncini non stesse semplicemente rivendicando il fatto di essere vivo.
Spero sarai pi fortunata di me, disse triste a Norine. Hai
gi incominciato ad abituarlo al vasino? Secondo Sloan, noi avremmo
incominciato troppo tardi. Se incominci abbastanza presto, dice,
non c' ragione per cui debba essere pi difficile abituare un
bambino che un animale. Norine scosse la testa. Non aveva intenzione
di addestrare Ichabod. Doveva divertirsi a giocare coi
suoi escrementi, cos come aveva bisogno di succhiare. Quando
sar pronto per usare il bagno, lo chieder lui. Probabilmente quando
inizier l'asilo. La pressione del gruppo lo spinger a rinunciare
ai piaceri anali. Vedrai, quando metterai il tuo all'asilo, far la
grande rinuncia. Non aveva nemmeno intenzione di svezzare
Ichabod dal biberon, cio. Si sarebbe svezzato da solo all'et di Stephen, e altrimenti tant pis.
Ma dove hai pescato queste idee? Non da un pediatra serio,
Priss ne era certa; Norine doveva essere incappata in qualche
ciarlatano. Erano basate sull'antropologia, spieg Norine. Gli
scienziati avevano osservato le abitudini delle popolazioni primitive
e ne avevano tratto conclusioni preziose. Gli indiani pueblo,
per esempio, che erano la crme de la crme del mondo indiano,
non svezzavano i figli fino all'et di due o tre anni. La maggior
parte delle popolazioni primitive non pensava nemmeno ad abituarli
ad andare in bagno. Ma loro non hanno bagni, disse Priss.
Norine annu.  il prezzo della nostra cultura. Se hai un WC, ne
fai un feticcio. Hai letto Margared Mead? Gran donna, quella.
Inutile dirlo, Ichabod non aveva orari. Se li faceva lui. Veniva
preso in braccio ogni volta che piangeva ed era nutrito a richiesta.
E le pappe pronte per i bambini? Glieli darai? Norine non
lo sapeva. Ma era contraria a far seguire a un bambino piccolo una
dieta ristretta. I bambini sono forti, disse. Sceglieranno loro
la propria dieta, se gli offri una variet di cibi. Priss disse che
secondo lei oggi le ragazze se la cavavano un po' troppo facilmente,
aprendo un barattolo di pappa confezionata invece di fare la
purea di verdure fresche o di schiacciare la carne col pestello per ricavarne
il sugo. La questione non sembrava interessare Norine.
In effetti, le discussioni che impazzavano negli ambienti pediatrici come quando incominciare col succo d'arancia, il latte condensato contro il latte in scatola dolcificato marca Borden's, le pappe confezionate contro le pappe casalinghe, le perette contro le supposte di glicerina, i meriti del cereale leggero per bambini Pablum, la poppata ogni tre ore per i neonati affamati (in questo Priss e Sloan erano stati dei pionieri! ) sembravano non esserle mai giunte all'orecchio.
Ichabod, ripet, avrebbe deciso da solo; aveva gi mostrato
una predilezione per gli spaghetti lei aveva preso l'abitudine
di offrirgli pezzetti di cibo dal suo piatto. Non possedeva una
bilancia per bambini n una vasca per il bagnetto. Per questo usavano
il lavandino. Fiss Stephen con aria meditabonda. Quanti
anni ha? Tre? Due e mezzo sabato prossimo. Norine riflett.
Quando era neonato, ovviamente, tu eri ancora perseguitata da
bilance, orologi e termometri. L'epoca delle misurazioni. Dio, sembra
passato un secolo! Sbadigli e stir la sua corporatura imponente.
Ieri abbiamo fatto tardi. Gesuiti a cena. Poi uno che
suonava la batteria. E cos Ichabod  stato sveglio tutta la notte.
Priss era pronta a combattere; per lei era chiaro che Norine stava
dicendo un mucchio di sciocchezze. L'epoca delle misurazioni
 appena all'inizio, disse impavida. Per la prima volta stiamo
stabilendo delle norme. In tutti i campi. Dovresti aggiornarti
sugli ultimi sviluppi. Hai sentito degli studi di Gesell, a Yale? Finalmente
avremo un quadro scientifico del bambino. Gesell ci
mostra cosa aspettarci da un bambino di un anno, da uno di due
anni, o da uno di tre. Quando pubblicher le sue scoperte per il
l-l-largo pubblico, ogni madre disporr di un criterio di m-m-misura.
Questa volta Norine soffoc lo sbadiglio. Conosco il lavoro
di Gesell. E una reliquia fossile del comportamentismo. Sua figlia
si  laureata nel '35. E questo cosa c'entra? chiese Priss.
Norine non voleva discutere. Tu credi ancora nel progresso, disse
con tono gentile. Mi ero dimenticata che esiste chi ci crede.
 il tuo surrogato della religione. Il vostro totem tribale  la misura.
Ma noi siamo andati oltre tutto questo. Nessuna mente di
un certo livello pu pi accettare il concetto di progresso. Una
volta eri cos radicale, protest Priss. Non ammiri quello che
sta facendo Roosevelt? La Tennessee Valley Authority, l'elettrificazione rurale, l'Agenzia per la ricolonizzazione agricola, il controllo dei raccolti, salari e orari. Anche ammesso che ci siano stati degli errori... Sono ancora radicale, la interruppe Norine. Ma adesso capisco bene cosa significa tornare alle radici. Il New Deal non ha radici,  superficiale.
Non ha neppure la spinta dinamica del fascismo.
Tuo marito la pensa come te? E il tuo? replic Norine.
No, dovette ammettere Priss. Non in politica. Siamo sempre ai ferri corti. Proprio adesso stavano litigando su Danzica;
A Sloan non importava se Hitler si arraffava l'intera Europa; lui era per America First.
NOTA: Gruppo isolazionista attivo fra il 1939 e d il 1941 che si opponeva al coinvolgimento degli USA nella seconda guerra mondiale. Raggiunse gli 800.000 aderenti. Si sciolse dopo Pearl Harbour. FINE NOTA.
La vecchia storia del Vassar, comment Norine. Io lascio la politica a Freddy. In quanto ebreo e della
crme,  profondamente combattuto tra l'interventismo all'estero
e il laissez faire a casa propria. Freddy non  un intellettuale. Ma
prima di sposarci avevamo stabilito un accordo per cui avrebbe letto
Kafka e Joyce e Toynbee e gli antropologi culturali. Qualche libro
fondamentale. In modo da avere gli stessi referenti semantici.
Priss chiese come mai avesse lasciato fuori Freud. La maggior
parte di Freud  roba sorpassata, dichiar Norine. Era un
uomo troppo legato alla sua epoca e al suo mondo. Il vecchio impero
austriaco, col suo stile di vita, lui lo prendeva per una cultura
universale. Io trovo pi interessante Jung. E qualcuno dei giovani
post-freudiani. Non che non debba molto a Freud, certo.
Priss, che aveva sempre avuto intenzione di leggere Freud un
giorno, quando avesse avuto tempo, si sent sollevata e a un tempo
delusa nello scoprire che non era pi necessario. Norine, immaginava,
di queste cose ne sapeva. Parlava quasi come se Freud
fosse morto. Priss ebbe un fremito d'ansia al pensiero che forse le
erano sfuggiti i necrologi apparsi sui giornali; le sembrava le fossero
sfuggite cos tante cose. Certo, stava dicendo Norine, tra
me e Freddy c' un profondo conflitto culturale. La formazione
del Vassar mi ha reso difficile accettare il mio ruolo femminile.
Mentre Freddy, da ebreo, adotta istintivamente il principio patriarcale.
Vuole che io sia la regina della casa mentre lui fa contabilit
in ufficio. Per quanto riguarda Ichabod, Freddy  fantastico;
non interferisce nei miei programmi e fa stare zitta sua madre.
Freddy desidera prolificare; gli interessa fondare una dinastia. Finch
posso figliare, io per lui sono una vacca sacra. Il letto  molto
importante per Freddy;  un sensuale, come Salomone. Colleziona
arte erotica. Mi idolatra perch sono una goi. Inoltre, come tanti
ebrei ricchi,  uno snob. Gli piace avere gente interessante per
casa, e io questo posso offrirglielo Si blocc ed emise un sospiro.
Il guaio ... il guaio ... Abbass la voce e si guard intorno.
Cristo, a te posso dirlo. Probabilmente tu hai lo stesso
problema. Priss deglut nervosa; temeva Norine stesse per parlare
di sesso, che era sempre la sua bestia nera.
Il guaio  il mio cervello, disse Norine. Io ho ricevuto una
formazione da intellettuale, da Lockwood e compagne. A Freddy
non d fastidio che intellettualmente io sia un bel po' pi avanti
di lui; gli piace. Ma io sono consapevole del fatto che tra noi c'
un abisso. E lui pretende che nello stesso tempo io sia una Hausfrau.
Una padrona di casa, dice lui. Devo vestirmi bene e saper
organizzare una buona tavola. Crede che sia facile perch abbiamo
le persone di servizio. Ma io non le so gestire.  un retaggio, credo,
del mio periodo politico. Freddy ha incominciato ad assumerle
lui, ma dice che io le guasto non appena mettono piede in casa.
Loro regolano la propria condotta sul mio cerebralismo. Incominciano
a bere e a fare la cresta sulle spese e a dimenticare di lucidare
l'argenteria. Freddy va in bestia se gli servono del caff riscaldato
in un bricco annerito...  un sibarita. O se la tovaglia 
sporca. Ieri l'ha fatta cambiare al maggiordomo proprio mentre
stavamo per sederci a tavola. Io non l'avevo neanche notato. Ero
troppo impegnata a discutere della legge naturale con quei gesuiti.
Puoi occuparti della biancheria e dell'argenteria di mattina, 
le fece notare Priss. Prima di una cena. Tirare fuori tutto
quello che userai e controllarlo. Anche se era stata nel Phi Beta
Kappa, non aveva mai avuto nessun problema con le cameriere a
ore, che in genere le arrivavano dalla madre. Il cervello, pensava,
avrebbe dovuto aiutarti a organizzare la vita in maniera efficiente;
inoltre, non aveva mai sentito dire che Norine avesse brillato,
da studentessa. Lo so, rispose Norine. Ho cercato di voltare
pagina, adesso che abbiamo la casa nuova. Ho incominciato con
una donna che viene a farmi i massaggi e a farmi fare pratica di rilassamento.
Ma prima che me ne renda conto, sto gi parlando dei
monofisiti o del credo atanasiano o di Maimonide. Vengono a lavorare
da me dei personaggi assurdi; sembra che io abbia una calamita.
Il maggiordomo che abbiamo adesso  un seguace dell'antroposofia.
L'altra sera ha incominciato a fare esercizi di euritmica.
Scoppi a ridere.
Pensi davvero che la tua formazione sia stata un errore? 
chiese Priss con ansia. Sloan aveva spesso espresso quell'opinione,
ma perch quella formazione le aveva infuso delle idee con cui lui
non era d'accordo. Oh, sicuramente, disse Norine. Mi ha azzoppata
per la vita. Si stir. Priss guard l'orologio. Per lei e
Stephen era ora di tornare a casa. Anche Norine si alz. Io e
Ichabod vi facciamo compagnia. Fiss con le spille un pannolino
intorno al rampollo e lo copr con una coperta col monogramma.
Pourles convenances, disse. Insieme attraversarono la Quinta
Avenue e percorsero la Settantaduesima, spingendo i loro piccoli.
La conversazione si fece frammentaria. Quand' che ci siamo
viste l'ultima volta? chiese Norine. Non  stato da Kay? disse
Priss. L'anno dopo l'universit? S, giusto, disse Norine.
Cal il silenzio. Povera Kay, disse Priss, scansando un carrello
della spesa di Gristede's.
La senti mai? chiese Norine. No, da un bel po', disse
Priss. Da quando si  trasferita all'Ovest. Dev'essere pi di un
anno. In silenzio, Priss si rimprover per non aver scritto. Io
qualche volta vedo Harald, disse Norine con tono piatto, senza
esserne richiesta. Oh. E cosa fa? Sempre uguale. Si  rimesso
in piedi. Ha preso piuttosto male l'esaurimento di Kay e la loro separazione.
Dio, quanto ha sofferto quell'uomo!
Priss esit. Ma  stato davvero un esaurimento? Polly Ridgeley 
Polly Andrews, te la ricordi ha sempre detto che non lo
era. Che  peggiorata in ospedale. Tu l'hai vista? chiese Norine
con voce cupa. No, Priss non l'aveva vista. Io s, disse
Norine. I medici mi hanno mandato a chiamare immediatamente.
Per avere qualche informazione su di lei. Si pensava che fossi la
sua migliore amica. Quando sono entrata in camera, era totalmente
chiusa in se stessa. Mi ha detto di andarmene. Aveva manie di persecuzione
focalizzate su di me. Secondo i dottori, da parte sua c'era
un certo attaccamento di tipo lesbico. E una strana caratteristica
dei paranoici: pensano sempre di essere perseguitati da una
persona del loro stesso sesso. Che in realt  il loro oggetto d'amore.
Quando alla fine sono riuscita a farla parlare,  venuto fuori
che secondo lei io l'avevo tradita, parlando di lei con gli psichiatri.
Non sembrava avere nessun rancore nei confronti di Harald,
bench lui andasse l in pratica tutti i giorni per i colloqui coi
medici. Harald era dilaniato dai sensi di colpa per averla trattata
come un cane nell'ultimo periodo, senza capire che le sue aberrazioni
erano patologiche. I profani non se ne accorgono mai, di una persona vicina.
Ma com' andata veramente? chiese Priss. Io avevo capito
che lei era finita l per un equivoco e che poi era rimasta in
clinica per riflettere, lontano da Harald. Mi ero fatta l'idea che
dovesse essere in buona parte colpa di lui. Questa era la versione
ufficiale, disse Norine. Non sono mai arrivati a una diagnosi
definitiva. Ma alla base c'erano cose fondamentali. Il sesso.
La competitivit con gli uomini. Un sotterraneo impulso lesbico
troppo duramente represso. Ambizioni sociali frustrate. Al Vassar
ce l'aveva fatta, con voi della torre sud. Ma poi era finita l. Cos
aveva spostato tutte le sue ambizioni su Harald, e questa pressione
insensata per lui era intollerabile. Lei stava uccidendo la gallina
che avrebbe dovuto deporre le uova d'oro. E sempre, mentre
lo incitava a guadagnare, gli tagliava poi l'erba sotto i piedi a causa
dell'invidia del pene. Per non parlare della sua volont di punirlo
perch non le offriva almeno un successo vicario. Harald l'ha
capito anche lui dopo un paio di sedute coi dottori. Io con loro ho
chiarito un paio di questioni e ho convinto Put, il mio ex marito,
ad andare a parlare con loro anche lui. Put  stato fantastico a illustrare
come Kay spendeva i soldi. Ha tracciato un quadro indimenticabile
delle sue manie di grandezza. Paragonando il suo tenore
di vita col nostro, nonostante Put lavorasse e Harald fosse praticamente disoccupato.
Non credi, disse Priss, che c'entrasse anche un po' la crisi
economica? Se lei avesse sposato Harald in un momento economico
normale, lui avrebbe avuto lavoro, e il loro livello di vita
sarebbe stato corrispondente alle loro entrate. L'errore di Kay 
stato s-s-supporre che Harald avrebbe avuto lavoro. E cos faceva
debiti. Ma questo era il sistema di vita corrente. E nel teatro i segni
della ripresa si sono sentiti lentamente. Se si fossero sposati un
po' pi tardi, ci sarebbe stato il Federal Theatre. Ma purtroppo l'idea
di un programma di lavoro per le arti  nata solo nel '35. Roosevelt
ha riconosciuto molto tardi il bisogno di sicurezza degli artisti e degli attori.
Cos tu la vedi come una tragedia economica. S. L'alta percentuale
di divorzi tra quelle del nostro anno... Col New Deal
come deus ex machina, interruppe Norine. Arrivato troppo
tardi per fornire un lieto fine. Ridacchi. Forse hai ragione.
Di fatto, adesso Harald lavora per il Federal Theatre. Se il Congresso
non lo affossa. Proprio adesso che lui ha una chance come
regista. La fronte di Priss si incresp. Temo che il Congresso
finir con l'affossarlo, Norine. Povero Harald! Davvero  sfortunato.
 un mistero. Ebbe un brivido nel suo vestito di tela crespa
rigata. Norine concord. Potenzialmente  un grand'uomo,
Harald. Avevano raggiunto l'angolo tra la Settantaduesima e
Park Avenue. Povera Kay! sospir di nuovo Priss, decisa a
scriverle quel pomeriggio mentre Stephen faceva il pisolino. 
stata una cosa medievale da parte di Macy's licenziarla perch aveva
un esaurimento. La cosa avrebbe dovuto essere considerata come
una qualsiasi assenza per malattia. E poi che l'abbiano sfrattata,
come se non bastasse... Macy's le ha dato la liquidazione, 
osserv Norine. Priss scosse la testa dispiaciuta, mettendosi nei
panni di Kay. Non c'era da meravigliarsi che avesse ceduto e fosse
tornata nello Utah quando il padre era venuto a prenderla; l all'Est
le era andato male tutto. Tutto il suo castello di carte... 
mormor, lo sguardo fisso in fondo a Park Avenue.
Perch non vieni da me? propose d'un tratto Norine. Ci
prendiamo un caff. Devo preparare il pranzo per Stephen, 
spieg Priss. Gli daremo noi da mangiare, disse Norine in tono
ospitale. Abbiamo una cotoletta di agnello, da qualche parte,
e della lattuga. Queste cose le mangia? Priss era tentata. Anche
a casa aveva dell'agnello e degli spinaci freschi e la sua patata
che aspettavano di essere cucinati, e la mattina gli aveva preparato
della tapioca con del bianco d'uovo montato. Ma si sent lusingata
scoprendo di non aver disturbato Norine ed era un po' stufa
della monotonia della sua vita. Da quando aveva smesso di lavorare,
prima della nascita di Stephen, le capitava di rado di vedere
qualcuno di diverso. Abbiamo tre gatti, disse Norine a
Stephen. E una cesta piena di gattini. Questo fece decidere
Priss; gli animali, sentiva, erano importanti per un bambino, e
Sloan non voleva che ne tenessero per via delle allergie.
La casa di Norine aveva un portoncino rosso. Degli operai stavano
ancora finendo il muro in vetrocemento. Dentro, una rampa,
tinteggiata di fresco, saliva ai piani superiori. Comparve un
domestico dall'aspetto macilento, in maniche di camicia, che spinse
di sopra la carrozzina con dentro Ichabod. A Priss sembr una
soluzione molto pratica: sbatacchiare una carrozzina su e gi per
le scale era un fastidio, e anche lasciarla nell'ingresso a ingombrare;
e per di pi, quando fosse stato un po' pi grande, Ichabod non
sarebbe inciampato. Era colpita da questa casa, che le dava un'impressione
di comodit; sembrava solo strana vista dalla strada, ma
sembravano stonate le altre, non quella di Norine. Ci che la sorprendeva
era che Norine potesse avere una casa come questa e nello stesso tempo essere contro il progresso. Ma Norine spieg che era un classico moderno.
Nel salotto, al piano di sopra, due pareti erano dipinte di rosso
scuro; il vetrocemento dalla strada lasciava entrare una luce soffusa,
e un muretto interno in mattoni trasparenti isolava in parte
un mobile bar con finiture cromate. C'erano tavolini rotondi col
bordo sempre cromato e spaziosi e soffici divani color crema. C'erano
grandi vasi di vetro pieni di sanguinella, i cui fiori, a un esame
ravvicinato, si rivelavano di carta. Nella biblioteca c'erano un
grande grammofono, una batteria e un pianoforte bianco, come
nei locali notturni. Sul piano c'erano ancora dei bicchieri a boccia
con dentro dei residui di brandy. Le stanze erano illuminate da luci
indirette, nascoste all'interno di scanalature, e i pavimenti erano
ricoperti, da parete a parete, con una spessa moquette color crema.
Era tutto costoso e di buon gusto, come Priss riconosceva.
L'unica cosa era che a Priss, che era piccola, tutti i mobili sembravano
molto grandi. Mobili da giganti. Quando Norine la sistem
all'estremit di un profondo divano del salotto, si sent come
Ricciolidoro nel pi grande dei letti dei tre orsi.
Stephen era stato condotto via dal domestico, a vedere i gattini,
che vivevano nella lavanderia al pianterreno. Il caff arriva
tra un minuto, disse Norine, piazzandosi all'estremit opposta
del divano. Se ti va riscaldato. Sistem in mezzo a loro un grande
posacenere di vetro, una specie di tinozza, apr un pacchetto di
sigarette, e si tolse gli occhiali da sole e le scarpe. Terranno
Stephen di sotto, disse. Adesso possiamo parlare. Incroci
le gambe sotto di lei nei pantaloni di lino nero. Forse ti stupir
sapere che sono stata innamorata follemente di Harald. Per quattro
anni. Non ho mai permesso che la cosa interferisse nel mio rapporto
con Kay. Ho sposato Freddy quando ho capito che non c'erano
speranze. In realt, non avevo mai avuto speranze, ma me
l'ero raccontata. Parlava con voce asciutta, fumando veloce, e
dondolandosi avanti e indietro sul bacino; la sua apatia si era dileguata.
Abbiamo consumato qualche volta, anni fa... niente di
che. Poi per lui  finita: Harald  cos. Ma continuava a frequentarmi,
come amico; aveva fatto di me la sua confidente, mi raccontava
delle altre donne. Sapevi che aveva altre donne? Priss
annu. Con te non ci ha mai provato? No. Ma con Dottie si.
Quand'era gi sposata. Ha tentato di combinare un appuntamento.
Le donne a lui erano necessarie, disse Norine. Ma io pensavo
di essere speciale. Credevo che mi avesse liquidata per Kay, per rispetto
del rapporto che avevamo. Ogni tanto, mi spogliava e osservava
il mio corpo. Poi mi dava una pacca sul fianco e se ne andava
a casa. O da qualche altra. Dopo, me lo raccontava. Ogni volta che
andava a letto con una donna me lo raccontava. Quello che non mi
raccontava, per, era di quelle donne con cui non andava a letto. Io
non ero l'unica, ho scoperto. Girava per la citt a spogliare le sue
vecchie fiamme per poi andare via. Giusto per sapere che erano disponibili.
Come uno che controlli le scorte. E queste vecchie amanti
erano tutte innamorate di lui. Almeno quelle che conoscevo io.
Harald ha un grande carisma. Avrebbe potuto fare il monaco.
Entr il maggiordomo dall'aspetto macilento con un vassoio su
cui c'erano due tazze da caff fuori misura, una caffettiera d'argento
ingiallita, e una lattiera e una zuccheriera dello stesso servizio.
Lo zucchero era avvolto in carta con la scritta Schrafft's.
Non riesco ad abituarmi a essere ricca, sospir Norine. Mi
porto sempre a casa lo zucchero che danno da Schrafft's, quando
prendi un caff al banco. Ma non lo toglie la servit dalla carta.
Freddy  mortificato. Il maggiordomo si ritir. Perkins! lo
richiam Norine. Vuoterebbe questo posacenere? Lui prese la
tinozza e ne port un'altra pulita. Devo stargli addosso perch lo
faccia, disse Norine. Freddy ha la mania dei posacenere vuoti.
 buffo, vuole che si porti via e si lavi tutto quello che lui tocca.
Durante questa conversazione, Priss si era accorta che il dietro
della sua gonna era umido, e si inumidiva sempre di pi. Spost
il suo peso da una natica all'altra. Poi tocc il cuscino color
crema. Era inequivocabilmente bagnato. Nello stesso istante Norine
esplor il dietro dei suoi pantaloni di lino. Oddio! disse.
L'hanno fatto di nuovo. Devono aver lavato questi cuscini con
la saponata mentre ero fuori. Freddy sta facendo venire a tutti il
complesso della pulizia, qui. Rise. Il padre di Freddy l'altra sera
ha avuto un attacco di reumatismi perch si era seduto su una
foderina bagnata, in sala da pranzo Priss si alz; sulla gonna aveva
una grossa macchia di umido. Perkins! Norine and alla
porta e grid verso il piano di sotto. Ci potrebbe portare un paio
di spugne? Il maggiordomo entr con due enormi asciugamani
con la cifra e li stese alle estremit del divano perch le giovani signore
ci si accomodassero sopra. Grazie, disse Norine. Perkins
se ne and. Dimmi, si rivolse a Priss, si dice grazie a un
domestico? Freddy dice che non si deve; servirti  il loro dovere.
Non li ringrazi quando servono a tavola, disse Priss. Ma se
fanno qualche cosa di speciale per te, come portare quegli asciugamani,
allora s. E in genere si dice per piacere, aggiunse con
discrezione, quando si chiede di fare qualcosa di speciale. Cio,
puoi dire serviresti dell'altro arrosto a Mr Rogers? Ma se chiedi
a una cameriera di portarti un fazzoletto o la borsa, allora dici
per piacere.  quello che pensavo, disse Norine. Freddy
si sbaglia. Mi sa che dovr comperarmi il galateo di Emily Post.
Da mia nonna mi ricordo che dicevamo sempre per piacere e
grazie, ma loro erano tedeschi dal lato di mio padre. Le cameriere
facevano praticamente parte della famiglia. Io non conosco
le regole della buona societ newyorchese, come te.
Priss era imbarazzata; era sicura che Freddy ne sapesse quanto
lei. Era solo che a Norine sfuggivano le sfumature. Ricomparve il
maggiordomo. Sussurr qualcosa all'orecchio di Norine. Oh,
okay, disse guardando in direzione di Priss. Pensaci tu. Per
piacere. Cos'ha detto? chiese Priss, avendo capito che il messaggio
aveva qualcosa a che fare con lei. Stephen cac, disse
Norine come se niente fosse. Priss balz in piedi, diventando di
tutti i colori. Arrivo, disse al maggiordomo. Oh, mi dispiace
da morire! Pu pensarci Perkins, disse Norine, quasi costringendo
Priss ad accomodarsi di nuovo sul divano. Oppure la
bambinaia di Ichabod. Lavategli i pantaloni e mettetegli un pannolino, 
disse poi rivolta all'uomo. Priss rinunci fin troppo volentieri.
L'ignominia di Stephen e lo strano tempo passato di quel
verbo, che non aveva mai sentito usare in una conversazione normale,
neanche al presente (figurarsi da una donna e davanti alla
servit!) l'avevano frastornata. In quella forma suonava come
procre nella Bibbia qualcosa di arcaico. Il suo cervello, arrossendo
di se stesso, cerc altre forme possibili.
Dov'ero rimasta? chiese Norine. Ah s, Harald. Be', io
ero pazza di lui. Ma lui era fissato con Kay. Non ho mai capito con
esattezza il perch. Tutti gli psichiatri dell'ospedale dicevano che
c'era un certo legame. Dipendenza reciproca. Harald parlava
della sua vitalit. Pensava che i suoi accessi di aggressivit fossero
legati alla Forza Vitale non  mai andato oltre Shaw. Secondo
te lei  pi vitale di me? Priss non voleva rispondere a
questa domanda. Kay ha un sacco di energia, disse. E credeva
moltissimo in Harald. Non pensi fosse quella la cosa principale?
E poi... non voglio essere scortese, ma era Kay a portare a
casa la pagnotta. Harald avrebbe potuto avere decine di donne
ricche, dichiar Norine. E io per lui avrei anche pulito i pavimenti.
O fatto la cameriera o l'entraneuse. Per Kay non era un
sacrificio timbrare il cartellino da Macy's. Le piaceva. Mentre io
ero pronta a sacrificare tutto.
Gli occhi color bronzo le si riempirono di lacrime. Oh, non
dire cos, Norine! supplic Priss, toccata da quelle lacrime quasi
al punto da abbandonarsi anche lei alla confidenza. Non consigliava
il sacrificio, aveva docilmente rinunciato al proprio lavoro
e ai suoi ideali sociali per il bene di Sloan. Adesso era troppo tardi,
perch c'era Stephen, ma lei era convinta di aver fatto un errore.
Anche Sloan sarebbe stato molto pi felice se lei fosse stata
dove voleva essere a Washington, una modesta rotella nell'ingranaggio
del New Deal, che lui detestava e se avesse potuto
sfoggiare la moglie bolscevica. Era orgoglioso di lei quando era
nell'NRA, perch aveva dimostrato grinta, e adesso anche questa cosa era finita.
S! disse Norine, convinta. E darei ancora qualsiasi cosa.
Tutti gli shegel di Freddy. Abbracci con uno sguardo desolato
i suoi beni. Non  vero, non qualsiasi cosa, disse Priss con
fermezza. E Ichabod? Norine si accese una sigaretta. Cristo,
mi ero dimenticata di Ichabod. No. Hai ragione. Ho consegnato
ostaggi alla ricchezza. Un ostaggio. Harald non prenderebbe
mai con s il figlio di un altro. Ebbe un colpo di tosse, roco.
E non  un ammiratore del popolo eletto. Per lui, Ichabod 
un piccolo giudeo. Priss era scioccata dal linguaggio di Norine;
forse quando eri sposata con un ebreo era diverso; forse questo ti
dava una specie di licenza, cos come la gente di colore pu darsi
del negro. Ma Priss si sentiva a disagio. Pos la tazza del caff.
Norine fumava in silenzio, chiaramente in preda allo sconforto.
Priss rimpianse di essere venuta a casa sua; l'invito, adesso se ne
rendeva conto, era stato solo un pretesto per parlare di Harald.
Come sempre dopo che ci si lascia andare, adesso probabilmente
Norine lo rimpiangeva. In risposta, anche la coscienza di Priss si
agit; sentiva che non avrebbe dovuto portare Stephen in questa
casa strana. Sloan avrebbe disapprovato. Solo il Signore sapeva cosa
gli avrebbero dato da mangiare, gi al piano di sotto. Qualcosa
che gli faceva male, non c'era dubbio. E sarebbe arrivato a casa tardi per il sonnellino.
Mi chiedo, disse educatamente, se potremmo dare un'occhiata
a Stephen. Non  abituato agli estranei. La coscienza le
rimordeva di nuovo per aver lasciato che lo pulissero loro. E se
per caso gli avevano detto Bambino cattivo! come era abitudine
diffusa tra i domestici ignoranti? Eppure solo pochi minuti
prima aveva quasi sperato che l'avessero fatto. Norine si alz,
pronta. Certo, la rassicur. Per, prima dimmi una cosa.
Un rantolo di tosse da fumatrice. Priss non immaginava cosa stesse
per venir fuori. Norine la fiss negli occhi. Secondo te Ichabod sembra ebreo?
Di nuovo, Priss non sapeva cosa rispondere. Ichabod era troppo
piccolo per avere il naso aquilino; gli occhi erano ancora del colore
degli occhi di tutti i neonati, un blu ardesia scuro; aveva la
pelle scura, ma poteva essere perch aveva preso sole. Era vero che
aveva qualcosa di diverso dagli altri bambini. Era pi lungo della
media, aveva notato Priss, e questo gli dava un'aria malinconica,
come di uno stelo esausto. Aveva le occhiaie, e i piccoli lineamenti
erano un po' tesi. Non c'era dubbio che sembrava un bambino
segnato da un destino particolare, come dicevano del popolo ebraico.
Anche la nudit gli conferiva una sorta di pathos, come se non
fosse solo un neonato, ma un esemplare anomalo della razza umana,
da esibire in uno zoo. Ma il fatto che non somigliasse a Stephen
quando aveva la sua et non era una risposta alla domanda di Norine,
anche se Priss avesse voluto darla. Per la verit lei non era
neanche sicura che Norine la volesse sentire.
Non assomiglia a te, disse con sincerit. Forse assomiglia
al padre. Norine le pass una grande fotografia incorniciata di
un uomo bruno e riccio, piuttosto bello e appena un po' pingue.
Ichabod non assomigliava a Freddy. Assomiglia a se stesso, mi
sa, concluse Norine. Scesero lungo la rampa. In cucina trovarono
Stephen con addosso un pannolino, il maggiordomo, la cuoca,
tre grossi gatti di angora e una cesta di gattini. Stephen aveva finito
il suo pranzo, tranne che per una bella fetta di torta al cioccolato,
che aveva lasciato nel piatto. A quanto pare non la vuole,
signora, fece la cuoca a Norine. Guardavano tutti Stephen
stupiti. Priss si scus. Non sa cos'. Conosce solo i cracker integrali
e i biscotti a forma di animale e quelli di maranta. Cotti, 
disse Stephen. Cotti animale. Proprio in quel momento sulla
soglia apparve una ragazza bionda, molto carina, con una sottile
camicetta dall'ampia scollatura che le metteva in evidenza i seni;
portava una gonna chiara a pieghe e tacchi alti. Buongiorno, Cecilia,
disse Norine. Si rivolse a Norine. Questa  la bambinaia
di Ichabod. La ragazza aveva in mano le mutandine di Stephen
e il pagliaccetto giallo. Le mutandine sono ancora umide, disse.
Ma ho stirato il pagliaccetto e si  asciugato, Norine. Vuole
che glielo metta? Lo faccio io, si affrett a dire Priss. Quando
la ragazza si era piegata per aiutarlo, Stephen aveva allungato
una mano per toccarle il petto. Continuava a tenerla d'occhio mentre
la madre lo vestiva. Cog'? disse indicando il seno. Tutti
tranne Priss e il maggiordomo risero. E precoce, disse la ragazza,
abbracciandolo, cosa che offr a Stephen l'occasione che
aspettava. Affond la mano nella scollatura del vestito. Attenzione,
ridacchi Norine. Cecilia  vergine e papista. Priss
tolse la mano. Si guard intorno in cerca di qualcosa da dargli, perch
non si mettesse a piangere. Il passeggino era di sopra; non c'era
niente se non la fetta di torta. Ne prese un pezzo e lo ruppe in
due. Una parte se la mise in bocca. Guarda!  buona, disse
masticando. Riluttante, lui stacc gli occhi dalla procace bambinaia
e imit la madre. Poco dopo divorava golosamente la torta al cioccolato ricoperta di glassa scura di un panettiere ebreo.
...
.
...
Capitolo quindicesimo.
...
.
...
Dopo quell'incontro, Priss scelse un nuovo posto, al parco. Anche
se qualche volta passava davanti alla casa col portoncino rosso,
sceglieva l'altro lato della strada e non rivide Norine fino al funerale
di Kay. Era passato pi di un anno da allora, un anno terribile,
ed era cambiato tutto. Era scoppiata la guerra. Lakey era
tornata dall'Europa. La Francia era caduta; la Lutwaffe stava bombardando
l'Inghilterra, e Kay era morta, a ventinove anni. Era una
bella giornata di luglio, bella come il giorno di giugno del suo matrimonio,
e ancora una volta la scena era la chiesa di St George,
in Stuyvesant Square. Questa volta la funzione si celebrava nella
chiesa vera e propria; erano in troppi perch la cappella li potesse
contenere. L'organo suonava Ogni carne  come erba dal Requiem
di Brahms, e quelli delle pompe funebri avevano portato il
feretro di Kay, semplicissimo. Era davanti all'altare ricoperto di
gipsofile e zinnie bianche. Officiava il parroco in persona.
Kay ne sarebbe stata felice, le sue amiche lo sapevano. Avevano
lottato con tutte le loro forze per farla seppellire con rito episcopale.
Mrs Hartsorn alla fine aveva sistemato la cosa parlando
col dottor Reiland, un vecchio amico di famiglia. Aveva fatto notare
che Kay si era sposata nella sua chiesa, il che gli avrebbe dovuto
dare titolo a celebrare il funerale. Prima di questo, Julia, la
zia di Polly, aveva parlato al suo parroco di St Bartholomew, e
Pokey, dalla campagna, aveva telefonato alla chiesa di St James;
Helena aveva fatto intercedere un'amica che era sposata col figlio
del parroco di St Thomas. Era incredibile quanto potessero essere
intransigenti questi religiosi sul seppellimento di una persona
che non apparteneva alla loro comunit.
Il padre e la madre di Kay sarebbero arrivati troppo tardi per
la cerimonia: con questo caldo non si poteva aspettare troppo a
lungo. In interurbana, avevano detto a Helena di far cremare la
figlia, e che avrebbero portato a casa le ceneri erano molto
amareggiati. Ma Helena era certa che a Kay non sarebbe piaciuto per
nulla, e aveva ritelefonato per dire che le amiche volevano organizzarle
una cerimonia in chiesa, se i genitori erano d'accordo.
Qualsiasi cosa avesse voluto Kay, aveva detto il padre: probabilmente
le sue amiche sapevano cos'era meglio fare. Anche questo
destava amarezza. E tuttavia il gruppo era sicuro di fare la cosa
giusta. Kay, crescendo, si era man mano estraniata dai genitori:
non erano andati per nulla d'accordo mentre lei era all'Ovest e,
quando aveva insistito per tornare a New York dopo il divorzio
pur avendo l una casa, li aveva feriti. Comunque, l'avevano aiutata
finanziariamente, ed era stato molto bello da parte loro, proprio
come in questa circostanza avevano telegrafato all'impresa di
pompe funebri delegando Helena. Che peccato che Kay non avesse
trovato il tempo cos si era espresso il padre di scrivere neanche
una lettera nel mese prima di andarsene. Naturalmente, se l'avesse saputo l'avrebbe fatto.
Al college il gruppo aveva fatto lunghe discussioni su come a
ciascuna di loro sarebbe piaciuto essere seppellita. Pokey aveva votato
per la cremazione senza nessuna cerimonia, e Libby avrebbe
voluto che le sue ceneri venissero disperse nel porto di New York.
Ma Kay, come le altre, si era pronunciata a favore di una normale
sepoltura in terra, con un prete che leggesse la formula funebre
nel momento dell'inumazione adorava la parte Io sono la Resurrezione
e la Vita (in realt queste erano parole che si dicevano
in chiesa, non di fronte alla fossa) che era solita recitare, avendo
fatto la parte di Sydney Carton in una riduzione teatrale di Una
storia tra due citt, fatta a scuola. E odiava l'imbalsamazione: non
voleva essere riempita di fluido. A Salt Lake City usciva con un
ragazzo il cui padre aveva un'impresa di pompe funebri aveva
confidato una volta, arrossendo, a Lakey che le aveva mostrato
tutti i macabri strumenti del mestiere. Era proprio tipico di Kay
manifestare preferenze cos forti, convenivano le amiche. Dopo
tutti quegli anni sette, dalla laurea il gruppo si ricordava ancora
con esattezza cosa le piaceva e cosa no. E non aveva mai cambiato idea.
Questo, triste a dirsi, aveva reso semplice preparare la sua salma
per il funerale. Era la prima volta che facevano una cosa del
genere. Quando era morta una persona loro vicina, si era sempre
trattato di una persona anziana, e non avevano mai avuto niente
a che fare coi preparativi. Non avevano la minima idea di come si
compongono le salme. Ma dato che Kay aveva divorziato da Harald,
e la sua famiglia non c'era, si erano organizzate. Tanto per
cominciare, avevano avuto una lite terribile con l'impresario delle
pompe funebri, che voleva imbalsamarla, quando aveva ricevuto
la salma dalla polizia, e Helena aveva dovuto telefonare a un avvocato
per accertarsi di avere il diritto dalla loro. Sfidare le convenzioni
si era rivelato di una tale difficolt che alla fine sembrava
quasi non ne valesse la pena. Ma Mrs Hartshorn le aveva aiutate,
e anche Ross, e Mrs Davison, che era nel salone del Vassar Club
quando era successo e Kay era precipitata gi dal ventesimo piano.
Per fortuna la caduta era stata interrotta da un cornicione del
tredicesimo piano, e Kay era atterrata su un tendone, e cos non
si era sfracellata al suolo: solo il suo povero collo si era spezzato.
E, sempre per fortuna, c'era li Mrs Davison era venuta da Watch
Hill per un incontro del comitato direttivo dell'Associazione degli
anglofoni per prendere in consegna il corpo e fare contattare i genitori di Kay da Helena.
Avevano composto la salma nel minuscolo appartamento di Helena
sull'Undicesima Strada Ovest. Era sembrato il posto pi adatto,
visto che Helena non era sposata, senza contare che erano state
compagne di camera. L'addetto delle pompe funebri aveva mascherato
i lividi, ma non avevano lasciato che la truccasse per farla
sembrare naturale. Kay non aveva mai usato il rossetto per le
guance. Avevano ispezionato l'armadio nella sua stanza al Vassar
Club, alla ricerca dell'abito adatto il vestito da sposa era fuori
questione, e in ogni caso lo aveva buttato via molto tempo prima:
non le era mai piaciuto quel vestito col fisci bianco. Guardando
i vestiti (molti dei quali avrebbero avuto bisogno di qualche punto)
sugli attaccapanni, non riuscivano a decidersi. Lakey, con la
sua acutezza, tronc le loro indecisioni. A Kay sarebbe piaciuto
essere sepolta con un abito nuovo, naturalmente. Per le altre era
quasi inconcepibile fare acquisti per una persona morta, ma Lakey
prese uno degli abiti di Kay come campione e and dritta da Fortuny's
e le comper un abito lungo plissettato di seta bianco avorio
tipo quelli che indossava la duchessa di Guermantes per ricevere.
Poi le altre si ricordarono che Kay aveva sempre desiderato
un vestito di Fortuny's, che mai si sarebbe potuta permettere.
A Kay sarebbe piaciuto moltissimo il vestito e sarebbe stata soprattutto
felice che glielo avesse comperato Lakey. Le misero il
suo vecchio braccialetto d'oro sul braccio nudo: non aveva mai
posseduto altri gioielli, a parte la fede odiava la bigiotteria. Helena
le cerc dei mughetti una volta li raccoglievano insieme nei
boschi intorno a Pine Walk ma ovviamente non era pi stagione.
Mrs Davison ebbe un pensiero molto carino: chiuse gli occhi
di Kay con due antiche monete cristiane d'argento, che aveva fatto
cercare da Helena da un collezionista.
C'era stato molto da fare, e in pochissimo tempo. Non avrebbero
mai immaginato come fossero complicati gli ultimi preparativi,
soprattutto quando la defunta era, come Kay, una che veniva
da fuori, con residenza temporanea a New York. Per esempio,
trovare un luogo di sepoltura. Pokey, con grande generosit, aveva
offerto un posto nella sua tomba di famiglia, e questo sarebbe
piaciuto anche a Kay, trovarsi in mezzo a quella schiera di Livingston
e di Schuyler. Farlo sapere a tutti quelli che l'avevano conosciuta.
Pubblicare il necrologio sui giornali. Scegliere col parroco
i salmi e il passo della Bibbia da leggere e le preghiere: se ne
erano occupate Helena e Mrs Davison. Scegliere l'inno. C'erano
tante decisioni da prendere. I fiori: avevano deciso di mettere solo
fiori naturali di stagione, niente che fosse di serra. Ma era pi
facile a dirsi che a farsi: i fiorai pretendevano di venderti le corone
e quando dicevi di no reagivano come se tu volessi fare economia,
come l'impresario delle pompe funebri quando rifiutavi l'imbalsamazione
e insistevi per una bara semplice. A Kay sarebbe piaciuta
una bara semplice di pino, ma sembrava fosse assolutamente
impensabile. Poi decidere se tenere il feretro aperto o chiuso in
chiesa. Alla fine concordarono di tenerlo chiuso, ma chi aveva conosciuto
Kay meglio, e voleva vederla, poteva venire da Helena prima
che arrivassero quelli delle pompe funebri. Helena serv sherry
e biscotti a chi arrivava. Anche questo aveva voluto dire decisioni:
sherry o madera, biscotti o tramezzini? Le ragazze erano riluttanti
anche solo a pensare a cose come i tramezzini (o forse erano meglio
le tartine?), ma le pi anziane furono irremovibili sul fatto che Helena
dovesse servire quelle che Mrs Davison chiamava le vivande funerarie.
Ci si accorgeva di essere ossessionate da questi dettagli insignificanti.
Avrebbero dovuto distrarti dal dolore. E in effetti, era
proprio ci che succedeva. Ti dimenticavi il motivo per cui stavi
facendo tutto questo: perch Kay era morta. E il sollievo di arrivare
finalmente a una decisione o che qualcun altro la prendesse
per te, come quando Lakey aveva comprato il vestito, ti faceva
sentire proprio contenta, fin quando non te ne ricordavi.
Erano curiose, anche, le differenze di comportamento che si
manifestavano nelle persone di fronte alla morte. Ti odiavi per
averle rilevate, in una circostanza del genere, ma non potevi farne
a meno. Per esempio, Mrs Hartshorn e Ross erano state fantastiche
nel vestire Kay, anche nel momento pi terribile metterle
la biancheria intima: il corpo era stato consegnato pronto per
la sepoltura (che supponevano significasse liberato dalle viscere),
avvolto in una sorta di sudario. E Polly le aveva aiutate con grande
calma, il che si spiegava probabilmente col fatto che aveva lavorato
in un ospedale. Ma le altre non riuscivano neanche a stare
nella stanza mentre lo facevano. Quando Ross era venuta in soggiorno
a fare una domanda bisognava mettere il reggiseno a Miss
Kay? si erano sentite male. Era anche una questione di non facile
soluzione. Sembrava contro natura, in un certo senso, seppellirla
col reggiseno (per fortuna Kay non aveva mai portato il busto),
e per, come fece notare Ross, il vestito di Fortuny's era aderente.
Alla fine, avevano detto a Ross di metterglielo.
Alle ragazze non sfugg che Mrs Davison, che era un'incredibile
macchina da organizzazione e mentalmente non sussultava mai
di fronte alla morte, aveva le loro stesse reazioni davanti alla manipolazione
del cadavere. Rimase in soggiorno anche lei, guidando
la conversazione, mentre Ross e Mrs Hartshorn e Polly facevano
il necessario. Mi meraviglio, Helena, disse, che tu non
l'abbia fatta vestire da quelli delle pompe funebri. Sono pagati per
farlo. Da ciascuno secondo le sue capacit. Per la verit, anche
le altre si meravigliavano, adesso che si rendevano conto di cosa
comportasse, ma in loro si era sviluppata un'immediata antipatia
per l'uomo delle pompe funebri, con la sua voce untuosa e i
suoi barattolini di belletto. E tuttavia le pompe funebri erano una
componente necessaria della societ quanto necessaria, le ragazze lo capivano solo ora.
Pur con Kay nella stanza accanto (ed ecco un'altra cosa), il gruppo
non poteva non essere segretamente divertito da Mrs Davison,
che era un personaggio e sapeva di esserlo, loro sospettavano.
Drappeggiata nel suo fluttuante vestito nero, con una spilla di onice,
chiacchierava amabilmente di bende per la sepoltura e di lenzuola
funebri, estraendo di tanto in tanto dalla borsetta a rete foglietti
con citazioni appropriate, o lasciandosi andare a qualche
guizzo di humour nero. Se solo Kay fosse stata qui, dichiar,
scuotendo la testa, avrebbe di sicuro diretto lei tutta la faccenda.
Finch ci fu qualcosa da fare, Libby non comparve. N si offr
di contribuire alle spese, che le altre avevano diviso fra tutte. Si
era sposata, l'estate scorsa a Pittsfield, con un autore di successo
di romanzi storici di cui si era occupata; soltanto Polly era andata
al matrimonio, che aveva avuto luogo nel parco di famiglia, in una
scenografia elisabettiana con Purcell suonato al flauto dolce nel
gazebo. La mattina del funerale, era arrivata trafelata, in tempo per
lo sherry e i biscotti, indossando una toque nera e una lunga catena
che chiamava chtelaine. Pensava che il vestito di Fortuny's
non fosse del colore di Kay ed era molto curiosa di sapere quanto
Lakey l'avesse pagato. E quasi percepisse la disapprovazione del
gruppo, procedette con le gaffe. E adesso, ragazze, disse, spostandosi
in avanti sulla sedia ed esaminando un biscotto, ditemelo.
Giuro che non lo racconter a nessuno. Si  buttata di sotto o  caduta?
Mrs Davison pos la mano grassoccia sul braccio di Polly, per
trattenerla. Puoi dirlo a chi vuoi, Elizabeth. Anzi, spero che lo
farai.  caduta. Oh. So che questo  stato il verdetto della polizia, 
disse Libby. Helena fece per parlare. Tocca a me parlare,
Helena, disse Mrs Davison. Dopotutto, sono stata l'ultima a
vederla viva. Neanche un'ora prima. L'ho invitata a prendere il
caff con me nel salone dopo cena. Ho sempre avuto un debole per
Kay. E come ho detto alla polizia, era di ottimo umore. Era perfettamente
lucida. Abbiamo parlato di Churchill e delle incursioni
aeree e della necessit di una chiamata alle armi in questo paese.
Lei mi ha parlato di un colloquio che doveva avere da Saks nella
Quinta Avenue. Kay non aveva alcuna intenzione di togliersi la vita.
Se per un po' non fosse stata in un istituto psichiatrico, la questione
non sarebbe mai stata sollevata.
Le ragazze annuirono. Era questo l'aspetto davvero ingiusto di
tutta la faccenda. E se la polizia non avesse dissipato ogni sospetto,
Kay non avrebbe potuto avere una sepoltura cristiana. Avrebbe
dovuto essere sepolta in terreno non consacrato.
Si potrebbe dire, Elizabeth, continu grave Mrs Davison,
che Kay  stata la prima vittima di guerra americana. Oh, mamma!
protest Helena.  un modo ridicolo di vedere le cose.
Ma in un certo modo ridicolo era vero. Kay, a quanto pareva, stava
esercitandosi ad avvistare gli aeroplani dalla sua finestra al Vassar
Club quando chiss come aveva perso l'equilibrio ed era caduta.
Aveva bevuto due cocktail prima di cena, il che poteva avere
un po' influenzato le sue reazioni motorie. Per chi l'aveva vista di
frequente da quando era tornata la primavera scorsa, il modo in
cui era morta era stato uno shock ma non una completa sorpresa.
Negli ultimi tempi era molto preoccupata per la guerra, come molte
donne sole. E come le sue amiche potevano testimoniare, parlava
molto di incursioni aeree e della necessit di essere preparati.
Fin dall'invasione dei Paesi Bassi, aveva detto che era solo questione
di giorni e l'America si sarebbe trovata in guerra. Era
convinta che il conflitto sarebbe iniziato con un attacco aereo nemico
a sorpresa: Hitler non avrebbe aspettato che Roosevelt si armasse
e gli dichiarasse guerra. Avrebbe mandato la Luftwaffe una
notte a distruggere New York o Washington. Se lei fosse stata al
posto di Hitler, avrebbe fatto esattamente cos. La guerra lampo
consisteva proprio in questo. Secondo un ufficiale della Air Force
che lei conosceva, i nazisti disponevano di bombardieri ad ampia
autonomia l'arma segreta di Hitler in grado di compiere il volo.
Probabilmente l'avrebbero combinato con un attacco sottomarino sulla costa.
Il fatto che l'America fosse neutrale non voleva dire niente.
Anche la Norvegia e la Danimarca e i Paesi Bassi erano stati neutrali.
Era una sostenitrice dell'idea che il sindaco La Guardia dovesse
iniziare esercitazioni in previsione di bombardamenti su New
York e imporre l'oscuramento. Voleva fare la vedetta nella protezione
antiaerea, come si faceva in Inghilterra, e sollecitava il Vassar
Club a procurarsi secchi di sabbia e badili e a organizzare una
squadra di difesa civile. Si era comperata una radio per la sua stanza,
e qualcuno le aveva regalato un set di cartoncini dell'Air Force,
che stava studiando per familiarizzare coi vari modelli di aereo.
Quando non ascoltava la radio o non discuteva con gli isolazionisti, ispezionava i cieli.
Questa nuova mania di Kay divertiva le amiche, quando non
le rattristava. Nemmeno Priss, che era attiva in vari comitati per
far entrare l'America in guerra a fianco degli alleati, credeva che
Hitler avrebbe attaccato l'America. Desiderava quasi che lo facesse,
per spronare gli americani all'azione. La sua paura era che
la guerra sarebbe finita quell'estate quanto ancora poteva resistere
il popolo inglese da solo? con l'Europa in schiavit, mentre
l'America stava a guardare senza far niente. O mandava troppo
poco e troppo tardi, come aveva fatto con la Francia. Priss era
quasi impazzita durante la caduta della Francia: anche lei era rimasta
incollata alla radio. Aveva fatto prendere a Sloan una radio
portatile per quando andavano in spiaggia a Oyster Bay. E adesso,
in citt, allo scoccare di ogni ora accendeva per ascoltare il notiziario,
aspettandosi di sentire che Churchill aveva capitolato o
era scappato in Canada col governo. Questo timore, in effetti, aleggiava
nella mente di tutti. Mentre preparavano il funerale, Helena
tenne sempre la radio accesa, a basso volume, per paura di perdere
un bollettino. Per il resto della vita, pensavano le ragazze,
ogni volta che si fossero ricordate di Kay, avrebbero ricordato la
voce dell'annunciatore che ragguagliava sulle perdite della notte.
Solo Mrs Davison aveva speranza. Statemi bene a sentire: il popolo
inglese non si arrender mai. Come ripeto sempre a Davy Davison,
sar un'altra Invincibile Armata. Ma Kay, col suo carattere
positivo, era gi oltre l'Inghilterra e stava ormai pianificando
la difesa dell'America. Ci che aveva rattristato le amiche era che
il suo interesse per quella che chiamava la tabella di marcia di Hitler
era chiaramente una rivalsa contro Harald, che era diventato
un fanatico sostenitore di America First e si stava facendo un certo
nome parlando ai loro comizi. Se solo Kay fosse riuscita a dimenticarlo,
invece di arruolarsi in una campagna opposta. E tuttavia,
il suo zelo per essere pronta alla guerra le aveva dato una ragione
di vita. Che crudele ironia che proprio questo avesse causato la sua morte!
La cameriera che aveva fatto la sua stanza al Vassar Club aveva
detto alla polizia di aver spesso visto Kay sporgersi dalla finestra
e di averle raccomandato di non farlo. S, Elizabeth, disse
Mrs Davison. Ho interrogato la cameriera io stessa. E ho
misurato la finestra. Una ragazza dell'altezza di Kay poteva facilmente
perdere l'equilibrio e cadere. Come ho fatto notare alla polizia,
stava ascoltando la radio, e aveva lasciato una sigaretta accesa
nel posacenere accanto al letto. Un'abitudine molto pericolosa.
Ma nessuna ragazza che avesse intenzione di uccidersi lo
farebbe nel mezzo di una sigaretta. Evidentemente, mentre stava
fumando ha sentito il motore di uno o pi aeroplani e si  alzata
per sporgersi dalla finestra. Credo di aver sentito io stessa i motori
mentre stavo sfogliando una rivista nel salone. Ma mi  passato
tutto di mente al rumore dello schianto. Lo sento ancora adesso.
Tir fuori un fazzoletto e si asciug gli occhi.
Prendendo posto in chiesa, le ragazze si guardavano intorno
sorprese per il numero di persone che erano gi l: era quasi una
folla, e ne stavano ancora arrivando altre. C'era l'ex capo di Kay
da Macy's e un'intera delegazione di colleghi. Mrs Renfrew era
venuta da Gloucester, in rappresentanza di Dottie. C'era Mr Andrews,
con la sorella, la famosa zia Julia, e Ross. Libby e il marito.
Lakey e l'amica titolata che era venuta con lei dall'Europa la
baronessa d'Estienne. C'erano Pokey e il marito e, nel banco subito
davanti, Polly e Helena furono stupite di vedere Hatton, il maggiordomo
dei Prothero. Salve, Hatton, sussurr Polly. Buonasera,
signora. Buonasera, signorina. Sono qui in rappresentanza
della famiglia. La signora manda le sue condoglianze. E Forbes
saluta tutte. Fu un funerale piuttosto mondano, il che avrebbe fatto piacere a Kay.
Connie Storey avanz lentamente lungo la navata e prese posto
accanto a Putnam Blake e alla sua terza moglie. Davvero una
bella partecipazione, cara, disse Mr Davison con tono di approvazione.
Una sorta di voto di fiducia. Polly individu Dick
Brown, quel vecchio amico di Harald, con cui il tempo non si era
mostrato clemente. Jim Ridgeley scivol nel banco accanto a Polly.
Conosci tutti? le chiese. No, gli sussurr lei in risposta.
Che mi venga un colpo! disse Jim e indic lo psichiatra che
aveva curato Kay alla Payne Whitney. Quelle mi sembrano alcune
delle vecchie pazienti, aggiunse, indicando un gruppetto di
tre donne. Mrs Davison fece un cenno col capo alla segretaria del
Vassar Club. Priss riconobbe Mrs Sisson, a cui era stata seduta vicina
al matrimonio di Kay. Comparvero altre loro compagne di
corso. Un ufficiale con le alette dell'aviazione sopra il taschino prese
posto a sedere. Credo che lui e Kay fossero piuttosto intimi, 
confid Mrs Davison al marito. Helena diede di gomito a Polly.
Ecco arrivare Norine, tutta vestita in nero e col velo: sembrava incinta,
e in una sorta di imbracatura sospesa tra spalla e fianco, che
al suo passo ondeggiava, c'era un bambino piccolo: le gambe e i
piedi nudi sporgevano da questa specie di sacca o borsa come da
un pagliaccetto. Portatemi i sali! esclam Pokey con un tono
di voce ben percepibile. Cos', un canguro? disse Mr Davison
brusco. Sh! pap! lo rimprover Mrs Davison.  Ic-Ichabod, 
disse Priss. Ma che razza di roba...? sussurr Polly. 
l'ultima novit, mormor Priss. L'ho letto in un opuscolo governativo.
Sono studiati per le madri impegnate che non hanno
nessuno a cui lasciare i bambini. E pare che il bambino si senta
rassicurato dal calore del c-corpo materno, Norine prese posto
accanto a Dick Brown. Si mise Ichabod in grembo spostando l'imbracatura.
Qual  il senso? disse. Tu squaw? Norine annu.
Voglio offrirgli l'esperienza della morte. Capisco, disse
lui grave. Meglio prima che poi. Come gli orecchioni.
L'ondata di stupore che aveva attraversato la chiesa all'apparizione
di Ichabod si plac mentre entravano i nuovi arrivati. Polly
riconobbe l'ex cameriera di Kay, la vecchia Clara, che aveva
un'impresa di pompe funebri a Harlem. Mrs Flanagan, l'insegnante
preferita di Kay, che aveva guidato il Federal Theatre, entr
con la sua ex assistente. Non avrei mai detto che sarebbe venuta! 
esclam Helena. L'altare era completamente circondato di fiori.
L'organo tacque. Il parroco entr e prese posto dietro la bara.
I presenti si alzarono in piedi. Io sono la Resurrezione e la Vita,
dice il Signore: colui che crede in me, anche se  morto vivr, e
chiunque vive e crede in me non morr mai in eterno. Lakey
sent scendere una lacrima. Fu sorpresa dal proprio dolore. L'unica
emozione che si era imposta di sentire era il freddo e feroce desiderio
che questo funerale fosse impeccabile, lo specchio perfetto
di quello che Kay avrebbe trovato ammirevole. Quanto a lei,
sperava che quando fosse morta qualche estraneo le legasse una
pietra al collo e la gettasse in mare. Odiava il lutto falso, e piuttosto
che fingerlo avrebbe preferito essere accecata. Vers un'altra
debole lacrima. Poi not che le teste si giravano. Furiosa con
gli altri, guard rapida anche lei. Era entrato Harald, con un vestito
scuro, e si era seduto in fondo alla chiesa. Era proprio da lui,
si disse con freddezza, farci girare per vederlo. Anche Polly e
Helena sbirciarono. Avevano temuto che venisse. E ovviamente
aveva il diritto di essere l, anche se non l'avevano invitato, come
aveva il diritto di inginocchiarsi, mentre il resto dell'assemblea
stava in piedi, e di affondare la testa ossuta nella mano, con l'aria
di pregare. E tuttavia anche loro erano furiose.
Nella breve pausa che precedette la lettura del primo salmo,
tutti in chiesa, anche quelli che non lo conoscevano, percepirono
la presenza di Harald. Era come se un'ombra ambigua fosse discesa
sugli astanti. Se si poteva immaginare un genio malvagio a
un funerale, rifletteva Helena, come una fata cattiva a un battesimo,
quello era Mr Harald Manilunghe. Serr la piccola mascella.
Non capiva perch il suo sgradevole mana facesse inacidire in lei
il latte dell'umana gentilezza. Non poteva pi fare del male a Kay.
Una strana frase le attravers la mente vagabonda. Harald toglieva
la gioia dal funerale di Kay.
Considerando con lieve disagio il pubblico davanti a s, quasi
il suo occhio esperto avesse riconosciuto in Ichabod e Harald possibili
fonti di disturbo, il parroco inizi il primo salmo. Signore
fammi conoscere la mia fine, e il numero dei miei giorni. Ci furono
fruscii e scricchioli. Alcuni restarono in piedi; altri si sedettero;
altri si inginocchiarono; altri ancora scelsero un compromesso
tra sedersi e inginocchiarsi, chinandosi in avanti sui banchi. Polly
decise di seguire l'esempio di Hatton, che si era seduto. Nella
chiesa, era probabilmente una delle poche persone, riflett, che sapevano
come comportarsi a un funerale. Pens al matrimonio di
Kay e a quanto giovani e superstiziose fossero tutte loro quel giorno
e a quanto poco fossero cambiate. Lei ebbe di nuovo il folle timore
che potesse saltare fuori qualche impedimento, che da un
momento all'altro avrebbe potuto indurre il parroco a non dare sepoltura
a Kay. Ma al matrimonio c'erano stati aspetti singolari, e
oggi invece nel funerale non c'era nulla del genere, o forse s? L'unica
peculiarit era la presenza di Harald. Non sarebbe dovuto venire.
Ma venendo aveva fatto s che tutto quello che avevano organizzato
il vestito di Kay, le antiche monete romane, la musica
e i fiori, la liturgia stessa sembrasse sciocco e infantile.  la Morte al suo funerale, si disse.
Inizi il secondo salmo. Polly chin il capo e si concentr su
Kay. L'affetto e la pena che l'avevano invasa mentre vestiva il suo
corpo inerte emergevano di nuovo in lei. Consider la vita di Kay,
che non era stata una vita ma solo una sorta di saluto, un Salve,
gente. La ragazza che giaceva nella bara era finalmente l'eroina
del momento. Il resto non era stato nulla, una vana ombra presuntuosa.
Di mattina  verde e alta; ma di sera  falciata, secca,
e avvizzita, inton il parroco. Questo era appropriato, e non
solo per la sua povera fine, schiantata. Polly era certa che Kay non
si fosse uccisa, anche se all'ospedale si era sentita molto infelice
quando gli psichiatri l'avevano messa di fronte all'opportunit di
separarsi da Harald. Aveva avuto poco meno che l'esaurimento
nervoso al pensiero di dover essere nessuno anzich la moglie
di un genio. Ma se, da suicida, aveva immaginato tutti che la piangevano,
adesso sarebbe stata soddisfatta. Ti voglio bene, Kay, Polly sussurr pentita.
Quando il parroco si lanci nel De Profundis, a Priss sembr
che Helena e Mrs Davison avessero esagerato: tre salmi erano troppi.
E per la lettura avevano scelto l'epistola pi lunga: San Paolo
ai Corinti (1, 15). Le parole erano belle, ma lei era preoccupata per
Ichabod. Sapendo quello che sapeva circa le vedute di Norine sull'educazione
alla toilette, temeva che sarebbe successo un incidente.
Con tutti quei fiori, in chiesa mancava l'aria: di sicuro era
la sua immaginazione, ma avrebbe giurato che era lui oppure Kay...
Non serviva a niente guardare Pokey: non aveva olfatto. Stavano
tutti facendosi irrequieti, annuendo e bisbigliando l'un l'altro allorch
riconoscevano citazioni familiari nell'elogio funebre. Stolto!
Quello che semini non viene vivificato, se prima non muore.
Si le grain ne meurt, Priss sent Lakey mormorare alla sua compagna.
...suoner infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti
e noi saremo trasformati Hndel, ricord Mrs Davison
al marito. Il Messia. Priss not che Polly stava piangendo
senza pi contenersi, e Jim le stringeva la mano. Anche Lakey Piangeva
lacrime, pens Priss, simili a gocce di cristallo, le scorrevano
sul volto rigido; aveva la mascella contratta. Priss avrebbe desiderato
che la lettura smettesse di parlare della corruzione. O
morte, dov' il tuo pungiglione? Pokey diede una forte gomitata
al marito. Non sapevo venisse da l! All'improvviso Priss
si ritrov a pensare ai vermi nel cimitero; un singhiozzo la scosse.
Fu imbarazzante per Helena quando arriv l'inno, uno dei preferiti
di sua madre, il numero 245: Egli mi conduce. Lei avrebbe
voluto l'inno di Bach, dal corale della Passione: O sacro volto
straziato da una corona di spine pungenti. Ma per la madre,
l'altro era pi ispirato, in altri termini ricordava una di quelle adunate
religiose che si tenevano sotto i tendoni. Sapeva tutte le parole
a memoria e non fingeva nemmeno, come la figlia, di usare il
libro degli inni. Il suo vocione annaspante e stonato gareggiava con
l'organo. Con gli ultimi versi, Mrs Davison abbandon ogni freno.
Neanche l'onda fredda della morte fuggir / Poich il Signore
mi conduce attraverso il Giordano. Helena ironicamente
si raffigur Dio che conduceva sua madre per mano attraverso
il fiume, e temeva che a tutti nella chiesa fosse venuta in mente la
stessa immagine. E tuttavia la madre era una totale agnostica, come
la maggior parte dei presenti. Non credeva in una vita futura
per Kay, quindi cosa c'era da essere tanto commossi? Nulla. Il realismo
di Helena le impediva di piangere. Per chi si doveva piangere?
Per Kay? Ma non c'era pi nessuna Kay. Non c'era nessuno
per cui essere addolorati, per come la vedeva Helena.
Si inginocchiarono a pregare. E subito fu tutto finito. L'assemblea
si ritrov, sciolta, sul marciapiedi, e quelli delle pompe
funebri entrarono a prendere la bara. Libby si chiedeva perch non
avessero fatto portare la bara a spalla dagli amici: sarebbe stato
molto pi d'effetto. E pensava che l'avrebbero dovuta lasciare
aperta. Scorgendo Connie Storey, si affrett a salutarla. Non aveva
intenzione di andare al cimitero, e Connie, che lavorava anche
lei, avrebbe forse condiviso volentieri un tass. Quella sera, prima
che lei e il marito uscissero, voleva buttare gi le sue impressioni
sulla cerimonia: la commozione era stata quasi intollerabile.
Erano state predisposte delle automobili per portare al cimitero
tutti quelli che volevano andare ma non disponevano di un mezzo
proprio. Stavano allineate fuori dalla chiesa dietro il carro funebre.
Helena aveva la lista e la stava spuntando. Harald non era
stato previsto. Sarebbe potuto andare con Norine, solo che Norine
non veniva, grazie al cielo; era un miracolo, si trovarono tutte d'accordo,
che quel marmocchio non avesse fatto i capricci durante la
funzione aveva ciondolato tutto il tempo in braccio alla madre
per la stanchezza. Harald era sul marciapiedi, solo e con un sorriso
enigmatico. Jim e io possiamo portarlo con la nostra auto, 
si offr Polly. Una di noi deve parlargli. Helena fu meno cristiana.
Lo inviter mia madre. Ha una mentalit aperta. Che
lo faccia lei. Ma Harald si era avvicinato a Lakey. Posso venire
con te? lo sentirono chiederle. Lakey aveva un'elegante due
posti europea verde bottiglia che aspettava al bordo del marciapiedi.
Mi spiace, disse. Non ho posto. Ma la baronessa si
scus: Se non ti dispiace, Elinor, non verr al cimitero. Molto
bene, disse Lakey a Harald. Sali su. Sai guidare? Harald
prese il volante. Mentre il corteo iniziava a muoversi, videro la
due posti verde sfrecciare davanti al carro funebre. Quanto ci
scommetti che le fa delle avance? disse Polly con voce lacrimosa.
Lei, Helena e Mrs Andrews erano nella Ford guidata da Jim.
Speriamo che lo faccia, disse blando Mr Andrews. Ho sentito
dire che la baronessa va in giro con un tirapugni di ottone.
Il ritorno di Lakey sul Rex era stato un evento emozionante per
il gruppo. Si erano riunite al molo una mattina di aprile per accoglierla,
le sette compagne. Kay era viva allora, ovviamente, era appena
tornata dallo Utah, e Dottie aveva fatto combaciare la venuta
a New York con una vacanza a Bermuda. L'idea di fare una
sorpresa a Lakey andandole incontro tutte insieme era stata di
Pokey: Lei non si rendeva conto del passare del tempo e trovava
incredibile l'idea che Lakey potesse essere cambiata. Alcune delle
altre tuttavia, mentre guardavano la passerella che si abbassava,
ebbero dei cattivi presentimenti. Avevano paura che Lakey
ormai si librasse in cieli pi alti. Era quasi certo che le avrebbe trovate
provinciali dopo i professori, gli storici dell'arte e i collezionisti
in mezzo a cui era vissuta in Europa. L'indirizzo del mittente
su alcune sue lettere e su certe cartoline suggeriva, come diceva
Helena, che Lakey avesse allargato i propri orizzonti sembrava
sempre che abitasse da gente importante in ville, palazzi e
chteaux. L'ultima volta che aveva scritto, per dire che sarebbe tornata
a casa perch pensava che l'Italia sarebbe presto entrata in
guerra, era dalla casa di Settignano di Bernard Berenson, il famoso
critico d'arte. In fila sul molo, mentre aguzzavano gli occhi per
individuarla, e tenendosi pronte a salutare con le mani, le pi
sensibili tra le ragazze erano consce di essere un gruppo serio e posato
con mariti e figli a casa, per la maggior parte: Pokey adesso ne
aveva tre, e Polly aveva una bambina.
Quando la videro scendere dalla passerella, col suo passo veloce
e sicuro, a testa alta, con tailleur e cappello viola scuro e un
beauty case di cuoio verde e un ombrellino di seta verde chiuso,
rimasero stupefatte a vedere quanto sembrasse ancora giovane. Loro
si erano tutte tagliate i capelli e fatte la permanente, ma Lakey
li portava ancora raccolti in un nodo nero sulla nuca, cosa che le
dava un'aria da ragazza, e aveva mantenuto la sua meravigliosa figura.
Le vide: i suoi occhi verdi si spalancarono di contentezza;
salut con la mano. Dopo gli abbracci (le baci tutte su entrambe
le guance e poi le scost da s per guardarle bene), present la bassa
e atticciata straniera che era con lei le ragazze immaginarono
che l'avesse conosciuta durante la traversata.
Sul molo, ci fu una lunga attesa per il bagaglio di Lakey. Aveva
dozzine di valigie, trentadue bauli, pacchi ben incartati con nastri
di colori vivaci, e innumerevoli casse da imballaggio contenenti
dipinti, libri e porcellane. Sulla sua dichiarazione per la dogana,
risultava come residente all'estero di ritorno in patria, il che significava
che non doveva pagare tasse sugli effetti personali e sulle
suppellettili domestiche. Ma aveva una quantit di regali, che
tipico di Lakey aveva dichiarato, e si trattenne un tempo infinito
col doganiere e con le liste che aveva steso nella sua grafia
grande, chiara e oblunga. Non c'era nulla che il gruppo potesse fare
per aiutarla, una volta che il bagaglio fu riunito, e non volevano
curiosare nei bauli e nelle valigie che l'uomo le faceva aprire,
tuttavia anche gli occhi di Pokey strabuzzarono nel vedere la quantit
di biancheria intima, fazzoletti, camicie da notte, peignoir,
scarpe, guanti, tutti avvolti in una candida carta velina per non
parlare dei vestiti, cappelli, sciarpe, cappotti di lana e soprabiti
di seta, ben piegati e anche quelli avvolti con la velina. Questo impressionante
guardaroba e tuttavia non aveva una sola pelliccia,
rifer Libby le faceva pensare con imbarazzo agli orari delle poppate,
alle pappe, al bucato, ai pannolini. Non potevano passare la
mattina sul molo. Mentre aspettavano, battendo inquiete i piedi
(non si poteva fumare), si resero conto che la baronessa, che aveva
gi finito con la dogana, stava aspettando anche lei. Sembrava
essere con Lakey e non si dimostrava molto amichevole con le ragazze,
che con educazione cercavano di fare conversazione sulle
condizioni dell'Europa. Era una tedesca, venne fuori, che era stata
sposata con un barone francese; aveva dovuto lasciare la Francia
in settembre quando era scoppiata la guerra. Come Lakey, aveva
vissuto a Firenze, ma non conosceva la zia di Libby a Fiesole.
Ogni tanto andava a dire qualcosa a Lakey: sentirono che la chiamava
tesoro arrotando la erre. Fu Kay a capire per prima: Lakey
era diventata lesbica. Quella donna era il suo uomo.
Pian piano il gruppo cap. Era per questo che Lakey era stata
all'estero cos a lungo. All'estero la gente era pi tollerante nei confronti
delle lesbiche, e non era necessario che la famiglia di Lakey
a Lake Forest lo venisse a sapere. Fu un momento terribile. Ogni
ragazza si rese conto di essere, come tutte, de trop. Avevano fatto
una gaffe terribile venendo ad accogliere Lakey a braccia aperte,
come se appartenesse a loro, quando evidentemente apparteneva
in esclusiva alla baronessa. Non poterono fare a meno di scoprire
che le due sarebbero scese insieme all'Elyse Hotel. Lakey, disse
la baronessa, in risposta a una domanda diretta di Kay, sarebbe
andata a Chicago per una breve visita alla famiglia. Poi, avrebbe
cercato una casa in campagna, fuori New York. Qualcosa di molto
tran-quil-lo, disse la baronessa. Le ragazze afferrarono il concetto:
Lakey voleva stare da sola con lei, senza essere disturbata
da vicini e vecchie amiche. O almeno questo era ci che voleva la baronessa.
Le ragazze si lanciarono delle occhiate. Avevano pianificato la
giornata. L'autista di famiglia di Pokey aspettava fuori per portare
Lakey all'albergo e sistemarla. Pi tardi, si sarebbero trovate
tutte per un pranzo elegante. Dopodich ognuna voleva essere la
prima a mostrare a Lakey il proprio appartamento, il marito, il
bambino o i bambini. Tranne Kay, che non aveva nulla da mostrarle,
ma che proprio per questo sentiva di avere pi diritto delle
altre su di lei. Adesso non sapevano se buttare del tutto a mare
questi piani o se procedere e coinvolgere la baronessa. Non sapevano
se essere discrete o dirette su questa relazione. Cosa voleva
Lakey? Voleva che se ne andassero? Forse non le avrebbe mai perdonate
per averla accolta cos a sorpresa al molo. D'istinto, il gruppo
si rivolse a Kay, che, con la sua esperienza nel teatro, avrebbe
dovuto poter dire loro cosa fare. Ma Kay era sconcertata. Il suo
viso aperto mostrava delusione, dolore e indecisione. A tutte venne
in mente che Lakey, che era sempre stata temibile e superiore,
adesso le avrebbe guardate dall'alto in basso perch non erano lesbiche.
D'altro canto, era sembrata davvero contenta di vederle.
Osservando Lakey col doganiere, si chiedevano, in silenzio, da
quanto tempo fosse lesbica, se l'aveva fatta diventare lesbica la baronessa
o se aveva iniziato per conto suo. Questo le port a chiedersi
se lo fosse gi al college repressa, ovviamente. Alla luce della
terribile scoperta, esaminarono i suoi vestiti per vedere se c'erano
segni rivelatori. Indossava un tailleur di Schiaparelli: Kay lo
aveva chiesto esplicitamente aveva immaginato fosse uno
Schiaparelli. Schiap fa tutti i vestiti di Elinor, aveva sottolineato la
baronessa, e avevano notato che quel soprannome, pronunciato
con disinvoltura, aveva preso Kay alla sprovvista, smontandola.
Lakey indossava diafane calze di seta, scarpe di vitello col tacco
alto, una blusa di seta verde con jabot. Se c'era qualche differenza
rispetto a prima, era che appariva pi femminile. Della baronessa
lo si capiva, anche se non aveva un taglio di capelli maschile
n una cravatta da uomo: indossava un abito di tweed pesante,
calze velate da crocerossina, e scarpe aperte col tacco largo e squadrato.
E tuttavia era bizzarro pensare che la baronessa fosse stata sposata e Lakey no.
Appena ebbe finito col doganiere, Lakey risolse ogni difficolt
con estrema naturalezza. Accett l'offerta dell'autista di Pokey di
accompagnare lei e la baronessa all'albergo. Quanto al pranzo,
sped la baronessa al Metropolitan Museum, dicendole di mangiare
alla tavola calda: l'avrebbe introdotta all'America. Maria  un
orso, disse, ridendo. Ringhia agli estranei. Lei mangi col
gruppo e quella sera invit quelle che erano libere e i loro mariti a
bere un cocktail con lei e la baronessa al Monkey Bar, in albergo.
Quella, le ragazze scoprirono, era la regola: se era un'occasione in
cui ci sarebbero stati i mariti, la baronessa veniva; altrimenti Lakey era sola.
Una volta che il gruppo ebbe capito la convenzione per cui la
baronessa era la mia amica come un assioma evidente, la loro rigidit
si allent. Per gradi, nelle settimane che seguirono, anche
la baronessa si ammorbid. Lungi dallo snobbare il gruppo perch
non erano lesbiche, sembrava trovarlo un punto a loro favore. Si
mostrava sospettosa solo di Kay, che viveva sola al Vassar Club ed
era divorziata. Il gruppo fu sorpreso di scoprire che sia Lakey che
Maria erano convinte antifasciste. Non si sarebbero aspettate che
Lakey fosse cos umana da avere banali simpatie politiche. Ma era
umana per molti pi aspetti di quanto si ricordassero. L'altra sorpresa
era che le piacevano i bambini. Proprio la cosa che le ragazze
avrebbero pensato che una lesbica avrebbe disprezzato la loro
maternit per Lakey era invece un'attrazione. Aveva portato
una serie di graziosi bavaglini italiani ricamati per la bambina di
Polly, e quando andava a trovarla gliene metteva uno e le dava da
mangiare tenendola in braccio. A Stephen, il figlio di Priss, aveva
portato un prisma rifrangente e dei soldatini antichi: le piaceva
raccontargli delle storie e dipingere con le dita insieme a lui. E
quando un fine settimana and ospite da Pokey a Princeton, visit
le scuderie e gioc a nascondino coi gemelli. Amava ritagliare
figurine di carta e fare dei topolini coi suoi enormi fazzoletti di lino.
Sia lei che Maria erano molto pratiche. Sapevano una quantit
di cose in fatto di cibo e taglio e cucito, e si impegnarono, per esempio,
a disegnare un nuovo tipo di vestito prmaman per Polly, che
era incinta. Maria aveva studiato da infermiera, abitudine piuttosto
diffusa, a quanto pareva, tra l'aristocrazia europea, dai tempi
in cui la castellana doveva prescrivere rimedi ai contadini e curare
i feriti in guerra. Il fatto che nessuna del gruppo, tranne Polly,
fosse capace di tagliare un vestito o fare una fasciatura scandalizzava
Maria, come fossero delle barbare.
Era stupefacente, ma nel giro di un mese alcune delle ragazze
si ritrovarono a dire di avere a cena Lakey e Maria, proprio come
avrebbero potuto fare con una coppia normale. Quando lei e
Maria finalmente presero una grande casa vicino a Greenwich, Polly
e Jim e Kay e Helena andarono insieme a trovarle.
Ma nel contempo il gruppo pensava, ed erano tutte d'accordo,
che quello che era successo a Lakey fosse una tragedia. Cercavano
di non pensare a quello che lei e Maria facevano a letto. Solo
Kay sosteneva di potersi immaginare i loro amplessi con serenit.
A loro Maria piaceva come persona: se solo avesse avuto una
coda con le pinne, come una sirena! Lo stesso avrebbero voluto
per Lakey, che in effetti ci assomigliava, coi suoi grandi occhi verdi
e la sua pelle bianca. Polly e Helena, che erano diventate grandi
amiche adesso che Helena viveva a New York, avevano cercato
di analizzare la faccenda il pi spassionatamente possibile. Non
riuscivano a sfuggire alla sottile sensazione che il rapporto tra quelle
due fosse perverso. Un segno di ci era la gelosia della baronessa.
Maria era molto gelosa sia degli uomini che delle donne in
realt, di tutti gli estranei. Portava una pistola che le aveva dato
il marito e aveva fatto comperare a Lakey due feroci cani da guardia.
E c'era anche il tirapugni di ottone di cui chiss come era venuto
a sapere Mr Andrews! Era fin troppo facile immaginarsi Maria
che lo usava contro qualsiasi uomo che cercasse di salvare Lakey.
E la parola salvare era indicativa. Da un lato, c'erano
Lakey-e-Maria, come si sarebbe potuto dire Polly-e-Jim, una coppia felicemente
sposata; dall'altro, c'era la delicata prigioniera di una feroce
brigantessa, rinchiusa nel Castello Periglioso, e guai al cavaliere
che fosse venuto a liberarla dall'incantesimo. Ma era possibile
vedere la cosa in modo opposto. E se fosse stata Lakey, l'imperscrutabile,
intelligente Lakey, ad aver fatto di Maria, che non era
molto brillante, la sua schiava? Il fatto che si potesse capovolgere
il rapporto come una clessidra, le ragazze lo trovavano particolarmente
inquietante. Allo stesso modo, le inquietava chiedersi chi
nella coppia fosse l'uomo e chi la donna. Ovviamente, Maria, col
suo pigiama e la sua vestaglia, era l'uomo, e Lakey, coi suoi peignoir
di seta e pizzo e le camicie da notte di batista ricamata, coi
capelli sciolti sulla schiena, era la donna, e tuttavia questi potevano
essere travestimenti per un ballo in maschera. A Polly e Helena
dava fastidio pensare che quello che si presentava ai loro occhi
fosse una semplice apparenza, e che dietro ci fosse qualcosa che loro non avrebbero mai approvato.
Harald e Lakey attraversarono veloci il ponte di Queensborough.
Lui voleva fermarsi in un bar prima di fare atto di presenza
al cimitero, e Lakey aveva acconsentito. Chi ha organizzato
tutta la commedia? chiese, girandosi per cogliere un'occhiata del
profilo di Lakey. Intendi il funerale, disse Lakey. Tu cosa
avresti fatto? Harald non rispose. Una salma bisogna seppellirla,
disse Lakey. O cremarla. Non si pu semplicemente buttarla
nell'inceneritore o nella spazzatura. Lui medit. Se c'
difficolt a sbarazzarsi di un cadavere, osserv, questo suggerisce
che si sia giocato sporco. Ho avuto l'impressione l in fondo
alla chiesa che si pensasse che sono stato io a farla fuori. Lakey
si tocc il nodo di capelli sulla nuca. Si  uccisa, ovviamente, 
afferm Harald. Perch? disse Lakey calma. Pura competitivit,
rispose lui. Per anni io ho cercato di uccidermi, fin da
quando l'ho conosciuta. Lakey lo guard fissa per un minuto:
aveva il viso disfatto. Ha deciso di farmi vedere come si fa. Lei
era capace di farlo meglio. Al primo tentativo. Attese. Non mi
credi, vero, imperscrutabile idolo? Hai ragione. Non ho mai provato
a suicidarmi sul serio.  sempre stata una finta. I falsi tentativi
di suicidio sono stati la specialit dei Petersen. E tuttavia desidero
sinceramente morire. Te lo giuro. Se potessimo andare fuori
strada e farla finita. Gir il volante di scatto verso destra. Smettila, 
disse Lakey. Lui raddrizz l'auto. E lei, disse, lei ha
avuto l'impudenza di uccidersi e fingere un incidente. Cosa vuoi
dire? Quel suo stare di guardia per gli aeroplani. Quei cartoncini
dell'Air Force. Farsi vedere dalla cameriera alla finestra e farsi
richiamare. Erano tutti goffi depistaggi. Un alibi rozzo. In modo
che noi credessimo che aveva perso l'equilibrio. Come fai a sapere
tutti questi dettagli? Da mamma Davison. Abbiamo fatto
una simpatica chiacchieratina al telefono. Ma perch avrebbe
dovuto ingannarci? Harald scroll le spalle. Per i suoi genitori,
suppongo. Quel rimbambito di suo pap di cui parlava sempre.
O forse si vergognava di confessare in modo cos ostentato che la
sua vita era un fallimento. Lo saprebbero tutti.
Lakey studi quell'uomo, che non le era mai piaciuto, e non
disse nulla. Il suo obiettivo era limitato ad arrivare al cimitero senza
che lui li uccidesse entrambi nello sforzo teatrale di dimostrarle
che aveva il coraggio di suicidarsi. Era un buon guidatore; lo
aveva fatto guidare apposta per metterlo alla prova. Sentiva una
certa curiosit sul suo conto, che le sarebbe piaciuto soddisfare,
ed era conscia che anche lui era curioso di lei.
La Madonna del fumoir, disse.  buffo, ma non avrei
mai detto che eri lesbica. E ho buon occhio. Quando hai incominciato?
O lo sei sempre stata? Sempre, disse Lakey. Le sue
incaute domande le fecero concepire un'idea. Il gruppo, disse
Harald deve essere entrato in orgasmo quando alla fine ti
sei mostrata per quello che sei. Accidenti, non ne potevo pi del
gruppo prima che fosse finita! Sono dei tesori, disse Lakey.
Harald gir la testa e sollev un sopracciglio. Hai detto che sono
dei tesori? S, disse Lakey. Tutte tranne una. Libby  una
mauvaise fille. Gusti femminili, disse Harald. Lakey sorrise.
La mia amica, la baronessa d'Estienne,  incantata da loro. Adora
le donne americane. Cristo! disse Harald. S, disse
Lakey. Dice che le donne americane sono un quarto sesso.
Harald la guard di nuovo di sfuggita. Sempre, hai detto.
Questo significa che lo eri al college , Socchiuse gli occhi.
Suppongo che fossi innamorata del gruppo. Di tutte e sette,
esclusa te stessa. Insieme e singolarmente. Questo spiega tutto. Non
ho mai capito che cosa tu una ragazza intelligente ci facessi in
quella galre. E annu. Cos eri innamorata di loro. Erano carine,
prima di sposarsi, questo te lo concedo. Caspita, tu avevi un
vero e proprio harem in quella vostra torre. Kay ha sempre detto
che ti appassionavi e poi diventavi di ghiaccio, che le prendevi e
poi le lasciavi non sapevano mai perch. Per erano affascinate
Imit la loro voce collettiva. Lakey sorrise.  vero, avevo le mie preferite.
Harald ferm l'auto davanti a un bar. Entrarono, e ordin un
whisky doppio per s e uno singolo per Lakey. Si sedettero in un
spar. Cinque minuti, disse Lakey. Non preoccuparti, disse
lui. Vedremo il corteo passare. Butt gi met del whisky.
Chi erano le tue preferite? disse. No, non dirmelo. Voglio
indovinare. Dottie. Pokey. Kay. Helena. No, Helena no, disse
Lakey. Mi piace adesso, ma non mi piaceva al college. Sembrava
un brutto ragazzino. Polly? disse Harald. Ero una
snob, disse Lakey. Polly aveva una borsa di studio e si arrangiava
come poteva. Dava l'impressione che si sarebbe sciupata presto.
Le sue delicate sopracciglia scure si contrassero. Eravamo
cos immature allora. Non mi piace pensarci. Le ragazze sono crudeli. Harald fin il whisky.
Eri innamorata di Kay? Lakey
appoggi il mento sulla mano. Era adorabile al secondo anno.
Tu non la conoscevi ancora. Nella Daisy Chain. Era lei stessa un
fiore selvatico. E un tipo di bellezza rustica che mi piace particolarmente.
Adatta a essere dipinta. Chi avrebbe potuto ritrarla?
Caravaggio? Uno spagnolo? Chiunque dipingesse gli zingari. O i
montanari. Aveva un bel collo, come uno stelo. E delle spalle cos
forti e la vita sottile. Harald ordin un altro whisky. La sua faccia si era rabbuiata.
Era coriacea, le disse. Mi divertiva ferirla. Ottenere un
qualche tipo di reazione. E dopo che l'avevo ferita provavo tenerezza
per lei. Poi lei rovinava tutto cercando di strapparmi qualche
concessione. Era prosaica, sempre a pretendere che mi scusassi
a parole. Non so, Lakey: non ho mai amato una donna. Ho amato
degli uomini grandi registi, leader politici. Da ragazzo, amavo
mio padre. Ma vivere con una donna  come vivere con un'eco,
un'eco sonora, nel caso di Kay. La sua voce mi dava sui nervi.
Sempre a ripetere scioccamente quello che aveva sentito. In genere
da me, lo ammetto. Rise. Mi sentivo come un capitano
solo con il suo pappagallo sulla nave. Ma almeno aveva una sorta
di integrit. Fisicamente era normale. Era vergine quando l'ho presa
e non ha mai voluto nessun altro. O le idee di qualcun altro.
La sua voce si fece roca. Quello significava qualcosa. Un uomo
cronicamente infedele deve avere una moglie fedele: altrimenti
non  neanche un matrimonio. E Kay non ha mai scoperto che le
ero infedele. Me ne posso vantare, Lakey. Ogni tanto sospettava,
ma le mentivo sempre. Fedelmente Rise di nuovo. Ma la sua
gelosia alla fine ha rovinato tutto. Era irragionevole. Che cosa
vuoi dire? Non le ho mai dato occasione di essere gelosa. La proteggevo.
Quando stavo con una donna, mi assicuravo che Kay non
lo venisse a sapere. Questo significava che non potevo mai tagliare
di netto con loro. Per quanto fossi stufo. Come con quella serva
di Norine: l'hai vista in chiesa. Una vera ricattatrice. Mi aveva
in suo potere: in un momento di debolezza ho fatto qualche capriola
a letto con lei. Per anni ho dovuto farla sperare, in modo
che non andasse a raccontarlo a Kay.  stata una vera fatica. E
Kay mi ripagava con accuse isteriche. Cristo, la vedevo solo per il
suo bene. Lakey gli lanci una calma occhiata di disprezzo e incredulit.
Cristo, non essere convenzionale, disse lui. Non
me lo aspetto da te. Tu e io ci capiamo. Avrei potuto amarti,
Lakey, se tu non amassi le donne. Avresti potuto salvarmi; io avrei
potuto salvare te. Tu non sei capace di amare gli uomini, io le donne.
Ci saremmo potuti amare tra di noi... chi lo sa? Siamo due esseri
superiori in mezzo a una manica di sciocchi e di comparse. Finalmente
ci siamo incontrati per sfidarci. Perch non duelliamo sulla sua tomba?
Proprio allora dalla finestra videro passare il carro funebre. Harald
tracann un bicchiere al bancone. Entrarono nell'auto. Adesso
guidava Lakey. Ascoltare il discorso delirante di Harald l'aveva
disgustata: concluse che in lui c'era solo dell'artificio. Si vergognava
della curiosit che aveva avuto per lui. Essere curiosi nei
confronti di qualcuno esponeva al rischio di venirne contaminati.
Ma era ancora decisa a giocargli un tiro, per vendicare Kay, le donne,
e soprattutto la sfacciataggine di paragonarsi a lei. Non provava
piet per Harald. Facendo bruscamente rientrare l'auto nel
corteo funebre, Lakey attendeva la domanda di Harald. Essere
superiori, lui le disse, ovviamente non  solo un requisito per
la tragedia:  la tragedia in s. La tragedia di Amleto. Siamo costretti
ad abbassarci al commercio con gli stupidi, il che a volte ci
d un senso di vuoto, come se fossimo vuoti noi, non loro. Amleto
avrebbe potuto amare la figlia di Polonio? Tu o io avremmo potuto
amare Kay? Ovviamente c'era il suo corpo. Fece un cenno
in direzione del carro funebre. E pensare che l'ho conosciuto!
Diede una rapida occhiata a Lakey. Il tuo amore per lei,
presumo, era puramente platonico. Lakey guardava dritto davanti
a s. E per, disse Harald,  difficile da credere, conoscendo
il suo cervello. Devi averla desiderata, vero? Ti ha respinta?
E per questo che l'hai mollata? Mi ero stancata di
lei, disse Lakey con sincerit. Mi stancavo delle persone molto
facilmente. Non hai risposto alla mia domanda, disse Harald.
Non ho intenzione di farlo, disse Lakey.. Sei impertinente.
Sei andata a letto con lei? disse Harald con tono violento.
Lakey sorrise, come una lucertola. Avresti dovuto chiederlo
a Kay, disse. Te lo avrebbe detto. Era diventata cos onesta
alla fine. Molto americana, secondo Maria. Sei marcia, disse.
Completamente marcia. Viziosa. Hai corrotto tutto il gruppo?
Che bel quadretto! Lakey era soddisfatta: aveva costretto quest'uomo
orribile a essere finalmente sincero; c'era solo da aspettarselo
che manifestasse odio per l'anormalit. Che sporco
trucco da lesbica, disse. Non combattere apertamente ma avvelenare
le spade. Lakey non gli fece notare che era stato lui ad
avvelenarle. Lei aveva la coscienza pulita. Aveva fatto un piccolo
patto con se stessa: dire solo l'esatta verit e non insinuare nulla.
Oltretutto, dal suo punto di vista, che lui non considerava, la povera
normale Kay non avrebbe certo commesso un errore a diventare
la sua preda, anzich quella di lui. Sarebbe stato molto meglio
per Kay, in effetti, perch lei, ne era certa, l'avrebbe trattata bene.
Sei una codarda, disse Harald, a infangare una ragazza
morta. Non c' da stupirsi se ti sei nascosta all'estero tutti questi
anni. Dovevi restare in Europa, dove le luci si stanno spegnendo.
 quello il tuo posto: tu sei morta. Non hai mai usato la tua intelligenza
se non per acquisire conoscenze sterili. Sei una parassita da
museo. Non hai niente a che vedere con l'America! Lasciami andare!
Vuoi scendere dall'auto? Disse Lakey. S, disse Harald.
Seppelliscila tu. Tu e il gruppo. Lakey si ferm. Lui
scese. Lei continu a seguire il corteo, guardando nello specchietto
retrovisore Harald che attraversava la strada e si metteva a fare
l'autostop, mentre auto cariche di persone che venivano dal cimitero
gli scivolavano accanto, di ritorno verso New York.
...
.
...
FINE.